La metà di niente

  • La metà di niente, di Catherine Dunne
  • Ed. Guanda
  • Pag. 304

Questa è la storia di una donna, di una moglie, di una madre, che ristagna nel quotidiano vivere dimenticando sempre di più se stessa. Fino al giorno in cui, di punto in bianco, suo marito fa le valigie e se ne va. La lascia lì, in cucina, mentre prepara le uova per l’ennesima colazione.

Dopo lo shock iniziale Rose è costretta a fare i conti con la realtà, una realtà che non permette che lei se ne resti inerme a piangere: tre figli a cui pensare è un motivo più che valido per rimboccarsi le maniche fin da subito e scoprire di avere quella forza immane che tutte le donne hanno, soprattutto le madri.

C’è poco tempo per Rose per commiserare il suo matrimonio finito, il bello è che scoprirà di aver vissuto addormentata per lungo, lungo tempo, fingendo di avere una vita che tanto perfetta invece non era. Attraverso l’abbandono del marito, in piena crisi di mezza età, lei riscopre se stessa, ricorda com’era e quello a cui ha rinunciato per un uomo che si è rivelato mediocre e meschino.

La forza di Rose è travolgente, è impossibile non fare il tifo per lei. Quando si rende conto di non essere altro che “la metà di niente” in un rapporto che non è stato mai alla pari, è come se l’armatura in cui fosse costretta si rompesse, lasciandola finalmente libera di respirare e tornare ad essere lei, Rose, madre di tre meravigliosi figli e donna in grado di gridare al mondo: questa sono io e ce la farò.

La metà di niente è il romanzo d’esordio di questa straordinaria scrittrice che è Catherine Dunne, un esordio veramente strepitoso.

Una lettura che consiglio assolutamente, soprattutto alle donne un po’ stanche e scoraggiate, per ricordare loro quanta forza abbiamo dentro, pronta a uscire se solo glielo permettiamo.

Io sono Io sono Io sono

  • Io sono, io sono, io sono
  • Maggie O’Farrell
  • Ed. GUANDA 240 pagine

Premiato e inserito nella lista dei migliori titoli del 2020, questo memoir della scrittrice irlandese Maggie O’Farrell è uno straordinario inno alla vita, intessuto raccontando la morte,così reale,così pericolosamente vicina.

Le vicende narrate in queste pagine tolgono il fiato e sono più ansiogene di un thriller. Non è un libro facile, non aspettatevi di leggerlo con noncuranza perché è impossibile non lasciarsi contagiare dalla precarietà e dall’impermanenza dell’esistenza che trasudano da esso.

Raccontandosi Maggie non segue un preciso ordine temporale, ma riesce comunque a donarci un racconto armonioso,seppure nella sua tragica bellezza.

Essere vicini a morire e non una ma molte, molte volte, è qualcosa che ti cambia profondamente. Può far di te una persona estremamente paurosa e attenta oppure portarti a sfidare la sorte, eccedendo in atteggiamenti di sfida. Soprattutto, però, ti porta inevitabilmente a riflettere, a porti domande a cui nessuno potrà mai darti risposta.

Da queste pagine traspare tutta la forza di questa donna che, nonostante tutto, si considera un miracolo per il solo fatto che cammini, e la consapevolezza della sua fragile umanità.

Una lettura intensa, potente, capace di scuotere nel profondo. Sicuramente un libro insolito, capace di lasciare il segno.