In prima pagina

Come avrete sicuramente letto e/o visto, la mia città è su tutte le prime pagine e tutti gli schermi per il brutale omicidio avvenuto in pieno giorno nell’indifferenza generale.

Non solo vivo in un posto dove si ammazza la gente per strada, ma anche dove tutti restano guardare, anzi, a filmare.

Non è una novità, succede ormai un po’ dappertutto e dovremmo seriamente fermarci a riflettere sulla deriva di questa società dove la vita di un tuo simile non conta più nulla, conta soltanto lo spettacolo della sua agonia che ti garantisce tanti like sui social.

A volte, vi giuro, rimpiango la Cina.

A volte arrivo addirittura a chiedermi se giunti a questo punto non serva il pugno di ferro per rimettere in riga questo popolo senza remore né midollo.

Ma vogliamo parlare di quello che ho letto sui giornali? Gli articoli stessi sono pieni di grassetti che evidenziano le origini campane dell’assassino e della moldava che ha filmato il tutto. Questa è la qualità della stampa italiana.

Adesso ci si interroga se la mano omicida sia stata mossa da razzismo. Ci si chiede anche se qualcuno fosse intervenuto se nella stessa situazione ci fossero stati due bianchi.

Vi rispondo io: NO.

Il giorno dopo, sullo stesso corso, soltanto di sera, stessa dinamica con uomo a terra (bianco su bianco) e nessuno interviene. Un cameriere sistema addirittura i tavoli al bar.

Di cosa vogliamo discutere, gente?

Non c’è molto da dire. C’è solo TANTO da vergognarci.

P.S. in merito ai presunti problemi psichiatrici del soggetto, volutamente non mi esprimo.

Diventa anche tu un consigliere!

Buongiorno e buona domenica. Voglio rendervi partecipi dell’esilarante corsa al postarello nelle elezioni comunali della mia piccola città.

Praticamente abbiamo un numero di candidati consiglieri quasi pari a quello dei parlamentari a Roma.

Sei candidati sindaci in lizza per un posto che, se vinto, non li farà più dormire sonni tranquilli. Tra accertamenti fiscali e promesse elettorali da mantenere o, più che altro, dribblare con nonchalance, non li invidio proprio.

Non so da voi, ma qui il piccolo è esattamente lo specchio del grosso: corruzione, menefreghismo, corsa al tornaconto personale sfacciata e reiterata nel tempo.

Che senso ha ancora votare?

Ce l’ha mai avuto?

https://m.cronachemaceratesi.it/2022/05/14/la-corsa-a-sei-per-palazzo-sforza-lievitano-i-candidati-consiglieri-sono-100-in-piu-del-2017/1639281/

La porta dell’Angelo

Non capiva, non comprendeva perché l’uomo dimentica così in fretta il suo passato; perché tutta quella tanto decantata modernità, così futile, così evanescente, priva dello spessore vitale di ciò che si è impresso nella corposità dei secoli, abbia oscurato il vero valore delle cose, la profondità di un sentimento nutrito dal tempo

Enrico Tassetti

Storia, leggenda e mistero sullo sfondo di un piccolo paese intriso di magia: La porta dell’ Angelo è uno dei romanzi di Enrico Tassetti che più ho amato. È anche praticamente introvabile, fino alla prossima ristampa! E la mia copia la conservo più che gelosamente!

Tassetti è un vero maestro nel creare atmosfere che catturano il lettore, che si ritrova immerso nella spirale della trama, vivendo la narrazione e lasciandola a fatica, giunto all’ ultima pagina.

Fortunatamente, un nuovo libro è in arrivo e già pregusto il tuffo in una nuova indimenticabile avventura.