L’assiepamento sui social durante l’invasione dell’Ucraina. (Il post)

Diversi studi di psicologia delle masse – di cui lo psicologo e sociologo francese Gustave Le Bon fu uno dei primi teorici, alla fine dell’Ottocento – indicano come fattori che influenzano il comportamento della folla la perdita di responsabilità dell’individuo e l’impressione personale di universalità del comportamento che assume, fattori che aumentano in rapporto alle dimensioni della folla. Nella folla, secondo Le Bon, gli «attori sociali» perdono consapevolezza del loro agire e tendono a subire gli effetti di una forma di «contagio» mentale, finendo per comportarsi diversamente da come farebbero individualmente.

In questi studi sono definiti «processi di assiepamento» (milling process), teorizzati dal sociologo americano Robert Ezra Park, contemporaneo di Le Bon, le modalità tipiche di raduno spontaneo di gruppi di persone numerosi ma non organizzati in seguito a eventi che interrompono le routine istituzionalizzate e producono incertezza e «inquietudine sociale» (social unrest). Dalle interazioni sociali tipiche dell’assiepamento gli individui traggono reciproca influenza emotiva e sviluppano un impulso comune che guida la loro azione collettiva.

Nel caso delle reazioni sui social all’invasione dell’Ucraina, secondo l’Atlantic, l’assiepamento si è tradotto in un’eccitazione agitata e confusa tra le persone che intanto cercavano di capire come pensare a ciò che stava succedendo: come evitare fonti inaffidabili, come inquadrare l’invasione in una prospettiva storica, come fare donazioni. E l’attenzione si è progressivamente spostata dall’evento in sé alla percezione che le altre persone avevano dell’evento.

https://www.ilpost.it/2022/03/13/assiepamento-social/

Ricorrenze

È diventata una fatica aprire i social quando è giorno di qualche ricorrenza. Sembrano papere tutte in fila una dietro all’altra. Esisterà uno studio che spiega il perché di questo comportamento? Mi è rimasto particolarmente impresso il “Dante’s day”, l’anno scorso nel bookstagram (sottoinsieme di IG per i bookstagrammer,che il loro dio li aiuti!): una letterale invasione di aneddoti e citazioni persino sulle bacheche di chi non osa leggere più di Fabio Volo, o peggio ancora, Moccia. Comunque questo resta un esempio “colto” della solita celebrazione di massa che su Facebook raggiunge le vette più alte. Oggi è S. Valentino, potete immaginare il mio feed 😆. Che tristezza ragazzi, perché ci siamo ridotti in questo pietoso modo? E vogliamo parlare dei partner che si incensano in pubblico? Perché lo fanno? Per rassicurare se stessi per primi che si “amano” ancora? Mah . Mistero.

Dovremmo studiare l’effetto dei social network sul comportamento collettivo

Da utente anomala dei vari social, dai quali puntualmente a un certo punto mi stacco, non posso che condividere questo interessante articolo. Un giorno magari vi racconterò la mia fuga da Instagram e il mio rapporto malsano con Facebook.

«Abbiamo costruito e adottato una tecnologia che altera il comportamento su scala globale senza avere una teoria di ciò che accadrà né una strategia coerente per limitare i danni»

https://www.ilpost.it/2021/07/11/effetti-social-network-sistemi-complessi/