Oscure madri splendenti

Questo libro di Luciana Percovich è di un valore inestimabile. È un viaggio indietro nel tempo, dalla Dea primeva, gravida e completa, al suo smembramento nelle innumerevoli divinità, riflesso di attributi che Lei racchiude in toto.


Attraverso queste pagine ripercorriamo gli eventi che hanno portato al rovesciamento dei simboli e alla nascita di una “civiltà” innaturale, perché contro natura.
Basti pensare al triangolo, ad esempio, raffigurato col vertice verso l’alto, che era in origine capovolto, a raffigurare il grembo; o alla trinità femminile, con il triplice aspetto della Dea vergine-madre-crona, mistificata in padre-figlio-spirito santo; oppure a come la Dea diventata “madre” si sia vista surclassare pian piano dal figlio.


L’opera di desacralizzazione e mascolinizzazione del divino è stata compiuta con stupri, violenze, inganni, vantandosi poi a gran voce del potere così conquistato, nelle opere di ogni mitologia.
Ora, chi si incensa dell’arroganza e del disprezzo usati per sconsacrare quanto più c’era di santo al mondo, testimonia soltanto la sua incapacità e la sua profonda invidia. La donna, in quanto parte del divino, non aveva bisogno di inventarsi un “dio”. Cosa che invece ha fatto l’uomo, non potendo comprendere la profonda unità femminile col principio creatore.


La società attuale è l’ennesima figlia di questa barbarie e tutti ne paghiamo le amare conseguenze. Ma ora che abbiamo visto e compreso tutta la sua distruttività, sarebbe ora di superare le paure reciproche e di riappropriarci delle nostre diversità, accogliendole e comprendendone l’intrinseco valore.
La cultura di oggi, che ci vorrebbe tutti uguali, addirittura asessuati, fluidi, è il colpo di coda di un modello di esistere che sta implodendo.
Il ritorno alla Vita e alla Natura non potrà essere procrastinato a lungo.

La sacerdotessa del mare

Ci sono libri che raccontano storie e altri che, raccontando, insegnano. Non credo però che l’intento di Dione Fortune fosse educativo, quando scrisse questo romanzo.

La sacerdotessa del mare è una rievocazione del Mito primordiale, dove protagonista è la Grande Madre dalla quale tutto ha inizio.

La storia che fa da cornice al rivelarsi della Dea è il racconto di una vita apparentemente monotona al limite dell’insignificante. Eppure l’uomo che ne è protagonista rivela una capacità di relazionarsi alla realtà immaginifica assolutamente fuori dal comune. Sinceramente, quasi ci si stupisce, leggendo, della profonda dicotomia tra il Wilfred conosciuto al mondo e quello che apprende (o forse sarebbe meglio dire ricorda) essere davvero.

Personalmente mi ha stupito come egli abbia accolto l’immateriale integrandolo senza scossoni nella sua vita. Credo che quella della scrittrice non sia una deliberata omissione dei passaggi ma che abbia piuttosto voluto convogliare l’attenzione sull’abbandono alla fede, l’unica via.

E’ fondamentale, come pure ci ricorda lo sciamanismo in tutte le sue forme, accettare la morte e varcarne la soglia, sia pure soltanto metaforicamente in un rituale, affinché si possa “rinascere” e conoscere il Mistero che anche in noi è racchiuso.

Questo libro è capace di riaccendere nel lettore la scintilla della ricerca di sé e quindi della Dea e del Tutto. Forse lo scopo di Dione Fortune era proprio questo.

Il sentiero della Dea

Ha senso nel 2021 leggere e parlare di Dea, di magia e di streghe? Assolutamente si, anzi, oggi più che mai.

Per uscire dall’oblio in cui sono state gettate le nostre radici e con loro tutta la nostra cultura, ben venga chi diffonde la storia e l’Antica religione, per aiutarci a ritrovare il significato di noi stessi.

Phillys Curott è una sacerdotessa wiccan e una scrittrice di indubbio talento. Ne Il sentiero della Dea ci racconta della sua rinascita spirituale, grazie all’ingresso in un cerchio di donne. In un percorso di incontri lungo un anno, reimpara a fidarsi di se stessa e della saggezza della Natura che, come presto si avvede, è anche la sua. Non esiste divisione e se torniamo ad armonizzarci con la Madre, ce ne potremo accorgere e averne prove tangibili.

Nei secoli di repressione, con l’avvento di religioni asfissianti ,repressive e liberticide come il cattolicesimo, abbiamo perso la bussola per navigare su questa meravigliosa terra. Ci hanno inculcato che il corpo è immondo, che provare pulsioni è male, che disobbedire ai precetti è inammissibile, che nasciamo addirittura nel peccato. Hanno soffocato ogni voce che non fosse la loro, hanno torturato e bruciato sul rogo chi non rinnegava ciò che era o anche soltanto chi era sospettato di diversità. Tutto questo in nome di un dio infimo e misero, che se esistesse sarebbe praticamente uguale al loro tanto temuto satana.

Nonostante tutto, la magia esiste e resiste, perché è nell’aria che respiriamo, nel verde che ci riempie gli occhi e il cuore di gioia, nel blu del cielo solcato dal bianco delle nuvole di fronte al quale rimaniamo stupiti. E’ nella forza della Natura, nella sua duplice forma di Madre e Distruttrice. E’ ovunque c’è vita che non abbia dimenticato se stessa.

Quindi si, ha senso parlare di tutto questo ancora oggi, perché soltanto il ritorno a ciò che siamo ci potrà salvare.