Nel M5S è in corso un grosso litigio fra Conte e Di Maio – Il Post

https://www.ilpost.it/2022/01/31/m5s-conte-di-maio/

Quando nacque il “movimento” nessuno aveva idea della disgrazia che sarebbe diventato. Con la classe politica che da sempre ci contraddistingue,c’era un enorme bisogno di fare largo a qualcosa di nuovo, ma non ci si improvvisa politici miei cari. Le cariatidi che ristagnano nei vari partiti lo dimostrano, gente che nonostante i voltafaccia restano invischiati in quel mondo vita natural durante, pronta a essere riesumata alla prima occasione buona,sotto un simbolo o un altro, non fa differenza. I grillini , però,non erano affatto il nuovo che avanza, ma una manica di soggetti agglomerati a caso senza nemmeno la più vaga idea di come si faccia politica. I loro slogan vuoti come i loro cervelli hanno sempre parlato soltanto a chi ha la testa altrettanto vuota. Che facciano un favore a questo Paese e al mondo, tornino al nulla dal quale sono emersi.

Le persone credono ai complotti per non accettare la realtà, ci disse Eco – THE VISION

https://thevision.com/cultura/umberto-eco-attualita/

Eh già, perché accettare la realtà spesso è scomodo. È di gran lunga preferibile convincersi di teorie, anche molto alternative. E se si rivelano piene di contraddizioni e di assurdità, prive di ogni fondamento non soltanto scientifico ma anche logico, chissenefrega. Noncielodikono. Ecco😆.

“L’amica geniale – Storia di chi fugge e di chi resta”: su Rai1 la terza stagione

In onda in prima visione su Rai1 da domenica 6 febbraio alle 21.25 la serie “L’Amica geniale – Storia di chi fugge e di chi resta”, tratta dal terzo libro della quadrilogia di Elena Ferrante. Con Margherita Mazzucco nei panni di Elena Grieco e Gaia Girace in quelli di Lila Cerullo… – I particolari Leggi…

“L’amica geniale – Storia di chi fugge e di chi resta”: su Rai1 la terza stagione

Molto ben fatto, per lo meno abbastanza rispettoso dei libri. Sono curiosa di continuare la visione.

Diventa un lago. Storia zen

“Un vecchio maestro si stancò delle lamentele del suo apprendista… Una mattina, lo mandò a prendere un po ‘di sale.

Quando l’apprendista tornò, il maestro gli disse di mescolare una manciata di sale in un bicchiere d’acqua e poi berla. “Che sapore ha?” Chiese il maestro. “Amaro”, disse l’apprendista.

Il maestro ridacchiò e poi chiese al giovane di prendere la stessa manciata di sale e metterlo nel lago…. I due camminarono in silenzio verso il vicino lago e una volta che l’apprendista fece roteare la sua manciata di sale nell’acqua, il vecchio disse: “Ora bevi dal lago”.

Mentre l’acqua gocciolava sul mento del giovane, il maestro chiese, ” Che sapore ha? “” Fresco, “osservò l’apprendista. …”Assapori il sale?” Chiese il maestro. “No”, disse il giovane…

A questo punto il maestro si sedette accanto a questo giovane serio e spiegò sottovoce: “Il dolore della vita è puro sale; Ne più ne meno…. La quantità di dolore nella vita rimane esattamente la stessa… Tuttavia, la quantità di amaro che assaggiamo dipende dal contenitore in cui mettiamo il dolore… Quindi, quando si è nel dolore, l’unica cosa che si può fare è allargare il senso delle cose…. Smetti di essere un bicchiere. Diventa un lago. “

Il virus dell’infodemia

Condivido una riflessione ascoltata in radio, stamattina. In Italia sono ormai due anni che in TV non si parla che di covid. Siamo il Paese con il più alto numero di talk-show, tutti i giorni e a tutte le ore. Mentre all’estero il virus fa notizia quando deve, qui siamo caduti in un’eterna narrazione trita e ritrita e molto spesso addirittura contraddittoria. Aprendo i microfoni a chiunque si senta in dovere di dare un’opinione quando il pubblico tende a dimenticare ( ma praticamente a non sapere) che appunto di una personale opinione si tratta, si è contribuito a creare confusione, a disinformare, a indebolire e disperdere la capacità di ragionamento. Dopo due anni di pandemia, c’è gente che ancora nega ci sia un virus, c’è chi ancora non sa indossare una mascherina, c’è chi grida come un deficiente per chissà quale libertà calpestata facendo osceni paragoni con il nazismo. Io credo che i media abbiano una gravissima colpa per il degenerare di questa situazione. La loro narrazione tossica, spesso superficiale, ha generato veri mostri che hanno poi trovato una cassa di risonanza nei social. Ormai non c’è più alcuna speranza di dibattito, non c’è dialettica ma soltanto un urlarsi contro ognuno le proprie convinzioni, frutto dell’ abominio mediatico. Nel caos che ne consegue, è difficile ascoltare la voce della ragione e della scienza, che richiede una capacità di elaborazione e riflessione a cui la maggior parte delle persone non è più abituata ( molte ne sono proprio sprovviste!). Molto più semplice seguire di pancia l’onda dello sdegno e della ribellione. Peccato che le conseguenze però le paghi la comunità intera.

La teoria della montagna di cacca

Ieri sono venuta a conoscenza di questa stramba ma a quanto pare veritiera teoria, applicabile in questo tempo a complotti e compagnia bella: il tempo speso a dimostrare la verità sarà sempre maggiore a quello speso per diffondere cavolate. Si fa una fatica enorme a cercare di far ragionare certa gente, trincerata dietro abominevoli “certezze”. A volte ci si butta nella discussione perché lacrimano gli occhi e duole il cervello a leggere certe assurdità recitate come dogmi incrollabili e infallibili. Ma si perde solamente tempo. È uno spreco di energia, credetemi. Questa gente non vuole essere convinta, non vuole cambiare idea, non è indecisa né ragionevole. Questa gente parla solo coi suoi simili, coi quali solidifica ancora di più la montagna di idiozie che ha adottato a sacrosanta verità. Perché si sa che “non ce lo dicono”, “è tutto un complotto”, “Bill Gates vuole microchipparci tutti”, “c’è un piano dell’OMS per ridurre la popolazione mondiale”, ” è in corso una lotta tra la Luce e le Tenebre”, “se non vibriamo alto i fratelli alieni non potranno farci salire sulle navi per ascendere”. Ebbene, vi giuro che TUTTO QUESTO è soltanto una piccola parte di quello che ho purtroppo dovuto sentire in questi mesi. Ma ora basta, veramente. Non ho più la pazienza né la voglia di ascoltare stronzate colossali. E quando all’ ennesimo “chissà cosa ci mettono dentro” ho risposto: “vada sul sito AIFA, c’è una scheda dettagliata per ogni vaccino. È scritto nero su bianco.”, poi in mente mi è balenato un lampo e ho capito che è perfettamente inutile, che non sono Candy Candy e che chi davvero vuole, trova il modo di salvarsi da solo.

Un anno della Tana

Con la pandemia c’è stato un crollo delle certezze interiori che ha provocato un enorme sbilanciamento. Si ha la netta sensazione di dover faticare per rimanere in un precario equilibrio. E questo è il caso “buono” di chi ancora ce l’ha,un equilibrio da conservare. Molti sono crollati e basta. Altri si sono rimboccati le maniche e hanno cercato di imparare a ricominciare a conoscersi, forse per la prima volta. Sarebbe da ringraziare, per questo. Perché è molto meglio vivere in una amara verità piuttosto che illudersi in una bolla che di vero non racchiude niente.

In questo anno di blog mi sento come un serpente che ha cambiato pelle. Stento a riconoscere quella che ero e sorrido perché ho finalmente compreso un concetto tanto caro ai buddhisti: il non-sé. Quando si arriva a capire che non esiste alcun che resta immutabile nel tempo ( figuriamoci in altre ipotetiche vite!) e si accetta la totale impermanenza di tutti i fenomeni, credo si sia veramente a una svolta nella propria esistenza.

La mente mi affascina sempre di più. La sua capacità di costruire mondi e realtà, l’ enorme fatica che si fa per imparare a disciplinarla, è semplicemente spettacolare. In questo 2022 ho in previsione diverse letture scientifiche che spero disperdano le rimanenti nubi sul mio cammino. Per il momento ho appena terminato,come primo libro dell’anno, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks, neurologo che ha descritto con umanità e delicatezza molti dei casi che si è trovato a dover fronteggiare. Come lettura in corso ho rispolverato un vecchio libro che fa parte della mia biblioteca da sempre: Il cervello emotivo, di Joseph Le Doux. Anche questo si lascia apprezzare per il linguaggio comprensibile e accattivante. Prossima lettura, invece, qualcosa di più specifico e che mi interessa personalmente: Guarire la frammentazione del sé, di Janina Fisher.

Che dire, di carne al fuoco ce n’è tanta. Speriamo di mantenere alta l’attenzione e la concentrazione, soprattutto. Al limite, quando i neuroni fumano, c’è sempre la Rechèrche per far sbollire il tutto!