Astensionisti primo partito

Da molti anni a questa parte ormai il primo partito d’Italia è l’astensionismo. Se ciò era prevedibilissimo per l’inutile referendum, un po’ meno scontato era il flop addirittura delle comunali.

Qui ha votato meno del 52% degli aventi diritto. Praticamente, il nuovo sindaco rappresenterà ancor meno cittadini della volta scorsa.

La politica seria si dovrebbe interrogare su questi dati. Ma QUALE POLITICA SERIA? Sono un’accozzaglia di ipocriti che credono di vivere in un universo parallelo, dato che dei problemi della gente comune se ne fregano tutti altamente.

La politica fatta di slogan, di titoloni che lasciano il tempo che trovano, di fango gettato sul nemico di turno, di miracolose promesse puntualmente disattese.

Qualsiasi simbolo, qualsiasi coalizione, non è che l’ennesima maschera che cela sempre le stesse facce di bronzo. Tutte mendaci, tutte uguali.

Perché Putin vuole l’Ucraina, l’analisi di Nicolai Lilin — Libreriamo

Intervista con Nicolai Lilin per parlare della guerra in Ucraina, analizzare i piani che Putin porta avanti da diverso tempo e infine commentare la “russofobia” di questi giorni

Perché Putin vuole l’Ucraina, l’analisi di Nicolai Lilin — Libreriamo

In questi giorni Lilin occupa le tv come a suo tempo fece Bassetti col covid. Ricordiamoci che la sua è soltanto un’opinione, per quanto condivisibile.

Una cosa che mi sconcerta, tra l’altro, è il costante fraintendimento che subisce questo pover’uomo, accusato di essere filoputiniano soltanto perché ci ricorda, e fa conoscere alla stragrande maggioranza degli italiani ignari, che il conflitto in Ucraina c’era già, da otto anni, ma a quanto pare a nessuno importava. E a nessuno è importato fino a quando i carrarmati russi non sono entrati in quello che è pur sempre uno stato sovrano. Quindi, è sacrosanto deplorare l’invasione, ma non facciamo finta che la guerra sia scoppiata in un giorno, perché 15.000 persone sono morte, mentre l’Europa, gli USA e il mondo stavano girati dall’altra parte o facevano finta di non vedere. E i dati sono dell’ OSCE, non sono buttati a caso.

I have a dream…

rispetto al 1990, negli Stati Uniti l’1% più ricco della popolazione è diventato più ricco di 21mila miliardi di dollari, mentre il 50% più povero si è impoverito di 900 miliardi e il resto della popolazione è rimasto fermo allo stesso reddito. Le disuguaglianze si sono affermate soprattutto in certe professioni. Per esempio, se trent’anni fa negli Stati Uniti il rapporto tra il salario di un operaio e quello di un amministratore delegato era circa di 1 a 20, oggi il rapporto è di 1 a 231. Un livello di disuguaglianza ingiustificato, soprattutto quando la fatica e il duro lavoro di tante persone non vengono ripagati da un miglioramento della propria condizione socio-economica, mentre le grandi aziende possono utilizzare scappatoie legali e fiscali per non restituire alla società nulla di quanto guadagnato, come Apple, che nel 2014 pagò appena lo 0,005 % dei propri profitti in tasse.

Essendo cresciuta in una famiglia di classe operaia, dov’ era mio padre, metalmeccanico, a portare a casa lo stipendio, ho sempre avuto ben stampata nel cervello la differenza tra operaio e padrone. Suona brutto, lo so, ma tant’è.

Il capitalismo non sapevamo nemmeno cos’era. La vita era quella, divisa in caste come per gli Indù. E se qualcuno riusciva ad affrancarsi e a passare dall’altra parte, veniva guardato giustamente con sospetto, perché il nuovo padrone si dimostrava ben dimentico delle sue origini e pensava solo a fare più soldi. Sulla pelle degli altri.

Leggere che i giovani rifiutano questo modello di vita mi dona un po’ di speranza.

Senza fare l’elogio del socialismo, che ai nostri giorni è un’oligarchia e di sociale non ha niente; né del comunismo ( splendida utopia secondo me realizzabile soltanto a piccoli insiemi di n persone, dove n+1 già sfascia il tutto), sapere che i ragazzi vogliono e stanno lottando per un sistema migliore rinvigorisce anche gli animi più vecchi, che quel sogno l’hanno sempre tenuto chiuso nel cassetto.

Le disuguaglianze sono aumentate drasticamente e vergognosamente. Tutto ciò non può più essere ignorato. Spero davvero che questo vento soffi forte e svegli anche i giovani italiani e dia loro la forza di combattere per costruire un futuro migliore, obbligando i politici a rinunciare ai loro immeritati privilegi o magari creando VERAMENTE qualcosa di nuovo ( e no i 5 stelle, metastasi del nostro cancro politico).

https://thevision.com/attualita/giovani-post-capitalismo/

https://thevision.com/attualita/capitalismo-dopamina/

Nel M5S è in corso un grosso litigio fra Conte e Di Maio – Il Post

https://www.ilpost.it/2022/01/31/m5s-conte-di-maio/

Quando nacque il “movimento” nessuno aveva idea della disgrazia che sarebbe diventato. Con la classe politica che da sempre ci contraddistingue,c’era un enorme bisogno di fare largo a qualcosa di nuovo, ma non ci si improvvisa politici miei cari. Le cariatidi che ristagnano nei vari partiti lo dimostrano, gente che nonostante i voltafaccia restano invischiati in quel mondo vita natural durante, pronta a essere riesumata alla prima occasione buona,sotto un simbolo o un altro, non fa differenza. I grillini , però,non erano affatto il nuovo che avanza, ma una manica di soggetti agglomerati a caso senza nemmeno la più vaga idea di come si faccia politica. I loro slogan vuoti come i loro cervelli hanno sempre parlato soltanto a chi ha la testa altrettanto vuota. Che facciano un favore a questo Paese e al mondo, tornino al nulla dal quale sono emersi.

In che Paese viviamo?

Ormai aprire un qualsiasi giornale è diventato un atto di coraggio, però a volte qualcuno ha ancora la forza di dar voce con parole sensate e ineccepibili all’enorme disagio che ci sta inghiottendo tutti. Chi mi conosce sa quanto io sia delusa dalla politica italiana, praticamente da sempre. Classe 1975, cresciuta con un padre sindacalista, operaio metalmeccanico, che scioperava per ottenere diritti che sono andati perduti, quasi interamente. Mio padre aveva le sue idee, il suo ideale, credeva nel partito con una fede quasi pari se non superiore a quanti si inginocchiano la domenica nelle chiese. Eppure è stato sempre aperto al confronto, al dialogo e, soprattutto, non ha mai imposto nulla ai suoi figli. Liberi di credere a chi o cosa volevamo. Per quanto mi riguarda, ho avuto ben poche infatuazioni politiche. La mia generazione, che si sta avvicinando alla mezza età anche se fa finta di essere ancora giovane, non si ritrova a essere rappresentata da un simbolo. Non è così facile. Anche se abbiamo sotto gli occhi da anni e anni tutto lo schifo di cui i nostri politici di ogni colore si sono macchiati, loro a tutt’oggi credono di riuscire a illuderci e si fanno forti di quei quattro gatti che ancora come si prendono il disturbo di andare a votare. Ma chi ha un briciolo di intelligenza e di memoria, vede benissimo l’ennesimo scandaloso teatrino che viene inscenato ad ogni nuova legislatura. L’Italia ha la memoria corta e il popolo italiano idem, ma le nuove generazioni, tutte quelle che hanno seguito la mia, sono e saranno i futuri non-elettori coi quali prima o poi si dovrà fare i conti.

Condivido questo articolo senza entrare in merito all’argomento che per essere trattato degnamente sarebbe da sviscerarlo in pagine e pagine. Condivido perché sono d’accordo quanto c’è scritto, in toto.

https://www.huffingtonpost.it/entry/dddl-zan-un-tifo-da-stadio-disgustoso_it_617a2798e4b065735744843c?utm_hp_ref=it-homepage

Chi ha esultato sul Ddl Zan s’è tagliato la testa da solo ( N.Vendola)
https://www.huffingtonpost.it/entry/chi-ha-esultato-sul-ddl-zan-se-tagliato-la-testa-da-solo_it_617a7cc5e4b093143214be4b