Leggere Lolita a Teheran

Se essere Donna è complicato in quasi tutto il mondo, esserlo in un Paese ossessionato dalla religione lo è ancora di più. Si può disquisire sul ruolo femminile nelle diverse culture del mondo per mesi e anni, ma parlare della donna nell’Islam radicale è un compito assai arduo, che sconfina dalle mie competenze, e non è affatto lo scopo di questo libro.

Questo libro è un viaggio nel ventennio che va dall’alba della Rivoluzione che portò alla nascita della “Repubblica” Islamica al termine della guerra fratricida tra Iraq e Iran. Sullo sfondo, con abili tratti, l’autrice illustra l’assurdità dell’estremismo e dell’ eccidio e lo fa dal suo punto di vista di donna iraniana, costretta a vedere giorno dopo giorno le sue libertà cancellate; aggrappandosi ai suoi amati classici per non soccombere del tutto.

La follia umana si contende il ruolo da protagonista di queste pagine, testimonianza di una Storia troppo spesso dimenticata e per questo sempre destinata a ripetersi; insieme all’immensa passione per la cultura di chi fa di tutto per conservarla e diffonderla. Azar Nafisi in mezzo all’orrore riesce a mantenere il suo punto fermo, senza lasciarsi travolgere, e ci fa dono di questo che a torto possiamo chiamare soltanto “romanzo”.


Le ragazze della professoressa, così diverse tra loro, nel susseguirsi degli incontri con lei non apprendono soltanto nozioni di letteratura ma anche a capire meglio loro stesse e la realtà in cui vivono. Ognuna farà le sue scelte ma ciascuna portando con sé il tesoro di quanto imparato. La stessa insegnante, rileggendo quei testi tanto amati in un contesto così lesivo della dignità umana, li comprende in un modo nuovo, diverso.

Leggere Lolita a Teheran è una preziosa testimonianza di come così facilmente un’ ideologia può degenerare in tragedia, in nome di chissà quale presunta superiorità o di chissà che “dio”, ma è soprattutto un canto d’amore per i libri e per la loro capacità di elevare l’animo umano, in qualsiasi situazione e in qualunque parte del mondo.