I libri che ho conservato.

Ho donato il 98% dei miei libri, per lo più saggi e romanzi.

C’è ancora un margine di miglioramento, perché ho tenuto i Martin nella ormai patetica speranza che gli ultimi due volumi delle Cronache del ghiaccio e del fuoco vedano la luce.

Alla fine, mi sono detta, quali libri porterei con me in una valigia se dovessi partire per sempre? E, presto fatto, la scelta si è ridotta a pochi titoli.

Dunque salverei i testi buddhisti, tra tutti Il nobile ottuplice sentiero di Bodhi Bikku e tra i romanzi Siddharta.

Per quanto riguarda Clarissa Pinkola Estes, ora come ora terrei La danza delle grandi madri, perché giunta alla mezza età, le mie corse con i lupi sono bell’e finite. Ora camminiamo insieme. Quel libro magnifico però merita di essere donato attentamente, non si può lasciare in una casetta sperando che trovi il giusto qualcuno che lo apprezzi. Ho quindi deciso di regalarlo a una mia nipote ventenne, con l’augurio che le sia d’aiuto ancor più di quanto lo sia stato per me, che lo lessi a trent’anni.

9 pensieri riguardo “I libri che ho conservato.”

      1. Noi siamo completamente “foderati”, quindi i mq calpestabili si sono molto ridotti. Però abbiamo dei libri antichi e qualche scaffale di prime edizioni dei libri che abbiamo già letto e ci sono piaciuti: quelli letti si possono eliminare.
        Ieri ho trovato un articolo messo da parte proprio su questo tema, ma già mi sono dimenticata dov’era.
        Appena lo ripesco te lo linko qui 🙂

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