Per Cloe

https://www.open.online/2022/06/15/cloe-bianco-transfobia-suicidio-storia/

Sono piena di dolore e di rabbia per il suicidio di Cloe, professoressa di fisica uccisa dalla transfobia, dall’ignoranza e dal bigottismo di questo Paese.

Probabilemente voi non sapete cosa significhi un coming out come transegender e di certo ignorate l’inferno in cui una persona che vuole vedersi riconosciuto il diritto di affermazione di genere deve passare.

La disforia di genere è stata declassificata da malattia mentale a “disturbo dell’identità sessuale”, questo per dirvi quanto la mentalità che esista una normalità e una difformità sia insita ad ogni livello di questo Stato.

Una persona transgender che voglia intraprendere un percorso di riassegnazione di genere, che non comporta necessariamente operazioni chirurgiche (estremamente dolorose e per le quali dovrà attendere anni in lista) ma il solo cambio dell’anagrafica dei documenti, dovrà necessariamente rivolgersi a uno dei centri specializzati nella penisola. Qui verrà ascoltata, indirizzata a uno psicologo/psichiatra che valuterà l’eventuale disforia di genere e successivamente inviata a un endocrinologo che la sottoporrà a tutti gli esami del caso prima di iniziare la terapia farmacologica a base di ormoni e bloccanti. Tutta la vita sarà intervallata da controlli periodici del piano terapeutico. Nel caso dei MtF, persone nate biologicamente come maschi ma che si identificano nel genere femminile, sarà d’aiuto anche il supporto di un logopedista che insegni a impostare la voce, laddove non si voglia intervenire chirurgicamente anche sulle corde vocali. Ci saranno poi interminabili e dolorosissime sedute di laser per rimuovere i peli superflui, soprattutto quelli del viso. E l’obbligo, per tutti (MtF e FtM) di mostrarsi congrui al proprio genere d’elezione per un anno. Non finisce qui. Solo dal 2020 i farmaci sono a carico del SSN, prima erano tutti a pagamento. E altra “conquista”recente è che per la rettifica dei documenti non serve più l’operazione di riassegnazione del sesso, ma “soltanto” una montagna di perizie, un bravo avvocato e un giudice di larghe vedute. E ovviamente TANTI SOLDI.

Questa è l’Italia, gente. Paese che si definisce moderno, progressista, evoluto, democratico, accogliente.

Un Paese dove non solo la discriminazione ma la violenza è quotidiana. Dove la gente per rivendicare il diritto di esistere deve scendere in strada a urlarlo al mondo, che continua a tapparsi in casa e fa finta di non vedere. Un Paese che grida allo scandalo, all’attacco della famiglia tradizionale (a proposito, avete mai sentito di qualche famiglia arcobaleno finita nei fatti di cronaca per infanticidio o omicidio del consorte?), alla fantomatica teoria gender che devia le menti dei bambini (ma ops, peccato non esista!!) e se ne frega del malessere sempre più diffuso, della voglia di uguaglianza e di dignità riconosciuta.

Potrei andare avanti per ore, ma mi accontento di aver fatto un po’ di luce su questo mondo ancora bistrattato, ignorato, sconosciuto.

Ah, io l’ho scoperto di recente. Non sono ovviamente nata con tutte queste conoscenze del mondo transgender e lgbt. Basta non avere preconcetti, né pregiudizi, e la voglia di capire qualcosa per noi nuovo.

E vi posso assicurare che le persone transgender che ho conosciuto sono le più coraggiose che abbia mai incontrato in tutta la mia vita. Perché in questo mondo e in questo Paese soprattutto, ci vuole un grande coraggio per voler essere chi sei.

Che la terra ti sia lieve Cloe. Possa la tua anima riposare nell’amore che merita,e il tuo spirito trovare la pace.

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