Povera Patria ?

Leggo le notizie sulla caduta dell’ennesimo governo e scuoto la testa pensando che, come sempre, a rimetterci saremo noi. Non so se questo Paese abbia mai avuto dei veri rappresentanti del popolo o se sia stato sempre pilotato da una manica di finti democratici che se ne fregano della cosa pubblica e pensano solo al proprio tornaconto. Siamo il Paese delle mafie e della corruzione,dove l'”io sono più furbo di te” è un bias che crediamo virtù. Quello che chiamano “italiano medio” è un concentrato di stereotipi che possiamo veder sciorinati su qualsiasi bacheca social. Cosa farà dunque di fronte all’ennesima crisi politica? Di concreto NULLA. In compenso argomenterà a casaccio con chiunque e ovunque per illudersi di essere ancora un soggetto pensante e non un burattino. E alle prossime elezioni voterà la Meloni, perché è convinto che “lei farà sicuramente qualcosa!”, come lo era prima di Salvini, o del “movimento” che finalmente avrebbe spazzato via la Kasta e fatto rinascere l’Italia.

La conoscete quella bruttissima sensazione di andare a votare tappandosi il naso consapevoli che non cambierà nulla? Gli astensionisti credono di far la differenza esprimendo il loro sdegno non recandosi alle urne, nel frattempo i pochi schifosissimi soliti (sotto qualsiasi emblema) avanzano e “vincono” e governano TUTTI.

E stavolta non sarà diverso.

Anzi si, sarà addirittura PEGGIO.

41 pensieri riguardo “Povera Patria ?”

  1. Cara Ysol, a ‘sta botta spero che non vinca l’astensionismo. Proprio per il motivo che dici tu e che, secondo me, è assolutamente da scongiurare. Sull’analisi della situazione, e le domande che ti poni, fino al termine “burattino”, resto muta. È tutto molto complicato. Molto.

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      1. A meno che non confluisca in alleanza col PD. Il vero problema dell’Italia è l’inesistenza di una VERA sinistra! Sono talmente incapaci e ciechi da consegnare il Paese di nuovo a Berlusconi, piuttosto che rimboccarsi le maniche e fare finalmente qualcosa degno del voto della gente!

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  2. Penso che la storia del M5S abbia insegnato moltissimo.
    Io ho creduto nei primi tempi nel loro entusiasmo e nel loro desiderio di cambiare le cose: mi sono sentito parte di quello stesso sentimento.
    Poi abbiamo visto come è andata, come anche il M5S (che erano cittadini onesti come me!) sono diventati come tutti gli altri politici.

    Questo mi fa capire che il problema non sono gli italiani, ma il sistema che gli italiani hanno nel tempo costruito: non ci sarà mai nessun Deus Ex Machina che potrà risolvere i più grandi problemi italiani senza che non avvenga prima un cambiamento nel sistema.
    Il problema è: chi cambia il sistema? Chi è l’eroe politico che vorrà sacrificarsi addossandosi tutte le colpe ma riuscire a scardinare questo sistema malato?

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    1. Il mio odio per i 5s nasce proprio dall’aver malamente riposto fiducia in loro. Quasi tutti ci siamo lasciati conquistare dal loro messaggio di speranza, di cambiamento e finalmente di giustizia. Però non dobbiamo darci colpe, il nostro era un bisogno sacrosanto. Per l’ennesima volta calpestato e tradito. Non vedo speranze, al momento, per questo Paese. La scena politica è un pessimo teatrino dove si alternano marionette manovrate dalle solite forze. Non credo che come popolo abbiamo la forza di un vero cambiamento.

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    2. Eh, ma cosa significa “cambiare il sistema”? La democrazia? Il suo funzionamento? Le istituzioni? Illudersi che scompaia la corruzione e che si risolva il problema (che parrebbe tanto facile!) dell’evasione fiscale? E tante altre cose…
      Ogni partito (che rappresenta gli elettori che lo hanno votato e che più che recarsi alle urne non possono fare, se non confrontarsi civilmente come stiamo facendo qui, dove tutto però resta “lettera morta”) ha un programma diverso, eppure è proprio alla politica che spetta presentare, affrontare e, se possibile, risolvere i problemi.
      Infine, non è che gli altri paesi (europei e non) siano messi molto meglio…

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      1. Già, quello che in fondo chiediamo ai partiti è che facciano quello che DEVONO, ossia rappresentarci. Ma non succede MAI. Sempre vuote promesse e un divario sempre maggiore tra la vita reale e quella percepita dai politici.

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      2. Il problema della “percezione”, e tu lo sai bene perché ne parli spesso, lo abbiamo anche noi elettori. I partiti devono fare di più, perché noi li votiamo (in teoria) per un programma che, secondo loro, è chiaro, giusto, realizzabile, ecc.

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      3. I partiti devono smettere di rappresentare soltanto i loro iscritti politicamente attivi. Perché di questo si tratta ormai, di circoli elitari che una volta seduti sullo scranno statale, regionale o provinciale (e pure comunale!) chi s’è visto s’è visto. Mors tua, vita mea compagno!

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      4. Infatti io non parlavo di iscritti attivi, ma di elettori!
        Sinceramente, a parte con il voto, non so proprio in che altro modo possano dimostrare una fiducia che poi non dovrebbe essere tradita.

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      5. Secondo il mio modo di pensare, il sistema può cambiare introducendo degli strumenti che obblighino tutti a stare entro certi binari.

        Ad esempio, uno drastico: eliminare il contante.
        Con questa mossa terribile, vai a colpire tutto.
        Se vuoi corrompere Caio, devi fargli un bonifico: come lo giustifichi? Forse un modo lo trovi, magari inventandoti servizi e consulenze fasulle. Ma intanto, oltre a pagarci le tasse sopra, dai modo alla Finanza di intercettare con facilità questi “servizi di consulenza” e dunque fare indagini sopra.
        Pensa anche alle mafie, cosa accadrebbe.
        Pensa alla prostituzione, spaccio,…. o altre attività ad oggi illecite: tutto diventa legale, tutti pagano le tasse.

        L’introduzione di un strumento tecnico può migliorare di molto l’organizzazione.
        Nel mio piccolo, nella società in cui lavoro ho visto cambiare le cose in meglio grazie alla semplice adozione di un nuovo software che ti obbliga a lavorare in un certo modo.
        Non puoi più fare il furbo o sgarrare: inoltre riduci di molto la possibilità di sbagliare.

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      6. Praticamente un fascismo 2.0 ? Io invece credo nell’educazione. Credo che i piccoli siano i cittadini di domani e in quanto tali vadano educati alla protezione del bene comune e della comunità. Ma per fare questo occorre una nuova scuola. Non quella attuale, malata terminale. Sono un’idealista, che ci posso fare.

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      7. Sapevo che non ti sarebbe piaciuto 😀 😀 😀

        In organizzazioni così grandi purtroppo non vedo altra soluzione (concreta) se non quella di monitorare un modo rigido i flussi di denaro.
        Servirebbe ovviamente anche un organo di controllo per evitare abusi di potere da parte della Guardia di Finanza: anche il controllore andrebbe controllato.

        Per il mio modo di vedere l’educazione civica e umanistica può funzionare concretamente solo se l’organizzazione è piccola (paese o al massimo città), qualcosa che ti senti tuo e a cui tieni davvero perché è casa tua.
        Altrimenti, purtroppo, credo sia utopia o comunque servirebbero centinaia di anni per poter raggiungere un grado di civiltà superiore.

        Per quanto mi piaccia l’idea, non credo che sia fattibile nell’immediato.

        Purtroppo non mi vengono in mente altre soluzioni!

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      8. Non hai tutti i torti, per sradicare la corruzione occorrerebbe un governo sì autoritario ma impeccabile esso stesso. Invece sappiamo come andrebbe a finire: la legge per noi, l’impunità per loro.

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      9. Sì, la storia ci ha insegnato anche questo…purtroppo. Il Potere fa di tutto per difendere se stesso…

        Anche se è un terreno pericoloso e un po’ fantascientifico, certe tecnologie potrebbero davvero aiutare a democratizzare e promuovere l’uguaglianza (es. blockchain).
        Affidi ad un non-umano (computer, algoritmo, rete distribuita) pezzi di Potere, così da non indurre l’uomo in tentazione quando si trova seduto sul trono.
        Molto inquietante anche questo, ma chissà!

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      10. Binari? Bonifico? Perfettamente d’accordo. Ma credimi, un modo lo trovano. Se hai dei soldi guadagnati in nero o “sporchi”, è presto fatta.
        E la fanno sotto al naso non solo alla GdF, ma anche all’Agenzia delle Entrare, che agli altri non perdonano neanche una monetina, neanche dopo anni e anni.
        Hai perfettamente ragione sugli strumenti tecnici, ma dove stanno?
        Un Ministero per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale E- SI- STE!!!
        Eppure, spesso le istituzioni sono state vittima di attacchi cibernetici.
        Nel piccolo di un’azienda come la tua, evidentemente è possibile applicare comportamenti “virtuosi”. Complimenti!

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      11. Il tuo commento mi ha fatto ricordare “Il testamento di Tito” di F. De Andrè.
        Il ladrone, crocifisso alla destra di Gesù, che in punto di morte ammette di aver violato tutti i comandamenti, tranne uno:

        “Il quinto dice non devi rubare
        E forse io l’ho rispettato
        Vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
        Di quelli che avevan rubato”

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