Guerra e testosterone

Dalla pagina di Luca Paladini:

È stato verso mezzanotte su la7.

Dopo un documento straordinario che ha raccontato a cosa si è ridotta la vita degli afgani in balia dei talebani, Francesca Mannocchi che ripartirà per Kiev nei prossimi giorni ha sentito di dover aggiungere una cosa sulla guerra in corso ma non quella sul campo di battaglia.

Quella delle dichiarazioni sui tavoli istituzionali, quella guardando fisso in telecamera o davanti a un taccuino.

“C’è troppo testosterone”.

E seppur lapidario l’ho trovato un commento molto esaustivo.

Senza dimenticarsi neanche per un secondo che gli invasori sono i russi e gli invasi gli ucraini, intorno si è sdoganato un linguaggio celodurista che ha reso l’opzione nucleare, una delle tante sul campo. Una cosa di cui si può tranquillamente conversare.

Roba da maschi che giocano a fare a chi ce l’ha più lungo, con di mezzo le nostre vite.

Eh già, la guerra è questione da uomini. Gli strizzacervelli hanno un bell’elucubrare sulle dinamiche mentali dei potenti, indagandone i più reconditi istinti. Eppure tutto si risolve in un moto ancestrale di predominio sull’altro, che milioni di anni di evoluzione non sono riusciti a estirpare.