I have a dream…

rispetto al 1990, negli Stati Uniti l’1% più ricco della popolazione è diventato più ricco di 21mila miliardi di dollari, mentre il 50% più povero si è impoverito di 900 miliardi e il resto della popolazione è rimasto fermo allo stesso reddito. Le disuguaglianze si sono affermate soprattutto in certe professioni. Per esempio, se trent’anni fa negli Stati Uniti il rapporto tra il salario di un operaio e quello di un amministratore delegato era circa di 1 a 20, oggi il rapporto è di 1 a 231. Un livello di disuguaglianza ingiustificato, soprattutto quando la fatica e il duro lavoro di tante persone non vengono ripagati da un miglioramento della propria condizione socio-economica, mentre le grandi aziende possono utilizzare scappatoie legali e fiscali per non restituire alla società nulla di quanto guadagnato, come Apple, che nel 2014 pagò appena lo 0,005 % dei propri profitti in tasse.

Essendo cresciuta in una famiglia di classe operaia, dov’ era mio padre, metalmeccanico, a portare a casa lo stipendio, ho sempre avuto ben stampata nel cervello la differenza tra operaio e padrone. Suona brutto, lo so, ma tant’è.

Il capitalismo non sapevamo nemmeno cos’era. La vita era quella, divisa in caste come per gli Indù. E se qualcuno riusciva ad affrancarsi e a passare dall’altra parte, veniva guardato giustamente con sospetto, perché il nuovo padrone si dimostrava ben dimentico delle sue origini e pensava solo a fare più soldi. Sulla pelle degli altri.

Leggere che i giovani rifiutano questo modello di vita mi dona un po’ di speranza.

Senza fare l’elogio del socialismo, che ai nostri giorni è un’oligarchia e di sociale non ha niente; né del comunismo ( splendida utopia secondo me realizzabile soltanto a piccoli insiemi di n persone, dove n+1 già sfascia il tutto), sapere che i ragazzi vogliono e stanno lottando per un sistema migliore rinvigorisce anche gli animi più vecchi, che quel sogno l’hanno sempre tenuto chiuso nel cassetto.

Le disuguaglianze sono aumentate drasticamente e vergognosamente. Tutto ciò non può più essere ignorato. Spero davvero che questo vento soffi forte e svegli anche i giovani italiani e dia loro la forza di combattere per costruire un futuro migliore, obbligando i politici a rinunciare ai loro immeritati privilegi o magari creando VERAMENTE qualcosa di nuovo ( e no i 5 stelle, metastasi del nostro cancro politico).

https://thevision.com/attualita/giovani-post-capitalismo/

https://thevision.com/attualita/capitalismo-dopamina/

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