Alla ricerca del tempo perduto

Da giugno sono immersa nella rilettura di questo capolavoro con la quale mi cimentai intorno ai 19 anni. Tornare ai classici mi ha fatto riscoprire il vero piacere della lettura, quella da concedersi con calma, gustando ogni pagina, senza alcuna fretta. Ho deciso infatti di limitare la complusività con cui leggo e acquisto libri e di dedicarmi a quelle meraviglie che non conosco ancora. Dopo Proust mi immergerò ne Il conte di montecristo, I miserabili, La fiera delle vanità, e magari anche I tre moschettieri e Don Chisciotte. Un classico difficilmente delude, se lo si affronta con l’animo giusto. Quello che credo di avere io, che ormai non sopporto praticamente più la letteratura contemporanea. Probabilmente esisteranno altri libri a cui darò una chanche, anche se nuovi di stampa o decisamente moderni, ma ora ho bisogno di rallentare e sono fermamente convinta nel potere curativo di queste intramontabili letture.