Il diritto di dissentire

Stamattina leggevo su Domani un editoriale del politologo Salvatore Vassallo. Sono rimasta sinceramente perplessa dal paragone che fa tra chi vede di cattivo occhio l’invio di armi agli ucraini e i complottisti no-vax del covid.

A quanto pare, sostenere che la NATO sia una concausa di questa guerra equivale a dire che il covid è stato liberato con il preciso scopo di instaurare il NWO, che i vaccini hanno i microchip ecc ecc.

Io non riesco a trovare un nesso logico, in questo ragionamento.

Ho paura che, similmente a quanto fanno i salottari da tv, che fino a ieri si riempivano la bocca di vuote e deleterie parole virali e oggi hanno lasciato il posto ancora caldo a sedicenti esperti di geopolitica (leggi Orsini), il pensiero che vuole essere fatto passare per dominante e politicamente corretto è ugualmente pericoloso.

Si può essere contro l’invio di armi e contemporaneamente contro l’aggressione. Si può ricordare che, se pure la NATO non c’entri, la situazione ucraina non era esattamente paradisiaca fino a un mese fa. Si può faticosamente farsi un’opinione in merito, cercando nei libri e nelle poche voci autorevoli della stampa. Si può ribadire il proprio diritto a esprimere il giusto disappunto di fronte a una politica cieca, che fino a ieri preferiva non vedere il volto di colui col quale faceva affari a cui oggi non può permettersi di sottrarsi.

Quindi, questo editoriale di oggi, come un altro di ieri a diversa firma e su altra testata, mi fanno sempre più propendere verso un’avversione alla retorica giustificatrice a reti unificate.

foto repertorio ANSA

11 pensieri riguardo “Il diritto di dissentire”

    1. Ma certo, però davvero mi sfugge il nesso. Un pezzo dell’articolo dice: “Anche i meccanismi che alimentano queste teorie sono simili. Ma sulla guerra hanno una possibilità più ampia di farsi strada nell’opinione pubblica, perché mentre malattie come il Covid e il cancro prima o poi hanno lambito da vicino tutti, sullo svolgimento della guerra in Ucraina e sui possibili negoziati con Putin si possono evocare più facilmente interpretazioni immaginifiche. ” e ancora: “Non c’è bisogno di scomodare una contro-teoria del complotto. Quelle tesi rispondono alla necessità diffusa tra le persone di trovare spiegazioni semplici a fatti complessi e spaventosi, che siano congruenti con le rispettive inclinazioni morali, con i propri pregiudizi politici o con paure profonde. ” Posso essere perplessa?

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  1. Non ho capito molto, ma forse perché evito i salottini e, più in generale, la tv.
    Ammiro comunque la tua preoccupazione sulle fonti dalle quali si traggono notizie, commenti, opinioni.
    Anche su questa piattaforma. Mai che vengano citate, o se succede, si parla di ragazzini “geopolitici”.

    Piace a 1 persona

    1. Io ho riacceso la TV per la guerra, l’avevo spenta nel 2020, dopo le bare di Bergamo mostrate 7 giorni su 7. Quello che ho subito notato è stata la diversa impostazione dei tg: quello di Rai news è seria ma pacata, Sky tg 24 è abbastanza allarmista, soprattutto nei titoli, LA7 una via di mezzo. Quelli Mediaset semplicemente, per me, non esistono.

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