Se il giornalismo di qualità diventa un privilegio delle élite. (da L’internettuale)

Ci siamo passati e ancora ci stiamo passando con la pandemia, temo che ripeteremo gli stessi errori con la guerra. Diffusione virale di contenuti e news non verificate, solo per rispondere all’istinto di mettere in piazza anche la propria opinione, come se ce ne fosse bisogno poi! Chi condivide senza pensare, in preda all’emotività del momento, alimenta chi con la cattiva informazione ci lucra. E non solo. Ci sono governi che usano le fake news come arma, di propaganda, polarizzazione e discordia.

Purtroppo si tende a dare per scontanto che l’informazione online sia presumibilmente vera, come quella televisiva. Sarà che il web ci ha abituati ad avere con un click la risposta a tantissime nostre domande, sarà che siamo sempre più pigri o ci siamo dimenticati del piacere di sfogliare un quotidiano, fatto sta che i pochi che cercano di ottenere delle news affidabili e gratuite devono faticare un bel po’. Chi è fortunato e capisce l’inglese, ha a disposizione il Guardian, ottima testata dove si trova veramente di tutto, dalle news globali, agli approfondimenti su argomenti d’interesse sociale, alle rubriche. In Italia la maggior parte dei quotidiani (e non solo online) punta sul sensazionalismo e districarsi tra le varie opzioni è veramente problematico. Personalmente, sul web consulto Il post, mi sembra che il suo taglio sia abbastanza obiettivo e, soprattutto, non ha l’ossessione acchiappa click . Ottima informazione diretta soprattutto ai giovani ma piacevolmente fruibile da tutti è invece quella di Will_media. È presente su tutti i principali social e offre notizie verificate, oltre a contribuire ed educare alla corretta divulgazione.

Tutta l’informazione, anche quella non di settore, sta venendo gradualmente recintata dietro a un paywall, scavalcabile solo da chi ha i mezzi per pagare.[…]Il rischio è che la quasi totalità della popolazione finisca per avere accesso solo a notizie brevi, oppure a gossip e articoli sensazionalistici prodotti da testate editoriali che si fanno pochi scrupoli pur di macinare milioni di click (e che spesso ricadono nella destra dello spettro politico).

prima che internet ci illudesse con il pericoloso miraggio della gratuità, la situazione era simile a quella che oggi ci fa preoccupare: l’accesso all’informazione era riservato alle persone disposte ad acquistare i quotidiani e i settimanali cartacei, pagando cifre anche superiori a quelle richieste oggi. Il punto però è proprio questo: per oltre vent’anni abbiamo pensato che fosse possibile diffondere a tutti, senza costi, l’informazione. Ma i calcoli erano completamente sbagliati. Oggi, al contrario, il giornalismo di qualità è riservato a una piccola nicchia globale di professionisti e addetti ai lavori disposta a pagare caro. In una società economicamente e politicamente sempre più diseguale, si sta polarizzando anche l’accesso all’informazione. Dando vita a un perfetto circolo vizioso.

Follia

Non riesco a trovare le parole giuste per esprimere ciò che sento. In me c’è rabbia, frustrazione, preoccupazione, dolore, paura. Mi chiedo perché, agli occhi delle persone comuni, sia così lampante quanto la guerra sia folle e inutile.

Guerra. Voluta da pochi, combattuta da molti, persa da tutti.

Fosse stata la mia materia, avrei potuto cercare di capire e poi spiegare le dinamiche in gioco; ma sono soltanto una donna come tante, come lei nella foto, soltanto che, uscendo di casa, non mi cadono le bombe addosso.

Un lampo è la vita dell’uomo

Un lampo è la vita dell’uomo, la sua essenza è un fluire continuo, indistinta la sua percezione, marcescibile è tutto il suo corpo, l’anima è come un turbinoso fantasma, indecifrabile il suo destino, ingiudicabile la fama.

In poche parole, ogni moto del corpo è come la corrente di un fiume, ogni impulso dell’anima sogno e illusione; la vita è guerra e soggiorno in terra straniera, la fama, dopo la morte, un sempiterno oblìo.

Qual è dunque la nostra difesa? Unica e sola, la filosofia. La cui essenza consiste nel conservare integro e puro il demone divino che abita dentro di noi, incurante dei piaceri e dei dolori, che agisce sempre a ragion veduta, indipendentemente da quel che gli altri fanno o non fanno e mai subdolamente e ipocritamente, sempre disposto ad accettare qualsiasi evento riservatogli dalla sorte come proveniente dal luogo da cui egli stesso è venuto; e soprattutto sereno di fronte alla morte che considera nient’altro che il dissolversi degli elementi di cui ogni essere vivente è composto.

E se per tali elementi, presi singolarmente, non c’è nulla di terribile nel loro continuo trasformarsi e risolversi l’uno nell’altro, perché si dovrebbe temere la trasformazione e il dissolvimento di essi nel loro complesso?

Ciò, infatti, è conforme a natura, e dunque non può essere un male.

Marco Aurelio

 

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5000 visoni da salvare

Dopo la chiusura degli allevamenti, o meglio, fabbriche di pelliccia, i visoni sono rimasti in stallo e se non si troverà una soluzione verranno tutti uccisi.

Silvia Sartori, che ho avuto la gioia di presentarvi l’anno scorso, ha organizzato una raccolta fondi per trasformare quel luogo di morte in un posto sicuro, dove i visoni possano stare in attesa di un’adozione consapevole.

Si può sostenerla su Patreon, o donando tramite PayPal dedicato ai visoni. Trovate tutto qui.

Anche soltanto condividere il suo progetto l’aiuterà ad avere più voce e più solidarietà.

Grazie infinite a chi lo farà ❤️