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Il segreto della Sibilla pastora

Amo i libri che sanno accompagnarti in un viaggio fantastico; quei libri che quando li apri è come aprire la porta su un mondo bellissimo dove puoi perderti senza timore e restarci tutto il tempo che vuoi.

“Il segreto della Sibilla pastora” non è solo un romanzo: è una storia che chiede di essere raccontata, ascoltata e diffusa. Tra queste pagine è racchiuso un tesoro che il lettore si sente chiamato a riscoprire, andando alla ricerca di verità nascoste da troppo tempo, per riportarle alla luce, come è giusto che sia.

L’autore è un Maestro nel ricreare, nella mente del lettore, i paesaggi vivissimi di cui narra, rendendolo partecipante attivo della trama e del mistero. Sulla Sibilla Appenninica è stato detto e scritto molto, spesso volutamente occultando la sua identità, mascherandola sperando di sminuirne in qualche modo il potere; ma come nella citazione attribuita al Buddha, la Verità-come il Sole e la Luna- non può restare celata a lungo, e Tassetti ha saputo ascoltarla e consegnarla al mondo. 

“Il segreto della Sibilla pastora” e “L’ultimo canto” possono essere considerati un’unica grande Opera ispirata e magistralmente trascritta, che saprà parlare ai cuori pronti a ricevere il Suo messaggio.

A occhi aperti

Il 2020,prima di salutarci, mi ha lasciato un dono, indicandomi la nuova direzione da prendere nel mio cammino. Sono un’anima inquieta, una ricercatrice spirituale che nel corso degli anni ha accumulato tante domande e ben poche risposte; avevo bisogno di un richiamo che mi riportasse a terra, nel quotidiano vivere, e ho scoperto quanto mi mancasse solo quando l’ho trovato.

“A occhi aperti”, di Mariana Caplan (antropologa, psicologa transpersonale, con un enorme bagaglio di esperienza sulle tradizioni mistiche nel mondo) offre uno sguardo lucido sul mondo “spirituale” e i suoi inganni, in cui è assai facile incappare soprattutto per noi occidentali. Ci mette in guardia dalla “spiritualità fast-food” e dall’approccio sistematico tramite il quale ci illudiamo di perseguire chissà quali traguardi.

Tra queste pagine ho scoperto l’esistenza di diverse “malattie spiritualmente trasmissibili”, ho capito di averne avute un bel po’ e che ,non sviluppando anticorpi, non possiamo mai ritenerci immuni. Ho imparato che un vero cammino spirituale non esclude la nostra materialità né mira a far scomparire il nostro ego; che corpo, mente e spirito vanno allenati e sviluppati grazie ad un approccio integrale ,perché nell’integrità si può varcare la soglia che conduce ad un ulteriore tappa del viaggio chiamato vita.

Se le delusioni e le illusioni sono sempre dietro l’angolo, l’unica arma a nostra disposizione è un sano discernimento, che ci permetterà di districarci nei vari labirinti in cui possiamo imbatterci.
Questo libro è un aiuto prezioso, un incoraggiamento a non perdersi d’animo ma anche un’ancora che riporta alla realtà, che, volenti o nolenti, non può essere trascesa.
Consigliato a tutte le anime erranti, ai ricercatori, a chiunque non sia stanco di sentir risuonare in sé la voce che incita verso la Conoscenza e la Verità.

L’ultimo canto, di Enrico tassetti

“Non dobbiamo temere ma aver coraggio d’essere, altrimenti quale senso avrebbe la nostra vita?”

Ci sono libri che arrivano come un dono, tra le cui pagine trovi risposte inaspettate, quasi del tutto dimenticate; e che ti immergono in un’atmosfera magica, al di là del tempo, rendendo ogni pagina un’emozione viva.

“L’ultimo canto”, di Enrico Tassetti, è tutto questo e molto di più. È un romanzo esoterico e misterioso, appassionante come un thriller e al contempo un balsamo per l’anima.

Ci parla di verità sepolte da tempo immemore, protette con l’inganno e la mistificazione, riaccendendo nel cuore del lettore la fiamma della Conoscenza .

Una scrittura minuziosa, incalzante, a tratti deliziosamente poetica, fa dell’esperienza della lettura un meraviglioso viaggio che non vorresti veder finire.

Uno dei libri più belli che io abbia mai letto e che mi resterà nel cuore.

Ego,potenziale alleato.

Diceva Hillmann:”Ogni individuo intuisce giustamente di condividere la stessa natura dell’Atman, ma distorce tale intuizione applicandola al suo sé separato; ritiene che il suo sé sia immortale, onnicomprensivo, centrale nel cosmo, estremamente importante. Cioè, sostituisce l’Atman con l’ego. Poi, anziché trovare la totalità effettiva e senza tempo, si limita a sostituirla con il desiderio di vivere eternamente; anziché fondersi con l’universo, desidera possederlo; anziché fondersi con Dio, si sforza di fare la parte di Dio.

Se come me vi siete imbattuti, durante la vostra ricerca, in diversi sentieri spirituali, avrete notato come uno dei nemici più temibili e assolutamente da sconfiggere viene sempre ritenuto l’Ego. Quanto impegno e quanti sforzi per cercare anche solo di dominarlo, l’Ego, senza in realtà nemmeno sapere cos’è, né la sua funzione. Ecco, non si può pensare di sconfiggere un nemico che non si conosce. Conoscendolo, poi, capiremo che non è affatto un nemico, ma una parte di noi che va compresa e che possiamo rendere nostra alleata.

Il mistico russo G. I. Gurdjieff insegnò che l’essere umano tende a immaginarsi come una continua esperienza, senza soluzione di continuità, ma che in realtà siamo fatti di molti piccoli Io che nascono nella nostra coscienza uno dopo l’altro, catturando la nostra attenzione e convincendoci di essere quello che noi siamo. Non ci accorgiamo che questi molti Io girano in continuazione dentro di noi, presentandosi spesso come risposta condizionata ai nostri ambienti, esterni e interni. Questo è il motivo per il quale, ad esempio, un uomo d’affari può essere forte e sicuro di sé durante un meeting, ma piagnucoloso e spaventato quando sua madre, ossessionata dal controllo, lo chiama al telefono. In altri momenti può sentirsi profondamente depresso, o eccitato sessualmente, e così via. Ogni essere umano ha personalità multiple, e la struttura egoica della personalità si identifica con ognuna di esse non appena sorgono. Uno dei nostri errori fondamentali è credere di essere quelle sotto-personalità che abbiamo dentro. Molti di noi avranno un set di personalità funzionale, sano, piacevole, mentre altri ne avranno uno più impegnativo. Finché non sappiamo come funziona il nostro ego, e quindi non siamo in grado di scegliere se fargli dominare o meno la nostra esperienza, non siamo esseri umani liberi. Mentre siamo catturati e trasportati dal flusso nei nostri schemi, identità, idee e opinioni, credendo che siano “nostri” pensieri e percezioni, secondo Gurdjieff e altri mistici siamo solo delle macchine. Questa macchina possiede innumerevoli programmi inconsci che si ripetono senza fine lungo le nostre vite. Diventare consapevoli significa imparare a osservare questa ripetizione e riconoscere intimamente le storie che ci raccontiamo, che oscurano la raggiante e oggettiva creatività delle nostre vite. Lavoriamo per sviluppare il nostro essere in modo da avere un Io, tra le molteplicità di altri Io, che è più fermo e autentico degli altri – una parte di noi stessi a cui possiamo accedere e che risuona con una verità più alta e ci guida efficacemente lungo il cammino. È questo “Io” che rappresenta il nostro autentico guru interiore, o la nostra guida, il vero Sé, l’affidabile voce del cuore e l’intuizione per cui lottiamo – che spesso è oscurata dalla profondità della nostra inconsapevolezza.

[Mariana Caplan. A occhi aperti (Planetari) (Italian Edition) . Tlon. Edizione del Kindle.]

Il lavoro sull’Ego non si apprende con un tutorial su YouTube e nemmeno con un minicorso online pubblicizzato sui social. Occorre una profonda indagine psicologica e non so fino a che punto il fai da te possa bastare; perché a volte, invece di un guru o di un maestro, quello di cui si ha veramente bisogno è iniziare a conoscere se stessi con tutto il bagaglio interiore che ci rende chi siamo. Non credo sia un lavoro semplice e credo anche che sia molto più allettante fregiarsi dell’ennesimo attestato di esperto in qualcosa di tanto tanto carino, magari creandosi pure un bel seguito di altre povere anime erranti. Ma la spiritualità è una cosa seria e non un prodotto da fast food. E se non saremo disposti a lavorare su di noi, ci accorgeremo prima o poi di essere giunti ad un vicolo cieco. Certo, potremmo continuare a illuderci, a scapito nostro e di chi ci segue, ma se una voce interiore porta l’attenzione a scavare più a fondo, proprio dove non vuoi guardare, forse è giunto il momento di ascoltarla e seguirla.


La montagna

Un giorno un uomo salì sulla montagna dove si rifugiava un’eremita si rifugiava a meditare, e le chiese:

“Cosa fai in tanta solitudine?”

Al che lei rispose: “Ho un sacco di lavoro da fare.”

“E come fai ad avere così tanto lavoro? …non vedo niente qui…”

“Devo allenare due falchi e due aquile, tranquillizzare due conigli, disciplinare un serpente, motivare un asino e domare un leone.”

“E dove sono? …non li vedo…”

“Li ho dentro. I falchi si lanciano su tutto quello che mi viene presentato, buono o cattivo, devo allenarli a lanciarsi su cose buone. Sono i miei occhi. Le due aquile con i loro artigli feriscono e distruggono, devo insegnare loro a non fare del male. Sono le mie mani. I conigli vogliono andare dove vogliono, scappano dall’affrontare situazioni difficili, devo insegnare loro a stare tranquilli anche se c’è sofferenza o ostacoli. Sono i miei piedi. L’asino è sempre stanco, è testardo, molto spesso non vuole portare il suo peso. È il mio corpo. Il più difficile da domare è il serpente. Anche se è rinchiuso in una gabbia robusta, è sempre pronto a mordere e avvelenare chiunque sia vicino. Devo disciplinarlo. È la mia lingua. Ho anche un leone. Oh… è fiero, vanitoso, crede di essere il re. Devo domarlo. È il mio ego. Come vedi, amico, ho molto lavoro da fare. E tu? A cosa stai lavorando?”.

(Antica leggenda Zen)

Un nuovo inizio

The sunrise over Lake St. Clair from Chippewa Park in Tecumseh, Ontario, Canada

Aprire un blog mentre tanti chiudono è una scelta che può sembrare controcorrente, ma sono del parere che condividere fa bene e spesso aiuta, sia chi lo fa sia chi “riceve”. Dunque eccomi qui. Non so ancora bene cosa ne farò di questo spazio, suppongo, restando fedele al nome, che sarà la “tana” dove scrivere riflessioni sulle mie letture, un bel po’ di pensieri e molto altro che si presenterà al momento giusto. In effetti, c’è quasi sempre un momento giusto, basta saperlo riconoscere.

Credo che questo terribile periodo che stiamo vivendo, dove tutto quello che conosciamo sembra sgretolarsi davanti ai nostri occhi, possa trasformarsi in una grande occasione per fare il punto su noi stessi, per capire dove siamo e dove vogliamo arrivare. Certo, già comprendere CHI siamo sarebbe già un bel traguardo. Personalmente, sto camminando da un bel po’ su questa strada e continuo a farlo anche se a volte ho l’impressione di girare a vuoto o di non avanzare mai di un passo. Non ricordo quando sono partita ma posso affermare con certezza che questo è l’unico viaggio che merita di essere intrapreso, perché sono sicura che in noi sono nascoste tutte le risposte che cerchiamo e anche molti tesori. Dunque, andiamo avanti, un passo alla volta, condividendo quello che troviamo lungo la via. Per il nostro bene, per quello degli altri e in nome del Bene superiore.