Si fa presto a dire “libro”

Ho scoperto di pensarla esattamente come Mughini e la cosa mi ha sconvolto un po’. Non bastano una copertina, un titolo e delle parole a definire “libro” qualsiasi cosa venga data alle stampe. Sfortunatamente, ormai da troppo tempo stiamo assistendo ad un’invasione sul mercato di qualcosa che non si può chiamare letteratura nemmeno nella fantascienza più hard. Roba da rimpiangere Moccia e Fabio Volo,ragazzi. Ricordo ancora il mio breve soggiorno nel bookstagram dove orde di ragazzine giocano a fare le influencer coltissime leggendo autopubblicazioni da far lacrimare gli occhi per anni. Io comunque lo dicevo da molto prima di Mughini che certa roba non è degna di essere chiamata libro, ma si sa, ormai esternare le proprie opinioni non necessariamente inclusive e tolleranti è un estremo atto di coraggio. In un Paese dove 7 su 10 sono incapaci di comprendere il senso di un editoriale, stampiamo 75000 “libri” per permettere all’ analfabeta funzionale di turno di dire :”Io leggo!”. Non ci siamo gente, non ci siamo.

https://www.huffingtonpost.it/entry/travolti-dai-libri-senza-rispetto-per-un-mestiere-difficilissimo_it_61a34cfde4b025be1aea811d

In che Paese viviamo?

Ormai aprire un qualsiasi giornale è diventato un atto di coraggio, però a volte qualcuno ha ancora la forza di dar voce con parole sensate e ineccepibili all’enorme disagio che ci sta inghiottendo tutti. Chi mi conosce sa quanto io sia delusa dalla politica italiana, praticamente da sempre. Classe 1975, cresciuta con un padre sindacalista, operaio metalmeccanico, che scioperava per ottenere diritti che sono andati perduti, quasi interamente. Mio padre aveva le sue idee, il suo ideale, credeva nel partito con una fede quasi pari se non superiore a quanti si inginocchiano la domenica nelle chiese. Eppure è stato sempre aperto al confronto, al dialogo e, soprattutto, non ha mai imposto nulla ai suoi figli. Liberi di credere a chi o cosa volevamo. Per quanto mi riguarda, ho avuto ben poche infatuazioni politiche. La mia generazione, che si sta avvicinando alla mezza età anche se fa finta di essere ancora giovane, non si ritrova a essere rappresentata da un simbolo. Non è così facile. Anche se abbiamo sotto gli occhi da anni e anni tutto lo schifo di cui i nostri politici di ogni colore si sono macchiati, loro a tutt’oggi credono di riuscire a illuderci e si fanno forti di quei quattro gatti che ancora come si prendono il disturbo di andare a votare. Ma chi ha un briciolo di intelligenza e di memoria, vede benissimo l’ennesimo scandaloso teatrino che viene inscenato ad ogni nuova legislatura. L’Italia ha la memoria corta e il popolo italiano idem, ma le nuove generazioni, tutte quelle che hanno seguito la mia, sono e saranno i futuri non-elettori coi quali prima o poi si dovrà fare i conti.

Condivido questo articolo senza entrare in merito all’argomento che per essere trattato degnamente sarebbe da sviscerarlo in pagine e pagine. Condivido perché sono d’accordo quanto c’è scritto, in toto.

https://www.huffingtonpost.it/entry/dddl-zan-un-tifo-da-stadio-disgustoso_it_617a2798e4b065735744843c?utm_hp_ref=it-homepage

Chi ha esultato sul Ddl Zan s’è tagliato la testa da solo ( N.Vendola)
https://www.huffingtonpost.it/entry/chi-ha-esultato-sul-ddl-zan-se-tagliato-la-testa-da-solo_it_617a7cc5e4b093143214be4b