La lezione che il mondo non ha imparato dalla Bosnia

A trent’anni dall’inizio del conflitto più sanguinoso e terribile dalla seconda guerra mondiale, potremmo e dovremmo ripensare alle dinamiche che portarono a quelle atrocità disumane, perché sono sempre le stesse: le stesse di oggi in Ucraina, le stesse che muovono le guerre di tutto il mondo.

Speri sempre che, non essendo una minaccia per nessuno, non ti uccidano e ti liberino il giorno dopo.

Pensi che vuoi vivere e rivedere la tua famiglia, è il modo di pensare degli esseri umani.

Quando ti ritrovi in una situazione simile e sai che non hai fatto niente di male, pensi che il mondo farà qualcosa per aiutarti. Ma naturalmente non funziona così.

Kemal Pervanic

https://www.internazionale.it/video/2016/12/21/bosnia-lezione-mondo

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Perché Putin vuole l’Ucraina, l’analisi di Nicolai Lilin — Libreriamo

Intervista con Nicolai Lilin per parlare della guerra in Ucraina, analizzare i piani che Putin porta avanti da diverso tempo e infine commentare la “russofobia” di questi giorni

Perché Putin vuole l’Ucraina, l’analisi di Nicolai Lilin — Libreriamo

In questi giorni Lilin occupa le tv come a suo tempo fece Bassetti col covid. Ricordiamoci che la sua è soltanto un’opinione, per quanto condivisibile.

Una cosa che mi sconcerta, tra l’altro, è il costante fraintendimento che subisce questo pover’uomo, accusato di essere filoputiniano soltanto perché ci ricorda, e fa conoscere alla stragrande maggioranza degli italiani ignari, che il conflitto in Ucraina c’era già, da otto anni, ma a quanto pare a nessuno importava. E a nessuno è importato fino a quando i carrarmati russi non sono entrati in quello che è pur sempre uno stato sovrano. Quindi, è sacrosanto deplorare l’invasione, ma non facciamo finta che la guerra sia scoppiata in un giorno, perché 15.000 persone sono morte, mentre l’Europa, gli USA e il mondo stavano girati dall’altra parte o facevano finta di non vedere. E i dati sono dell’ OSCE, non sono buttati a caso.

Follia

Non riesco a trovare le parole giuste per esprimere ciò che sento. In me c’è rabbia, frustrazione, preoccupazione, dolore, paura. Mi chiedo perché, agli occhi delle persone comuni, sia così lampante quanto la guerra sia folle e inutile.

Guerra. Voluta da pochi, combattuta da molti, persa da tutti.

Fosse stata la mia materia, avrei potuto cercare di capire e poi spiegare le dinamiche in gioco; ma sono soltanto una donna come tante, come lei nella foto, soltanto che, uscendo di casa, non mi cadono le bombe addosso.