Questa si che è sfacciataggine

Leggo che Amazon dal 15 settembre aumenterà il costo del servizio prime da 36 a 50€ all’anno. Dicono che l’inflazione e bla bla bla…

Certo che ci vuole una faccia…

Bezos è l’uomo più ricco del mondo (o si contende il primato con Musk) e soffre per l’inflazione? Forse è per questo che è l’uomo più ricco del mondo, per la sua totale mancanza di scrupoli. In qualsiasi ambito.

Io ho ridotto del 90% i miei acquisti sulla piattaforma, se devo comprare qualcosa on line, cerco sempre un’alternativa. Mi sta antipatico da matti, che ci posso fare, e credo che Amazon sia una sciagura per tanti negozi veri, che rimpiango.

Più invecchio più vorrei il mondo di prima.

Quello senza social, senza shop online, senza internet.

https://www.rainews.it/articoli/2022/07/linflazione-si-abbatte-su-amazon-aumenta-il-costo-dellabbonamento-a-prime-8bfae82b-468d-4201-8b72-007d9a93e24c.html

Vi racconto come ho abbracciato il buddhismo.

Essendo nata in una famiglia altamente disfunzionale, con un modello di attaccamento disastroso, fin da piccola sono sempre stata irrequieta, lunatica, con la propensione al sogno subito ridimensionata da un introiettato pessimismo.

Già dalla preadolescenza iniziai a interessarmi a tutto ciò che era esoterico e non convenzionale. Paranormale, astrologia, antichi astronauti erano il mio pane quotidiano.

Crescendo, la domanda che mi facevo fin da bambina sul perché io non riuscissi a “credere” mentre gli altri intorno a me sembravano accettare quanto gli veniva detto senza problemi (anche le assurdità più inaudite) si fece sempre più pressante e mi spinse a ricercare e leggere molto, nella speranza di trovare risposte, o, almeno, “qualcosa” in cui poter credere.

Devo dire che non ebbi molta fortuna.

Per molto tempo fui attratta dal messaggio consolatorio della new age. Ero troppo giovane per poterlo confutare correttamente e già parecchio stanca di non aver trovato nulla. Però il mio era un accostamento, non un “abbraccio”. La costante sensazione di incapacità di fede non mi abbandonava mai.

Negli anni, mi avvicinai al messaggio del Buddha svariate volte, sempre con insuccesso.

Oh, il messaggio mi era chiaro. Anche l’ottuplice sentiero. Ma non avevo la più pallida idea di come applicare quei concetti alla mia vita.

Avrebbe dovuto passare molto tempo, prima di sentir risuonare quelle parole dentro di me e comprenderle appieno.

Mi aiutò la meditazione e la psicoterapia ovviamente.

Quando finalmente la mia mente è stata in grado di calmarsi e osservare con equanimità la realtà, credo sia stato quello il momento in cui ho capito che non avrei più potuto tornare indietro. La mia ricerca era finita.

Oggi mi è non soltanto chiaro ma perfettamente logico vedere quanta “dukka” (termine che prevalentemente traduciamo con “sofferenza” ma sarebbe più appropriato usare “insoddisfazione”) c’è nella vita umana. Ed è per me un dato di fatto che l’unico modo per smettere di provare insoddifazione sia imparare a smettere di desiderare. Non sono tanto illusa da credere di poter giungere al nibbana, ma nel tempo che mi resta spero di riuscire a trovare quella serenità che può nascere soltanto dalla consapevolezza, anche e sopratuttto delle illusioni che ci circondano e che con la nostra mente incessantemente costruiamo.

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Povera Patria ?

Leggo le notizie sulla caduta dell’ennesimo governo e scuoto la testa pensando che, come sempre, a rimetterci saremo noi. Non so se questo Paese abbia mai avuto dei veri rappresentanti del popolo o se sia stato sempre pilotato da una manica di finti democratici che se ne fregano della cosa pubblica e pensano solo al proprio tornaconto. Siamo il Paese delle mafie e della corruzione,dove l'”io sono più furbo di te” è un bias che crediamo virtù. Quello che chiamano “italiano medio” è un concentrato di stereotipi che possiamo veder sciorinati su qualsiasi bacheca social. Cosa farà dunque di fronte all’ennesima crisi politica? Di concreto NULLA. In compenso argomenterà a casaccio con chiunque e ovunque per illudersi di essere ancora un soggetto pensante e non un burattino. E alle prossime elezioni voterà la Meloni, perché è convinto che “lei farà sicuramente qualcosa!”, come lo era prima di Salvini, o del “movimento” che finalmente avrebbe spazzato via la Kasta e fatto rinascere l’Italia.

La conoscete quella bruttissima sensazione di andare a votare tappandosi il naso consapevoli che non cambierà nulla? Gli astensionisti credono di far la differenza esprimendo il loro sdegno non recandosi alle urne, nel frattempo i pochi schifosissimi soliti (sotto qualsiasi emblema) avanzano e “vincono” e governano TUTTI.

E stavolta non sarà diverso.

Anzi si, sarà addirittura PEGGIO.

La mente bugiarda, come i bias cognitivi ci mentono sulla realtà — D.ssa Viviana Chinello

Condivido dal blog della D.ssa Chinello questo interessante articolo.

I bias sono procedimenti mentali intuitivi che strutturano la nostra percezione della realtà che permettono giungere rapidamente a delle conclusioni e agire I bias cognitivi sono presenti e ineliminabili in ognuno di noi, sono indipendenti dalla cultura e dall’intelligenza individuale, sono la dotazione base di ogni cervello umano che ha sviluppato questi meccanismi nel corso della sua […]

La mente bugiarda, come i bias cognitivi ci mentono sulla realtà — D.ssa Viviana Chinello

[…]la nostra mente non ha fra i suoi compiti quello di immagazzinare la realtà come fosse una macchina fotografica, o un registratore di suoni; tale compito gli è impedito dai limiti sensoriali della nostra specie, noi non abbiamo la capacità di percepire tutti gli stimoli presenti nella realtà, tant’è che dobbiamo applicare una selezione anticipatoria che ci porta a cogliere solo alcuni degli aspetti rilevabili, in genere in base alle nostre esperienze convinzioni o aspettative. Essa infatti si è sviluppata per svolgere un compito molto più complesso, adattarsi cioè rapidamente a situazioni nuove o impreviste, valutarle rapidamente sulla base delle nostre necessità e garantire una risposta veloce, anche se i dati a disposizione sono pochi o incompleti; questo non ci garantisce necessariamente l’emissione della risposta migliore, piuttosto quella più rapida finalizzata a commettere l’errore meno dannoso.

Alla ricerca del tempo perduto

Il mattone di oltre 2000 pagine che ho scelto come edizione

Premetto che l’idea di una rilettura di questo immane lavoro è stata una follia che ho portato a termine soltanto per indomita tenacia.

Ignoro cosa, a 20 anni, mi fece urlare al capolavoro e ricordarlo entusiasticamente tanto da spingermi addirittura a riprenderlo in mano. In una versione stile vocabolario, poi, per la quale non bastano gli occhiali ma serve una lente d’ingrandimento.

Ovvio che non sono più la ragazza di allora, ma durante questi 14 mesi di tortura, perché di questo si è trattato, non certo di un piacere, non ho trovato assolutamente niente che mi abbia entusiasmato e addirittura nulla per cui girare la pagina con il minimo desiderio.

L’unico desiderio era quello di finirlo, prima o poi.

Cosa vi posso dire. Se non vi siete mai cimentati in questa ardua impresa, non fatelo ora. Ci sarà un motivo se non l’avete mai fatto, no? Se soffrite d’insonnia, invece, usatelo in alternativa al sonnifero. Non serve neanche che capiate la storia,potete anche aprirlo a caso, anche perché nei lunghi periodi di pagine e pagine (si, signori, pagine e pagine prima di finire una frase!) perdereste sicuramente il senso di quanto leggete. In compenso il sonno vi abbraccerà in un lampo, garantito!

Il caro Proust ha messo molto di sé nel personaggio di quest’opera infinita. Il risultato però è alquanto fastidioso, perché in tutta la mia carriera di lettrice difficilmente ho trovato un uomo che si facesse detestare come il narratore della rechèrche. Con le sue fisime, la sua ipocondria, il suo essere debole e malatuccio, la sua infantilità, l’assurda gelosia e la totale incapacità non dico di godersi la vita, ma almeno di farne un buon uso! Tutto ciò che provoca è appunto fastidio. Sono arrivata anche a pensare che fosse nevrotico come una donna al quale Freud avrebbe consigliato l’isterectomia! Delirio.

Devo ammettere che ero indecisa se parlarne o meno. Una cara ragazza un giorno mi disse che lei raccontava soltanto dei libri che aveva trovato belli e interessanti, per non influenzare negativamente i potenziali lettori.

Ma io vi voglio bene e vi sconsiglio anche quelli brutti! 😀

Vi presento il mio nuovo spazio.

Il nuovo blog è nato.

Nome e motto nascono dall’idea avuta per un mio profilo instagram, al momento inattivo. Dopo tanto meditare in samatha e vipassana, una mattina mi è nato così. In fondo in questa vita non c’è alcuna certezza, se non la morte. Se impareremo ad abbracciare l’impermanenza di tutto, riusciremo a far tesoro di ogni giorno, di ogni istante.

Provvederò a spostare gli articoli pertinenti sulle sue pagine e riporterò un po’ d’ordine in questa tana 🙂

Se vi va, passate a dare un’occhiata.

https://nessunacertezza.com/

Stavo pensando di aprire un blog

La tana di Ysòl è cambiata molto, nel tempo.

In questi giorni sto ragionando sull’aprire un nuovo blog per non stravolgere troppo questo. L’idea è quella di uno spazio meno caotico di questo. Gli articoli riguarderebbero self-care, buddhismo zen, minimalismo, slow living.

L’idea sarebbe quella di mantenere la tana per libri e discorsi vari e creare un nuovo spazio “benessere” nel nuovo.

Che ne pensate?

Un altro giro di boa

Anche questo compleanno è passato. Se potessi scegliere, abolirei il 7 luglio come fanno in America col tredicesimo piano.

Quest’anno, forte della mia nuova skill di self-care, mi sono regalata la sospensione a tempo indeterminato dell’account Facebook (che forse tramuterò in eliminazione) e la fine della rechèrche, dopo 1 anno e 2 mesi di dolorosa lettura. Ah, ho anche iniziato Il conte di Montecristo, un altro bel mattoncino, ma almeno più scorrevole e appassionante!

Comunque provate a cancellarvi da FB e vedete quanta gente si ricorda di voi.

Io sono un caso un po’ a parte, sono stata festeggiata raramente e sempre con scarsissimi risultati. Fin da bambina eh. Quindi è normale che uno crescendo con questo gap si sente in imbarazzo anche solo a ricevere gli auguri, come se non te li meritassi. Come a dire “scusate se esisto, ma qualcuno ha voluto così”.

Comunque, di utile c’è che il proprio anniversario di nascita coincide con un altro momento in cui tiriamo un po’ le somme di dove siamo arrivati finora, no? Praticamente come accade a fine anno, solo con della zavorra più ingombrante.

Io non faccio altro che tirarle, le somme, e il risultato non mi soddisfa praticamente mai. Tutto quello che non va e che non posso in alcun modo controllare o cambiare, mi tocca accettarlo e imparare a conviverci. Quello che posso fare è adoperarmi in modo che non mi faccia del male. Per tutto quello che posso cammbiare, ci sto lavorando, giorno dopo giorno. Riconosco i piccoli passi in avanti e se a volte ho bisogno di fermarmi, ok, va bene. Un po’ di sana autoindulgenza, gente. Perché se non siete per primi gentili con voi stessi, difficilmente lo saranno gli altri. E se anche gli altri non lo saranno mai, almeno avrete smesso di darvi addosso anche voi.

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Pseudoscienze e bufale: l’igienismo.

Sostengo ormai da tempo che il web sia una gran cosa ma che faccia anche serissimi danni.

Sarà capitato anche a voi imbattervi in teorie alternative riguardanti un po’ tutto: dalla politica, all’ambiente e purtroppo anche alla salute.

L’igienismo, come la naturopatia, se non peggio, racchiude una serie di precetti che se applicati a un individuo sano possono risultare ininfluenti. Il guaio serio inizia quando con queste pratiche si pretende di guarire malattie, anche gravi.

Per l’igienista la malattia non esiste, esiste soltanto la tossiemia, ossia il grado di intossicazione del corpo dovuto a pratiche scorrette: alimentari e spirituali.

Rifacendosi al concetto molto in voga e certamente indiscutibile che corpo e mente siano strettamente correlati e che la salute passi anche dal cervello, l’igienismo poi si perde e entra nel delirio quando nega l’esistenza di virus, batteri e relativi contagi. Pretende addirittura che il digiuno sia l’unica pratica in grado di ripristinare la naturale sanità del corpo. Se non ricordo male, Steve Jobs curava il suo cancro con la frutta.

Ho condiviso a volte su questo blog qualche articolo di Valdo Vaccaro,che non credo curi personalmente il suo sito ma talvolta pubblica cose condivisibili, come l’etica shaolin, ad esempio, o l’inno a una vita più naturale. A tutto c’è un limite però. Scoraggiare una donna affetta da carcinoma mammario a ricorrere alla chirurgia è CRIMINALE. Lo troverete scritto nell’articolo che allego alla fine, con tanto di citazione del Vaccaro stesso.

Se questo non è grave, io non so davvero cosa lo sia. Ma, soprattutto, come può la gente dar fiducia a uno qualunque, che specifica pure chiaramente di non essere medico, piuttosto che a dei veri dottori? Perché in questa tragica epoca stiamo assistendo a un declino nella fiducia scientifica?

Purtroppo la causa è ancora una volta la profonda ignoranza in cui viviamo. Mi è capitato spessissimo, tra i detrattori della scienza, di accusarla di non essere esatta. Ecco: se conoscessero almeno il metodo scientifico e su cosa si basa, non parlerebbero. E basta. Invece blaterano a tutto il mondo, tramite web, le loro discutibilissime opinioni, le loro credenze campate per aria o attinte in modo errato da un atavico passato.

Ho la nausea di tutto questo.

Minimalismo digitale

Il vero lusso è vivere una vita che sia segreta al tuo smartphone. Che non deve sapere se vado a passeggiare nel bosco o se sono a Camogli a parlare ad un convegno. Questo è il lusso che eleva l’animo umanoche lo avvicina alla grande bellezza“.

In un’epoca in cui le tecnologie digitali sono diventate sempre più invasive, il vero lusso non è più dunque quello di possedere l’ultimo modello di smartphone, ma evitare di esserne posseduti.

Saremo davvero ricchi (di tempo e di vita) solo se impareremo a proteggere i nostri spazi mentali da questi dispositivi e da questi algoritmi progettati a tavolino per assorbire completamente la nostra attenzione e rivenderla al miglior offerente.

Da anni però suggerisco ai miei lettori di ripensare consapevolmente il proprio rapporto con la tecnologia e abbracciare una nuova filosofia che consenta loro di prendere il meglio dagli avanzamenti tecnologici dei nostri tempi, senza rimanere triturati tra i loro ingranaggi infernali.

A questa filosofia, uno dei miei autori preferiti ha dato un nome molto efficace: minimalismo digitale.

(Andrea Giuliodori- Efficacemente)

https://www.efficacemente.com/gestione-tempo/minimalismo-digitale/

Tecniche di difesa personale digitale