No contact come autodifesa

https://psicoadvisor.com/il-no-contact-con-il-genitore-disfunzionale-27168.html

Interrompere i rapporti con un genitore disfunzionale nella stragrande maggioranza dei casi è un estremo gesto di autodifesa. Potendo parlare per esperienza personale, quello che scatta è un interruttore che ti mette in modalità di salvaguardia. Ovviamente poi dovrai fare i conti con tutto quanto questa che neanche è a tutti gli effetti una decisione, ma un riflesso spontaneo, comporta. Dovrai fronteggiare molte emozioni, tutte spiacevoli, e non ci sarà modo di farle sparire, pena un’ansia devastante. Tutto dentro te chiede tempo, tempo per vedere, per elaborare, per accettare e comprendere. Ma tu non lo sai nemmeno se ce l’hai tutto questo tempo, perché si sa che corre e forse non farai in tempo e i rimorsi si sommeranno a tutto quello che non hai (ancora) mai imparato a gestire…

Karma familiare? Ma anche no!

Partiamo da un’evidenza: madri psicologicamente disturbate cresceranno figli psicologicamente disturbati. Una volta fatto il danno, occorre diventare consapevoli della sua entità.

Se avessi saputo prima del mio disturbo, non credo che avrei messo al mondo un figlio. Magari questo valesse anche per mia madre, che di figli ( PURTROPPO) ne ha fatti addirittura due. La mia genitrice è totalmente inconsapevole di quanto ha danneggiato la sua prole. Vive in costante, eterna negazione. Affoga nel vittimismo e nel rancore che l’accompagna da sempre.

Io, dal mio canto, desideravo tanto avere un figlio e ovviamente desideravo per lui tutto il bene del mondo. Ho cercato VERAMENTE di fare del mio meglio ma non sempre basta. Quando manca l’intelligenza emotiva, quando manca un EQUILIBRIO EMOTIVO, e si è incapaci di averlo perché ci hanno precluso nella primissima infanzia uno sviluppo normale, inevitabilmente si faranno danni, anche pesanti.

E così adesso siamo in due: madre e figlio con disturbo della personalità diagnosticati, seppur diversi. La sensazione che emerge, tra il senso di colpa e l’angoscia, è paragonabile a quella di scalare una montagna di sassi e ad ogni passo ricadere giù.

Quindi, concludendo, non mi si venga più a parlare di “karma familiare” e altre stramberie! Chi lo fa ci sta danneggiando! Non esiste il karma familiare ma soltanto traumi non elaborati che, anche se in modi diversi, sono destinati a ripetersi!

Diventare consapevoli del problema è il primo passo per iniziare a risolverlo. Non sarà per niente facile, ma ci si può riuscire. Con l’aiuto adatto e qualificato.