Tiziano Terzani e il senso di colpa — Giardini di rose

Non potevo non ribloggare!

“Quel che mi è sempre piaciuto del buddhismo è la sua tolleranza, l’assenza del peccato, la mancanza di quel peso sordo che noi occidentali, invece, ci portiamo sempre dietro e che è in fondo la colla della nostra civiltà: il senso di colpa.” Tiziano Terzani

Tiziano Terzani e il senso di colpa — Giardini di rose

Agosto 2022: le energie del mese.

Possiamo aspettarci un sacco di emozioni nei primi giorni di agosto. Marte, Urano e il Nodo lunare formano una congiunzione in Toro nei primi due giorni. Aspettatevi l’inaspettato, scossoni e scosse proverbiali o addirittura reali durante questi giorni. Fortunatamente il Sole è in aspetto armonico con Giove in Ariete. Questo periodo può portare a svolte improvvise e a progressi a livello energetico per il meglio. Tuttavia, ciò che era già poco consolidato in precedenza potrebbe ora crollare. In ogni caso, gli eventi di questi giorni avranno un grande impatto sugli eventi successivi dell’anno e influenzeranno molti. In questo periodo, le azioni sciocche prese nella foga del momento sono pericolose e possono avere conseguenze gravi e durature.

https://www.astro.com/news/nl_news2208_i.htm?

I libri che ho conservato.

Ho donato il 98% dei miei libri, per lo più saggi e romanzi.

C’è ancora un margine di miglioramento, perché ho tenuto i Martin nella ormai patetica speranza che gli ultimi due volumi delle Cronache del ghiaccio e del fuoco vedano la luce.

Alla fine, mi sono detta, quali libri porterei con me in una valigia se dovessi partire per sempre? E, presto fatto, la scelta si è ridotta a pochi titoli.

Dunque salverei i testi buddhisti, tra tutti Il nobile ottuplice sentiero di Bodhi Bikku e tra i romanzi Siddharta.

Per quanto riguarda Clarissa Pinkola Estes, ora come ora terrei La danza delle grandi madri, perché giunta alla mezza età, le mie corse con i lupi sono bell’e finite. Ora camminiamo insieme. Quel libro magnifico però merita di essere donato attentamente, non si può lasciare in una casetta sperando che trovi il giusto qualcuno che lo apprezzi. Ho quindi deciso di regalarlo a una mia nipote ventenne, con l’augurio che le sia d’aiuto ancor più di quanto lo sia stato per me, che lo lessi a trent’anni.

Meditare a volte è guardare l’abisso.

Se non sai come funziona, come speri di poter controllare la tua mente?

Questo è il pensiero che ho avuto stamattina, camminando, senza rimuginare su nulla in particolare.

Ieri conversavo con la mia cugina più cara dei problemi psicologici sempre più seri di sua figlia, praticamente mia coetanea. Siamo entrambe demoralizzate dal fatto che qualsiasi incitamento o buon consiglio venga inevitabilemte accolto e messo via. Praticamente scivola senza lasciare traccia.

Psichiatri, psicoterapeuti e farmaci possono ben poco se da parte del soggetto non c’è la voglia di star meglio, di impegnarsi seriamente in un lavoro difficile che porterà a galla tutto il marcio della tua vita, prima di poterti mostrare o aiutarti a costruire il buono.

Io credo che tutti possano dirti come appari, come appare la tua esistenza, ma soltanto tu puoi veramente conoscere come sei e quello che hai dentro.

Per farlo occorre dedizione, tempo, costanza e anche il coraggio di sbirciare l’abisso che è in ognuno di noi.

La meditazione per molte persone non è invitante, altre le spaventa persino.

Ma se non impari a capire come lavora la tua mente, le sue dinamiche, le sue reazioni, sarai sempre schiavo dei suoi prodotti.

Oggi come oggi la mindfulness è sempre più impiegata nel trattamento dei disturbi d’ansia, di personalità e di depressione. Certamente non promette risultati immediati ma in certi casi è bene guardare al prodotto finale: una stabilità emotiva sempre più semplice da mantenere.

Parlando di me, sono una meditatrice novella. Da tre anni ho intrapreso questa avventura e da un anno mi sono avvicinata più specificatamente alla mindfulness. Ecco, dei primi risultati ho iniziato ad accorgermi da poco.

Adesso mi capita di notare veri e propri processi mentali, o schemi per meglio dire, che tendono a ripetersi. E una volta che li vedi, puoi arrivare a capire cosa li innesca e perché. Quindi a prevenirli o almeno a lasciarli andare subito, senza che lascino tracce emotive disturbanti.

Pensavo di avere una mente caotica, invece è soltanto indisciplinata e meno piena di quel che pensassi, perché alla fine ripete spesso le stesse cose, solo usando pensieri diversi.

Non ho mai avuto paura di guardarmi dentro ma ho conosciuto anch’io le resistenze dell’inconscio e molte le combatto ancora, ovviamente.

Il mio abisso non mi spaventa. Sarà uno dei vantaggi dell’accettazione, o la naturale propensione a tollerare il male di me.

Credo che conoscere la propria mente sia un’esperienza che cambia veramente la vita e mi chiedo perché così poca gente sia disposta a farlo.

Se mia nipote iniziasse a meditare cosa scoprirebbe? Probabilmente che tutto ciò che la spaventa in realtà non esiste! Perché è frutto della sua mente!

Non so voi, ma io lo trovo eccezionale. Solo che ci vuole pazienza.

In prima pagina

Come avrete sicuramente letto e/o visto, la mia città è su tutte le prime pagine e tutti gli schermi per il brutale omicidio avvenuto in pieno giorno nell’indifferenza generale.

Non solo vivo in un posto dove si ammazza la gente per strada, ma anche dove tutti restano guardare, anzi, a filmare.

Non è una novità, succede ormai un po’ dappertutto e dovremmo seriamente fermarci a riflettere sulla deriva di questa società dove la vita di un tuo simile non conta più nulla, conta soltanto lo spettacolo della sua agonia che ti garantisce tanti like sui social.

A volte, vi giuro, rimpiango la Cina.

A volte arrivo addirittura a chiedermi se giunti a questo punto non serva il pugno di ferro per rimettere in riga questo popolo senza remore né midollo.

Ma vogliamo parlare di quello che ho letto sui giornali? Gli articoli stessi sono pieni di grassetti che evidenziano le origini campane dell’assassino e della moldava che ha filmato il tutto. Questa è la qualità della stampa italiana.

Adesso ci si interroga se la mano omicida sia stata mossa da razzismo. Ci si chiede anche se qualcuno fosse intervenuto se nella stessa situazione ci fossero stati due bianchi.

Vi rispondo io: NO.

Il giorno dopo, sullo stesso corso, soltanto di sera, stessa dinamica con uomo a terra (bianco su bianco) e nessuno interviene. Un cameriere sistema addirittura i tavoli al bar.

Di cosa vogliamo discutere, gente?

Non c’è molto da dire. C’è solo TANTO da vergognarci.

P.S. in merito ai presunti problemi psichiatrici del soggetto, volutamente non mi esprimo.

Questa si che è sfacciataggine

Leggo che Amazon dal 15 settembre aumenterà il costo del servizio prime da 36 a 50€ all’anno. Dicono che l’inflazione e bla bla bla…

Certo che ci vuole una faccia…

Bezos è l’uomo più ricco del mondo (o si contende il primato con Musk) e soffre per l’inflazione? Forse è per questo che è l’uomo più ricco del mondo, per la sua totale mancanza di scrupoli. In qualsiasi ambito.

Io ho ridotto del 90% i miei acquisti sulla piattaforma, se devo comprare qualcosa on line, cerco sempre un’alternativa. Mi sta antipatico da matti, che ci posso fare, e credo che Amazon sia una sciagura per tanti negozi veri, che rimpiango.

Più invecchio più vorrei il mondo di prima.

Quello senza social, senza shop online, senza internet.

https://www.rainews.it/articoli/2022/07/linflazione-si-abbatte-su-amazon-aumenta-il-costo-dellabbonamento-a-prime-8bfae82b-468d-4201-8b72-007d9a93e24c.html

Vi racconto come ho abbracciato il buddhismo.

Essendo nata in una famiglia altamente disfunzionale, con un modello di attaccamento disastroso, fin da piccola sono sempre stata irrequieta, lunatica, con la propensione al sogno subito ridimensionata da un introiettato pessimismo.

Già dalla preadolescenza iniziai a interessarmi a tutto ciò che era esoterico e non convenzionale. Paranormale, astrologia, antichi astronauti erano il mio pane quotidiano.

Crescendo, la domanda che mi facevo fin da bambina sul perché io non riuscissi a “credere” mentre gli altri intorno a me sembravano accettare quanto gli veniva detto senza problemi (anche le assurdità più inaudite) si fece sempre più pressante e mi spinse a ricercare e leggere molto, nella speranza di trovare risposte, o, almeno, “qualcosa” in cui poter credere.

Devo dire che non ebbi molta fortuna.

Per molto tempo fui attratta dal messaggio consolatorio della new age. Ero troppo giovane per poterlo confutare correttamente e già parecchio stanca di non aver trovato nulla. Però il mio era un accostamento, non un “abbraccio”. La costante sensazione di incapacità di fede non mi abbandonava mai.

Negli anni, mi avvicinai al messaggio del Buddha svariate volte, sempre con insuccesso.

Oh, il messaggio mi era chiaro. Anche l’ottuplice sentiero. Ma non avevo la più pallida idea di come applicare quei concetti alla mia vita.

Avrebbe dovuto passare molto tempo, prima di sentir risuonare quelle parole dentro di me e comprenderle appieno.

Mi aiutò la meditazione e la psicoterapia ovviamente.

Quando finalmente la mia mente è stata in grado di calmarsi e osservare con equanimità la realtà, credo sia stato quello il momento in cui ho capito che non avrei più potuto tornare indietro. La mia ricerca era finita.

Oggi mi è non soltanto chiaro ma perfettamente logico vedere quanta “dukka” (termine che prevalentemente traduciamo con “sofferenza” ma sarebbe più appropriato usare “insoddisfazione”) c’è nella vita umana. Ed è per me un dato di fatto che l’unico modo per smettere di provare insoddifazione sia imparare a smettere di desiderare. Non sono tanto illusa da credere di poter giungere al nibbana, ma nel tempo che mi resta spero di riuscire a trovare quella serenità che può nascere soltanto dalla consapevolezza, anche e sopratuttto delle illusioni che ci circondano e che con la nostra mente incessantemente costruiamo.

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Povera Patria ?

Leggo le notizie sulla caduta dell’ennesimo governo e scuoto la testa pensando che, come sempre, a rimetterci saremo noi. Non so se questo Paese abbia mai avuto dei veri rappresentanti del popolo o se sia stato sempre pilotato da una manica di finti democratici che se ne fregano della cosa pubblica e pensano solo al proprio tornaconto. Siamo il Paese delle mafie e della corruzione,dove l'”io sono più furbo di te” è un bias che crediamo virtù. Quello che chiamano “italiano medio” è un concentrato di stereotipi che possiamo veder sciorinati su qualsiasi bacheca social. Cosa farà dunque di fronte all’ennesima crisi politica? Di concreto NULLA. In compenso argomenterà a casaccio con chiunque e ovunque per illudersi di essere ancora un soggetto pensante e non un burattino. E alle prossime elezioni voterà la Meloni, perché è convinto che “lei farà sicuramente qualcosa!”, come lo era prima di Salvini, o del “movimento” che finalmente avrebbe spazzato via la Kasta e fatto rinascere l’Italia.

La conoscete quella bruttissima sensazione di andare a votare tappandosi il naso consapevoli che non cambierà nulla? Gli astensionisti credono di far la differenza esprimendo il loro sdegno non recandosi alle urne, nel frattempo i pochi schifosissimi soliti (sotto qualsiasi emblema) avanzano e “vincono” e governano TUTTI.

E stavolta non sarà diverso.

Anzi si, sarà addirittura PEGGIO.

La mente bugiarda, come i bias cognitivi ci mentono sulla realtà — D.ssa Viviana Chinello

Condivido dal blog della D.ssa Chinello questo interessante articolo.

I bias sono procedimenti mentali intuitivi che strutturano la nostra percezione della realtà che permettono giungere rapidamente a delle conclusioni e agire I bias cognitivi sono presenti e ineliminabili in ognuno di noi, sono indipendenti dalla cultura e dall’intelligenza individuale, sono la dotazione base di ogni cervello umano che ha sviluppato questi meccanismi nel corso della sua […]

La mente bugiarda, come i bias cognitivi ci mentono sulla realtà — D.ssa Viviana Chinello

[…]la nostra mente non ha fra i suoi compiti quello di immagazzinare la realtà come fosse una macchina fotografica, o un registratore di suoni; tale compito gli è impedito dai limiti sensoriali della nostra specie, noi non abbiamo la capacità di percepire tutti gli stimoli presenti nella realtà, tant’è che dobbiamo applicare una selezione anticipatoria che ci porta a cogliere solo alcuni degli aspetti rilevabili, in genere in base alle nostre esperienze convinzioni o aspettative. Essa infatti si è sviluppata per svolgere un compito molto più complesso, adattarsi cioè rapidamente a situazioni nuove o impreviste, valutarle rapidamente sulla base delle nostre necessità e garantire una risposta veloce, anche se i dati a disposizione sono pochi o incompleti; questo non ci garantisce necessariamente l’emissione della risposta migliore, piuttosto quella più rapida finalizzata a commettere l’errore meno dannoso.

Alla ricerca del tempo perduto

Il mattone di oltre 2000 pagine che ho scelto come edizione

Premetto che l’idea di una rilettura di questo immane lavoro è stata una follia che ho portato a termine soltanto per indomita tenacia.

Ignoro cosa, a 20 anni, mi fece urlare al capolavoro e ricordarlo entusiasticamente tanto da spingermi addirittura a riprenderlo in mano. In una versione stile vocabolario, poi, per la quale non bastano gli occhiali ma serve una lente d’ingrandimento.

Ovvio che non sono più la ragazza di allora, ma durante questi 14 mesi di tortura, perché di questo si è trattato, non certo di un piacere, non ho trovato assolutamente niente che mi abbia entusiasmato e addirittura nulla per cui girare la pagina con il minimo desiderio.

L’unico desiderio era quello di finirlo, prima o poi.

Cosa vi posso dire. Se non vi siete mai cimentati in questa ardua impresa, non fatelo ora. Ci sarà un motivo se non l’avete mai fatto, no? Se soffrite d’insonnia, invece, usatelo in alternativa al sonnifero. Non serve neanche che capiate la storia,potete anche aprirlo a caso, anche perché nei lunghi periodi di pagine e pagine (si, signori, pagine e pagine prima di finire una frase!) perdereste sicuramente il senso di quanto leggete. In compenso il sonno vi abbraccerà in un lampo, garantito!

Il caro Proust ha messo molto di sé nel personaggio di quest’opera infinita. Il risultato però è alquanto fastidioso, perché in tutta la mia carriera di lettrice difficilmente ho trovato un uomo che si facesse detestare come il narratore della rechèrche. Con le sue fisime, la sua ipocondria, il suo essere debole e malatuccio, la sua infantilità, l’assurda gelosia e la totale incapacità non dico di godersi la vita, ma almeno di farne un buon uso! Tutto ciò che provoca è appunto fastidio. Sono arrivata anche a pensare che fosse nevrotico come una donna al quale Freud avrebbe consigliato l’isterectomia! Delirio.

Devo ammettere che ero indecisa se parlarne o meno. Una cara ragazza un giorno mi disse che lei raccontava soltanto dei libri che aveva trovato belli e interessanti, per non influenzare negativamente i potenziali lettori.

Ma io vi voglio bene e vi sconsiglio anche quelli brutti! 😀