U.S.A. ritorno al medioevo

Bel colpo per il Paese che si è autoproclamato difensore della democrazia del mondo aver calpestato un diritto civile come l’aborto. Evidentemente, nei progressisti Stai Uniti d’America, le donne vengono ancora considerate un mero strumento della volontà divina. E se quel dio vuole che una donna rimanga incinta dopo uno stupro pazienza! Sia fatta la Sua volontà, vero?!

Mi sono autoimposta di non inveire su facebook, ma qui mi sento come fossi un po’ a casa mia, è il mio spazio, il mio blog, ed è giusto usarlo anche per esprimere indignazione. Giusta indignazione.

Lo so che non posso farci niente e che per il mio benessere psicofisico dovrei lasciar correre, ma non posso snaturare la mia essenza e accettare fatti di questa gravità.

Quando i seguaci del think positive cominciano a sciroppare tutte le cose che vanno bene, che sono addirittura migliorate nel mondo, il mio istinto primario è quello di sbattergli sotto gli occhi, tipo Arancia Meccanica, 24 ore non stop di tutti gli orrori e i soprusi che si compiono nel mondo ogni secondo.

È assolutamente INACCETTABILE che nel ventunesimo secolo a una donna sia proibito di esercitare il sacrosanto diritto di fare del proprio corpo quello che vuole! E non mi si venga a dire che la vita inizia nel momento del concepimento! Un ammasso di cellule senza cervello né cuore né altro, non può pregiudicare la vita di una persona! Che studino un po’ di biologia, questi bigotti puritani e ipocriti come nessuno al mondo.

Non so se avete visto quella serie TV tratta dai romanzi di Margareth Atwood, The Handmaid’s tale (I racconti dell’ancella). Per chi volesse recuperarlo, è disponibile su Tim Vision. In breve: le poche donne rimaste ancora fertili vengono prelevate e usate come ancelle, come mere riprodruttrici per i figli dei (quasi sempre sterili) padroni. Col benestare delle Signore Mogli, che partecipano addirittura all’atto procreativo. Gli U.S.A. non esistono più, al loro posto c’è Gilead, uno “stato” basato sulla bibbia, che sembra un mix malriuscito tra amish e talebani. Le donne di Gilead sono paragonabili ad oggetti. Ci sono le Ancelle, schiave riproduttrici; le Marte, adibite alla cucina; le Zie, che addestrano le ancelle; le Mogli, consorti dei Capitani/padroni delle ancelle. Credetemi, la serie è mille volte meglio dei libri. Un pugno nello stomaco ma di quelli che servono a svegliarti, finalmente.

In fondo, quanto è distopica questa realtà? Non ci stiamo paurosamente avvicinando a un futuro che calpesterà i diritti faticosamente conquistati, che reprimerà ogni libertà al di fuori di quella “eticamente accettabile”? Le voci che gridano sono tantissime. Spero che non vengano fatte tacere con la forza.

Ed ecco qua, a ruota, tutti gli stati che non vedevano l’ora di calpestare l’ennesimo diritto umano: https://www.ilpost.it/2022/06/25/stati-uniti-aborto-cosa-succede-adesso/

Perché Putin vuole l’Ucraina, l’analisi di Nicolai Lilin — Libreriamo

Intervista con Nicolai Lilin per parlare della guerra in Ucraina, analizzare i piani che Putin porta avanti da diverso tempo e infine commentare la “russofobia” di questi giorni

Perché Putin vuole l’Ucraina, l’analisi di Nicolai Lilin — Libreriamo

In questi giorni Lilin occupa le tv come a suo tempo fece Bassetti col covid. Ricordiamoci che la sua è soltanto un’opinione, per quanto condivisibile.

Una cosa che mi sconcerta, tra l’altro, è il costante fraintendimento che subisce questo pover’uomo, accusato di essere filoputiniano soltanto perché ci ricorda, e fa conoscere alla stragrande maggioranza degli italiani ignari, che il conflitto in Ucraina c’era già, da otto anni, ma a quanto pare a nessuno importava. E a nessuno è importato fino a quando i carrarmati russi non sono entrati in quello che è pur sempre uno stato sovrano. Quindi, è sacrosanto deplorare l’invasione, ma non facciamo finta che la guerra sia scoppiata in un giorno, perché 15.000 persone sono morte, mentre l’Europa, gli USA e il mondo stavano girati dall’altra parte o facevano finta di non vedere. E i dati sono dell’ OSCE, non sono buttati a caso.