Astensionisti primo partito

Da molti anni a questa parte ormai il primo partito d’Italia è l’astensionismo. Se ciò era prevedibilissimo per l’inutile referendum, un po’ meno scontato era il flop addirittura delle comunali.

Qui ha votato meno del 52% degli aventi diritto. Praticamente, il nuovo sindaco rappresenterà ancor meno cittadini della volta scorsa.

La politica seria si dovrebbe interrogare su questi dati. Ma QUALE POLITICA SERIA? Sono un’accozzaglia di ipocriti che credono di vivere in un universo parallelo, dato che dei problemi della gente comune se ne fregano tutti altamente.

La politica fatta di slogan, di titoloni che lasciano il tempo che trovano, di fango gettato sul nemico di turno, di miracolose promesse puntualmente disattese.

Qualsiasi simbolo, qualsiasi coalizione, non è che l’ennesima maschera che cela sempre le stesse facce di bronzo. Tutte mendaci, tutte uguali.

Diventa anche tu un consigliere!

Buongiorno e buona domenica. Voglio rendervi partecipi dell’esilarante corsa al postarello nelle elezioni comunali della mia piccola città.

Praticamente abbiamo un numero di candidati consiglieri quasi pari a quello dei parlamentari a Roma.

Sei candidati sindaci in lizza per un posto che, se vinto, non li farà più dormire sonni tranquilli. Tra accertamenti fiscali e promesse elettorali da mantenere o, più che altro, dribblare con nonchalance, non li invidio proprio.

Non so da voi, ma qui il piccolo è esattamente lo specchio del grosso: corruzione, menefreghismo, corsa al tornaconto personale sfacciata e reiterata nel tempo.

Che senso ha ancora votare?

Ce l’ha mai avuto?

https://m.cronachemaceratesi.it/2022/05/14/la-corsa-a-sei-per-palazzo-sforza-lievitano-i-candidati-consiglieri-sono-100-in-piu-del-2017/1639281/