Non si può imbrigliare il vento. (poesia nativa)

Il susseguirsi di molti inverni
segna i cicli della Ruota,
le linee sul mio vecchio volto
mostrano tutto ciò che sento,
la natura del mio passaggio rimane un mistero,
poiché all’interno del mio cuore si trova il mio destino.


Quando non ero che un bimbo all’inizio del tempo,
mi stupivo alla scoperta delle meraviglie che incontravo.
Ora che sono anziano
ho imparato ancora una volta
che il peso di ciascun inverno porta,
come un amico, una scoperta nuova.

Non si può imbrigliare il vento!

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The Bow of perception

Qualcosa esce da 
dentro me, ma
non sono io, e
capisco che
sono popolato da
estranei, sconosciuti, e
nella quiete
gioco e cerco
soluzioni nei sogni che
mi liberino,
ma la coscienza:
va e viene, così è!
Per zittirli
ascolto un po’ di musica.
Cantiamo
assieme e
all’unisono, ci confondiamo tra
le righe di qualche lirica.

Bow of perception di Davide Farinella

Graffiante, decadente, nichilista, a tratti Bukowskiano. Uno guardo disilluso sul mondo e sulla vita ma incisivo e indagatore nei meandri dell’inconscio. La poesia di Farinella è tutto questo e molto altro: è come viaggiare mantenendo distacco emotivo e lo sguardo obiettivo che si ha filtrando il tutto attraverso l’occhio di una fotocamera. La bravura di questo autore sta nella capacità di trasferire al lettore l’intensità delle emozioni che intende suscitare, attraverso l’utilizzo di versi netti e didascalici. Essere ridondanti è uno dei peggiori difetti, soprattutto in poesia, e chi è in grado di esprimere un mondo in poche parole, ha dell’incontrovertibile talento.

Ringrazio Davide per avermi concesso l’opportunità di leggere e apprezzare il suo lavoro e per la fiducia accordata. Sono certa che se manterrà la stretta connessione con la sua Anima, musa ispiratrice, sarà sempre in grado di donare al mondo versi meravigliosi.