Passaggio in India

Nell’India frammentata tra Islam e Induismo, una vicenda mette in luce il profondo divario tra l’Europa e questa terra variopinta al tempo del colonialismo.


La diversa concezione morale che vede contrapposti Oriente e Occidente si mostra in tutta la sua enormità nel rapporto tra Aziz e Fielding.
L’indiano, profondamente ferito dalle ingiuste accuse mosse a suo carico, non accoglie col sollievo che ci si sarebbe aspettato il suo proscioglimento. Tutto sembra confermare quanto celava nell’animo, nascondendolo pure a se stesso.

Il divario psicologico che separa i due amici sembra divenire incolmabile. Aziz torna a sentirsi “indiano”, come se prima, cedendo alla bontà del suo spirito assecondando il moto d’affetto verso un inglese, avesse rinnegato la sua essenza. Si avverte una triste chiusura, una mancata opportunità di scambio che avrebbe arricchito entrambi.


Mentre tutto fa presagire ad un finale scontato, si intravede uno spiraglio di luce che fa sperare in un futuro migliore dove ci si comprenderà oltre le differenze che ci contraddistinguono.

Un libro che fa riflettere su quanto l’ambiente e la propria cultura di origine siano in grado di plasmare ciò che siamo fino a farci credere tutti irrimediabilmente diversi.