Enrico Tassetti

E’ con immenso piacere che ospito e vi presento il mio autore del cuore, colui che con i suoi libri è riuscito a donarmi ciò che nessun altro mi ha mai dato, in tantissimi anni di studio e letture: Enrico Tassetti, di cui ho l’onore di essere concittadina e amica.

Enrico Tassetti è raccoglitore e studioso di quel particolare aspetto del folklore relativo alle leggende e alle storie di paura, è autore dello studio Storie, superstizioni, leggende della campagna civitanovese, pubblicato nel 2004 nel numero 11 della miscellanea Civitanova. Immagini e storie, e del libro Dei fantasmi ed altri strani incontri (storie e leggende della campagna civitanovese), pubblicato nel 2010 e di cui nel 2018 viene pubblicata la seconda edizione, ampliata, dal nuovo titolo Leggende e misteri di Civitanova. È inoltre autore dei romanzi Il segreto della Sibilla pastora (terza edizione, Ventura edizioni, 2018), La porta dell’angelo – la storia segreta di Civitanova (Giaconi Editore, 2015) e Arathia (Giaconi Editore 2018).

Nel 2020 vince il Premio Adriatico, sezione Narrativa.

L’ultimo canto è il suo ultimo romanzo (Edizioni Nisroch, 2020)

(Link biografia http://www.scriptorama.it/i-nostri-autori/enrico-tassetti/)

Enrico non è soltanto un autore di straordinario talento, ma anche un accurato storico, un appassionato ricercatore e soprattutto un’ anima in grado di cogliere la Verità oltre il velo dell’apparenza. La sua scrittura è appassionante e coinvolgente, in grado di emozionare profondamente chi vi si accosta. Ciò che riesce a trasmettere con le sue parole è qualcosa che si può intuire dentro e difficilmente si potrà spiegare; ogni suo libro parla ai cuori, li risveglia e li lascia colmi di amore e speranza. Tutto questo è assai raro e prezioso e spero che in tanti, tantissimi, possiate lasciarvi conquistare dalla sua magia.

E ora, conosciamolo meglio:

Com’è nato il tuo interesse per l’esoterismo?

Esso nasce dalla contemplazione della natura, dal cercare e vedere nelle piccole cose la magia della creazione. Esoterismo nel significato di ciò che è non è palese, che va esplorato per capire la profondità di ogni azione, di ogni istante non fine a se stesso ma partecipe di quella sottile esperienza che travalica il tempo e ogni suo protagonista. Le mie passioni sono le tradizioni popolari e la storia, con tutte le varianti possibili, e credo che esse non possano, nella loro integralità, essere analizzate senza tenere conto del loro lato nascosto: esoterico appunto!

Siamo abituati a considerare la tradizione ermetica come caratterizzata da molteplici vie: secondo te conducono tutte a una sola meta oppure molte sono fuorvianti?

La tradizione ermetica si sviluppa con questo motto: come in alto così in basso. La meta, l’arrivo finale, è, appunto, la conoscenza completa di noi stessi in comunione col mondo che ci circonda, in cui siamo immersi. Non è il principio o la via applicata al principio a essere fuorviante, ma chi, agendo solo in maniera egoica, lo traduce, lo applica erroneamente, separando senza poi unire. Ogni via, dunque, se correttamente intrapresa, con lo spirito giusto, conduce al contrario di Roma che è Amor.

Nei tuoi libri fai riferimento alla Dea come principio Divino assoluto: quando hai sentito di essere chiamato a percorrere questa strada, ad entrare nel suo mistero?

Esalto la Dea, il divino femminile, perché mi sento profondamente legato alla natura, ovviamente nei limiti del nostro tempo. La mia sensibilità da sempre mi ha fatto apprezzare e valorizzare tutto ciò che porta alla vita, che si erge a difesa dei più deboli, che non si piega alla prepotenza del pensiero unico; e il femminile, declinato in ogni sua forma e presente in ogni vivente, rappresenta tutto ciò. Più che essere chiamato ho lasciato che esso si esteriorizzasse, fluisse come ponte di collegamento (Arco-Baleno) tra il Me e il Se. Posso dire che la consapevolezza è affiorata quando ho incominciato a guardare verso la Sibilla, a ricercare il suo mistero.

Il filo conduttore che lega i tuoi romanzi è la Verità, nei secoli celata e mistificata. E’ giusto che venga data in pasto al mondo oppure è meglio disseminare indizi che sappiano “parlare” a chi è pronto a riconoscerla?

Credo sia giusto, soprattutto nel tempo che viviamo, che si abbandoni ogni oscurantismo, qualsiasi forma di verità individuale fatta passare quasi come un dogma. Certo, bisogna saper comunicare con sincera appartenenza, evitando di enfatizzare, di soggettivare, ma anche, in alcuni casi, quando l’argomento è particolarmente sentito, sapersi schermare o magari utilizzare un linguaggio che sappia parlare alla coscienza, all’anima, anche per non rischiare di essere frainteso o “aspramente attaccato”, infatti, a causa di tutto ciò, la forma del romanzo risulta assai utile… Questa mia risposta si sposa benissimo con l’adagio sapienziale della scolastica medioevale: In medio stat virtus, la verità sta sempre nel mezzo, come darle torto…

Credo che quella che stiamo vivendo sia un’epoca estremamente buia. La nuova Oscurità è mascherata da “progresso” e si mostra, piena di sé, ostentando la bandiera della scienza: come non abbandonarsi allo sconforto e mantenere viva la speranza nel domani?

Stiamo vivendo un’epoca in cui il materialismo, nella sua forma più speculativa, risulta sempre più imperante. Un’epoca in cui le limitazioni alla libertà sono preponderanti e l’essenzialità vissuta quasi come un fastidio. Tempo fa, in uno dei miei molti incontri con i saggi custodi delle tradizioni, la mia amica, Sibilla delle Erbe, Sonia Baldoni, mi disse una cosa che mi ha molto colpito: “ là dove l’oscurità è forte, la luce è più luminosa”.

Ecco, la speranza è questa: poter vedere, essere certi che dove si annida il male c’è sempre un bene, una forza pronta a respingerlo, a contrastarlo. Una forza che, soprattutto, agisce dentro di noi, anche nei momenti più bui, donandoci la possibilità di riscattarci, di illuminare la nostra vita nella quotidianità di ogni giorno, tendendo la mano a chi chiede aiuto.

Il legame con la tua terra è molto forte, è stato questo il moto propulsore per indagarne i miti, le leggende e i misteri?

Certamente sì. La mia terra, le Marche, lascia il segno. In essa vive la consapevolezza che i miti e le leggende che la rappresentano conservano uno scrigno di tesori sapienziali e misteri veramente unici; volutamente tenuti nascosti, ma proprio per questo così accattivanti da spingere a ricercarli.

A quale dei tuoi libri sei più legato e perché?

Al nuovo romanzo, uscito a ridosso dello scorso Natale, V L’ULTIMO CANTO, la mia opera migliore e più complessa. Una ricerca che mi ha messo di fronte alla responsabilità di svelare un’importantissima verità nascosta. Una verità che in un certo senso chiude il cerchio sullo studio del femminino sacro nelle Marche, documentando quei luoghi, quei misteri che mostrano punti di contatto con enigmi internazionali quali Rennes le Château e Avalon, passando per il Graal.

Un romanzo che non ho timore a definire canalizzato, supportato però da un’approfondita ricerca storica che fornisce le prove, gli indizi, a ogni messaggio segreto…scritto.

Puoi parlarci del tuo nuovo lavoro?

Certamente. Ho finito di scrivere un libro sulle leggende marchigiane, quelle che ho raccolto e studiato in questi anni di ricerca. Un libro che cerca di rendere vive le storie della tradizione popolare indagando gli aspetti storici e antropologici che sono alla base della loro memoria.

Hai altri progetti all’orizzonte?

Due in particolare: il primo lo sto finendo in questi giorni, ed è una storia epistolare che tratta di un mistero legato a figure importanti come Annibal Caro, Michelangelo e San Francesco; il secondo di portare a termine la prima bozza di un romanzo sulla tradizione del Libro del Comando, una sorta di libro maledetto perché utilizzato dai negromanti per asservire i demoni al loro volere.

Vi invito a seguire Enrico sulla sua pagina facebook dove troverete interessantissimi articoli e approfondimenti; e a leggere i suoi libri, tre dei quali vi ho presentato nelle Letture della Tana:

V L’ultimo canto

Arathia

Il segreto della Sibilla pastora

Arathia

Arathia, di Enrico Tassetti. Giaconi editore. A breve in una nuova edizione.

Non vorrei sembrare di parte lodando Enrico Tassetti solo perché è mio concittadino, io ADORO veramente ciò che scrive e COME lo scrive. Quella di Tassetti potrebbe essere considerata un opera in quattro volumi, dato il filo conduttore che lega i romanzi “La porta dell’Angelo”, “Il segreto della Sibilla pastora”, “Arathia” e “L’ultimo canto”.

Io ho avuto il piacere di leggerne tre, e sono in trepida attesa di una ristampa del primo. Non importa in quale ordine ci si accosti a loro, il coinvolgimento e l’emozione è sempre tale da renderne ognuno un’avventura meravigliosa, di cui è semplice ricollegare i nessi.

Oggi vi parlo di Arathia, romanzo del 2018 edito da Giaconi editore di cui a breve uscirà una nuova versione.

Come in ogni storia narrata da Tassetti, tra le pagine si respira un’avvincente atmosfera alla Dan Brown, per intenderci. Siamo coinvolti fin da subito, quasi catapultati nella vicenda, a fianco dei protagonisti. Mentre avanziamo tra le pagine, la trama che pian piano si svela risveglia nel cuore antichi ricordi sopiti. Stiamo leggendo un libro e contemporaneamente stiamo riportando alla luce qualcosa che giace sotto la polvere di innumerevoli secoli, un segreto meraviglioso che troppo a lungo è stato celato al mondo.

Se ci si mette in ascolto e ci si lascia trasportare dal mistero che permea la storia, possiamo sentirne l’eco riverberare in noi e stupirci con il suo incanto.


Tra le pagine di Arathia si svolge una lotta la cui origine si perde nella notte dei tempi: quella tra le streghe bianche, sacerdotesse della Madre, e le streghe nere, votate al caos e alla distruzione . In un magico viaggio nelle Marche, terra magica dei monti Sibillini, veniamo a conoscenza di antichi rituali Etruschi, di mistificazioni e sortilegi, di vite immolate per proteggere qualcosa dall’inestimabile valore.

La prosa di Enrico è magnetica, una volta entrati nel mondo racchiuso dalle sue parole non si vorrebbe più uscirne nemmeno alla parola “Fine”. Ma il bello di Arathia, come degli altri suoi romanzi, è che giunti all’epilogo, si chiude il libro con un sorriso e il cuore caldo di speranza e gratitudine. Storie così belle sono doni preziosi da conservare tra i ricordi più cari.

A proposito di esoterismo…

Ieri pomeriggio ho avuto un interessante conversazione con la partner del gruppo di lettura in partenza ad aprile: EsotericaMenteAperta. Chiara mi ha fatto notare quanta disinformazione e pregiudizio ci sia nei confronti dell’esoterismo.


Cito da Wikipedia: ” L’esoterismo è assimilabile ad un nucleo di verità appannaggio di un cerchio interno più nascosto, la cui manifestazione exoterica e profana è rappresentata invece da quello esterno. Il termine “esoterico” si contrappone a “exoterico” (o essoterico),che indica una conoscenza aperta a chiunque.
Il carattere esoterico ed exoterico possono coesistere in una stessa dottrina, possono essere complementari.”


Quelli che vedete in foto sono solo alcuni dei titoli della mia libreria. Io sono appassionata da sempre, fin da bambina non mi sono mai accontentata della “verità ufficiale” ma ho sempre voluto cercare la “mia”. La ricerca richiede tempo, studio, dedizione ed è un cammino che non finisce mai. Dura tutta la vita.
Troppo spesso si associa la conoscenza esoterica a correnti “oscure”, che la gente ritiene paurose o pericolose. Invece, semplicemente, esoterico significa nascosto. E per trovare qualcosa che è nascosto, c’è da cercare.


Il libro che leggeremo per il gdl #esotericamenteaperta, La sacerdotessa del mare, è un libro meraviglioso e sí, può essere considerato esoterico. Perché al di là della storia racchiude un significato nascosto, che pochi sono in grado di cogliere. Stessa cosa per L’ultimo canto di Enrico Tassetti ,un libro magico che parla ai cuori pronti ad ascoltarlo.
Quindi, non abbiate paura di farvi domande e cercate la Verità. È il viaggio più bello che si possa intraprendere.

Angeli e Alchimia

“Tutti, più o meno consapevolmente, desiderano entrare in contatto con il sovrannaturale, anche solo per un istante; per capire qualcosa della loro esistenza, del senso della vita e della morte. Lo sanno per istinto dove trovare le risposte, anche se poi, quando vi giungono, non sanno né vederle, né ascoltarle.”

Questo libro è molto più di un’avventura fantasy che ti regala qualche ora spensierata, e di sicuro non è un romanzo da destinare al solo pubblico adolescente.

In queste pagine sono racchiusi preziosi insegnamenti che l’autrice, con delicatezza e maestria, ha saputo consegnare al mondo affinché il messaggio in essi racchiuso giunga là dove deve essere accolto.

Sarò sincera e ammetto di aver pensato che la lettura di queste pagine potesse essere pienamente apprezzata solamente essendo in possesso di un background “esoterico” che rendesse il tutto più fruibile; poi però mi sono detta che il profondo significato di questo racconto sarà comunque in grado di farsi strada nei cuori e negli animi pronti a far riaffiorare il ricordo di quanto celiamo nel profondo.

Sono sempre più numerose le voci che stanno tornando a narrare gli antichi misteri, sepolti sotto la coltre dei secoli. E’ come se la Verità stessa chiedesse di essere finalmente svelata e si servisse degli autori per raggiungere il suo fine.

Barbara de Maestri, con il suo libro, ha donato in maniera impeccabile il suo contributo alla realizzazione di quest’Opera.