“La voce che mi guida”, il viaggio di uno sciamano e la responsabilità di essere un prescelto

Uno scrittore mongolo e il realismo magico (da Calvino ai Rolling Stones). Il viaggio sull’isola di Olkhon e il misterioso suono di tamburi dalla yurta.

https://www.corriere.it/sette/cultura-societa/21_giugno_08/voce-che-mi-guida-viaggio-uno-sciamano-responsabilita-essere-prescelto-5e3dfd1c-c2e0-11eb-8124-01fce1738742.shtml

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Shaman

Portare lo sciamanismo in Occidente è una grande sfida. Il nostro giudizio è sepolto sotto un mare di stereotipi e la nostra obiettività spesso risulta non pervenuta. Ya’acov Darling Khan ha provato su se stesso i limiti della nostra cultura e ha elaborato un metodo che consente la riconnessione col proprio potere personale, se si ha VERAMENTE voglia di riscoprirlo.

Si parte dal corpo, dal tornare a sentirlo liberamente e lasciarlo esprimere tramite il movimento. Ya’acov non caldeggia l’uso di sostanze psicotrope, anzi! L’unico mezzo per entrare nel giusto stato di coscienza è il ritmo di un tamburo, di cui fornisce anche la traccia audio. Il libro contiene diverse pratiche da attuare per gradi, accompagnate da un capitolo introduttivo dove illustra molte delle dinamiche interiori con le quali, chi intraprende questo “viaggio”, troverà a doversi confrontare.


Quello che ho apprezzato in maniera particolare è la sincerità di questo autore di cui, leggendo, si percepiscono i dubbi, i timori e le insicurezze che abbiamo TUTTI. Mi piace il fatto che non abbia sbandierato al mondo: “ecco il nuovo metodo per guarire le vostre vite!!” ma che con umiltà e parlando da pari a pari, illustri un modo tra i tanti per uscire dal guscio ( per alcuni confortevole, per altri meno) in cui siamo rinchiusi e aprire finalmente gli occhi sulla nostra realtà.

Quello che mi preoccupa e su cui anch’egli mette in guardia, è il lavoro sulle “ombre”. L’autore consiglia di interrompere il rituale e tornare a radicarsi nel presente qualora dovessero affiorare sensazioni spiacevoli o malesseri, ma quando si va a smuovere l’inconscio non si sa mai cosa si può trovare e soprattutto quale forma assuma per mostrarsi alla coscienza. Dunque io non consiglierei questo libro a un principiante, né a chi non è ben consapevole dell’ iceberg che nasconde sotto di sé.

Per il resto, oltre ad essere un pratico manuale per gli appassionati del settore, è anche una piacevole lettura in un oceano di pubblicazioni che lasciano il tempo che trovano, con l’unico scopo di arricchire le tasche degli autori, che magari non avranno nemmeno messo in pratica per un solo giorno quello che propinano come metodo miracoloso e rivoluzionario agli altri.


Lo sciamanismo è antico quanto l’uomo che calpesta questa Terra. Oggi più che mai c’è bisogno di ritrovare il proprio senso del divino, iniziando a cercarlo nell’unico luogo dove è possibile trovarlo: dentro di noi.


Ya’acov Darling Khan ci ha offerto un modo.