Una vita degna di essere vissuta

L’accettazione è l’unica via d’uscita dall’inferno

Marsha Linehan

Torno a parlarvi di libri e, come promesso, lo faccio con Una vita degna di essere vissuta, autobiografia di Marsha Linehan.


Marsha Linehan è una grande psicoterapeuta, colei che ha ideato e messo a punto il metodo DBT: Dialectical behaviour therapy.
Nato per aiutare principalmente i pazienti con tendenze suicide, è usato con successo per il trattamento di numerosi disturbi della personalità, come il disturbo borderline.


Marsha, da ragazza, è stata ricoverata per anni in istituto psichiatrico; diagnosticata come borderline, messa spesso in isolamento per i suoi gravi gesti autolesionistici, racconta questo di sé:
“Sono stata all’inferno. So come ci si sente e voglio aiutare la gente a uscirne.”
Una volta fuori dal manicomio, ha dedicato tutta se stessa allo studio della psicologia e delle varie “correnti” per trovare qualcosa di veramente efficace nel trattamento dei casi più gravi, quelli che nessuno voleva. Parallelamente, esercitando una costante osservazione su di sé, ha iniziato a “curare se stessa”, plasmandosi giorno per giorno, imparando a conoscere e rispettare i propri limiti e a oltrepassare quelli consentiti.


Marsha ha lavorato e faticato enormemente,ha superato gli innumerevoli ostacoli di una classe medica abbastanza restia alle novità e ai cambiamenti; è stata capace di una flessibilità e contemporaneamente di una tenacia incrollabile.

Donna profondamente spirituale, inizialmente cattolica, ha saputo fare evolvere il suo rapporto con “dio” senza mai arrivare a rinnegarlo, nemmeno nei momenti più bui. Pur definendo se stessa “una scienziata”, non ha mai sofferto la dicotomia (per me ancora insanabile) tra fede e scienza e questo è l’aspetto della sua vita che più mi ha colpito.
Ha attraversato diverse fasi, nella sua “relazione” col Divino, ognuna delle quali ha affinato la sua interiorità, mettendola anche in difficoltà, ma mai in dubbio. Presumo che ciò sia segno di un animo maturo, di un cervello che nonostante i disturbi e i farmaci ha riacquistato pienamente le sue facoltà di elaborazione del pensiero. Un gran bel traguardo.


Il suo percorso di autoaffermazione è andato di pari passo a quello lavorativo, creando un intreccio perfettamente funzionale che ha dato come risultato una terapia efficace, in grado di fare la differenza tra un caso “perso” e una guarigione.


Sono grata a Marsha per aver scelto di condividere col mondo la sua storia. Le sue parole, la sua vita, hanno una grande forza a cui chi ha bisogno può attingere, per rialzarsi o anche solo per andare avanti. Quindi, lettura assolutamente consigliata, non solo agli appassionati di psicologia ma a chiunque abbia voglia o bisogno di un esempio di lotta e speranza e, una volta tanto, di vittoria.