Una stanza piena di gente

Portai a casa questo libro con la consapevolezza di aver fatto un’ acquisto di cui sarei stata soddisfatta al 100% e infatti non mi sbagliavo.

La storia in cui si viene catapultati senza scampo fin dalle prime battute è l’autobiografia di Billy Milligan, il primo caso americano di personalità multipla sottoposto a processo per rapina, violenza e omicidio. Entrare nella sua mente è entrare in una stanza piena di gente, perché lì convivono trenta personalità, di cui, una decina, sono le predominanti. Il vero Billy è stato “messo a dormire” in seguito ad trauma che ne ha frantumato la psiche e di cui non avrebbe potuto reggere il dolore.

Questo libro è spiazzante, è un allucinante viaggio all’interno dell’inconscio umano e ci fa rendere conto di quanto, in fondo, sappiamo veramente poco dei meccanismi della nostra mente. Solleva molti interrogativi, primo fra tutti quello sull’infermità mentale: sulla capacità d’intendere e di volere nel momento in cui un atto criminoso viene commesso.

Billy non sa cosa fanno i suoi altri sé e soltanto con l’aiuto di medici che prendono a cuore il suo caso, riesce a riunificare le varie parti in una personalità integra, che si autoproclama Il Maestro. Grazie a lui, possiamo penetrare nel fitto labirinto mentale di quello che, alla fine dei conti, era rimasto un bambino fermo all’età di nove anni, quando gli fu brutalmente inflitta la violenza; scopriamo la sua vita, la sua tragedia e la sua fragilità.

Una stanza piena di gente è una di quelle letture che rimarrà per sempre impressa nella mente, assolutamente indimenticabile.