Giorni no…Mesi no…Vita no?

Senza pensare di essere caduta nel baratro della depressione, ormai da tempo non provo il minimo entusiasmo, la minima speranza, e accumulo giorni uguali “stando con quel che c’è”. La meditazione buddhista, ma anche semplicemente la mindfulness, insegna superbamente a riconoscere e ad accogliere quello che hai dentro e, appunto, a “stare con quel che c’è”. Per quanto mi riguarda, io ho una trinità niente affatto rosea: rabbia, preoccupazione e disincanto. Ho realizzato che il massimo a cui posso aspirare è imparare ad accettare veramente che tutto questo pesante bagaglio è vincolato a me e che non posso in alcun modo gettarlo in mare o abbandonarlo. Dedico ogni giorno la mia pratica a cercare di disciplinare la mia mente, con buona pace dei seguaci del vairajana che meditano per il bene di tutti gli esseri. Solo provando ci si accorge di quanto sia difficile questa impresa; di come sia la mente a controllare noi e non viceversa. E purtroppo ai fan del famoso pensiero positivo non piacerà sentirsi dire che il loro è solo l’ennesimo by-pass spirituale che non porterà nessun concreto progresso nella propria personale evoluzione. Non bastano le frasi motivazionali, non basta pensare bene, occorre accettare anche le inevitabili e innumerevoli ombre che affollano i nostri pensieri. Al momento, io non ne sono circondata ma letteralmente immersa dentro. Sinceramente, non vedo nessuna luce. Non so se un giorno questo cambierà, ho però imparato ad accettare il fatto che su questa strada si procede un passo alla volta, con pazienza, coraggio, umiltà, e gentilezza soprattutto per se stessi e le proprie imperfezioni. Forse rimarrò sempre e comunque io ma magari prima o poi mi guarderò allo specchio e sentirò di volermi un po’di bene.

In tempo di crisi…

Quello che vedo ultimamente è un’ affannosa ricerca di presunti colpevoli a cui imputare le varie “sciagure” che ci affliggono.
Pochi quelli che invece si ingegnano e si sforzano di trovare una soluzione a loro consona, che gli permetta in primis di fare pace con se stessi e poi col resto del mondo.

Si è persa del tutto la capacità dialettica che permette di vagliare punti di vista diversi dal proprio. Ognuno ormai è irrimediabilmente succube di opinioni che difficilmente è disposto a cambiare e che non perde occasione per urlare in faccia all’ altro, di persona o virtualmente. Tutta questa arroganza è figlia di un’ ignoranza profonda, di un’ incapacità di mettersi in discussione e men che mai di scoprirsi diverso da ciò che si riteneva di essere!

Questa umanità siffatta, non andrà molto lontano. Ma nel frattempo temo che non smetterà di far danni, anzi, secondo me il peggio deve ancora venire. Si è messo in moto un meccanismo difficile da fermare. Non a caso un detto recita : non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Fede

“Se fai il primo passo con la fede,
non hai bisogno di vedere l’intera scala.”

Martin Luther King

Ho sempre detto di me che sono nata sprovvista di fede, non ho mai percepito in me la capacità di credere in quanto all’epoca mi veniva praticamente imposto, ossia il cattolicesimo. Uno dei miei primi ricordi del catechismo è di me seduta in un banco di chiesa che mi guardo intorno e penso :”Io non sono come loro…ma come fanno? Ci credono veramente?”. Ovviamente non so dire se lo stesso approccio ad un’altra religione avrebbe dato il medesimo risultato, fatto sta che da quella primissima constatazione è seguita una vita di mancanza e ricerca che tutt’ora non si placa.

Ora di anni ne ho quarantasei e ho dovuto riconsiderare molte cose che supponevo di non credere. Anch’io, a mio modo, ho prestato fede a qualcosa. La sola differenza consiste nella durata effimera del mio slancio. Il mio spirito perennemente insoddisfatto non mi ha mai permesso di considerarsi arrivato al punto da dire :”Ecco! Ho trovato il mio posto, il mio senso, il mio scopo!”. In realtà penso che siamo in tanti, esseri irrequieti che si arrampicano e si arrangiano tra mille dubbi dove altri ostentano prepotentemente certezze che vacillano alla minima scossa. Forse è un bene. Forse no. Sinceramente, non conosco altro modo di essere e se c’è una cosa che ho imparato negli anni è che a un certo punto smetti di cercare e semplicemente vivi, perché la vita stessa è il risultato di quella affannosa ricerca, solo che puoi arrivare a comprenderlo soltanto al momento giusto.

Photo by Johannes Plenio on Pexels.com