La teoria della montagna di cacca

Ieri sono venuta a conoscenza di questa stramba ma a quanto pare veritiera teoria, applicabile in questo tempo a complotti e compagnia bella: il tempo speso a dimostrare la verità sarà sempre maggiore a quello speso per diffondere cavolate. Si fa una fatica enorme a cercare di far ragionare certa gente, trincerata dietro abominevoli “certezze”. A volte ci si butta nella discussione perché lacrimano gli occhi e duole il cervello a leggere certe assurdità recitate come dogmi incrollabili e infallibili. Ma si perde solamente tempo. È uno spreco di energia, credetemi. Questa gente non vuole essere convinta, non vuole cambiare idea, non è indecisa né ragionevole. Questa gente parla solo coi suoi simili, coi quali solidifica ancora di più la montagna di idiozie che ha adottato a sacrosanta verità. Perché si sa che “non ce lo dicono”, “è tutto un complotto”, “Bill Gates vuole microchipparci tutti”, “c’è un piano dell’OMS per ridurre la popolazione mondiale”, ” è in corso una lotta tra la Luce e le Tenebre”, “se non vibriamo alto i fratelli alieni non potranno farci salire sulle navi per ascendere”. Ebbene, vi giuro che TUTTO QUESTO è soltanto una piccola parte di quello che ho purtroppo dovuto sentire in questi mesi. Ma ora basta, veramente. Non ho più la pazienza né la voglia di ascoltare stronzate colossali. E quando all’ ennesimo “chissà cosa ci mettono dentro” ho risposto: “vada sul sito AIFA, c’è una scheda dettagliata per ogni vaccino. È scritto nero su bianco.”, poi in mente mi è balenato un lampo e ho capito che è perfettamente inutile, che non sono Candy Candy e che chi davvero vuole, trova il modo di salvarsi da solo.

Un anno della Tana

Con la pandemia c’è stato un crollo delle certezze interiori che ha provocato un enorme sbilanciamento. Si ha la netta sensazione di dover faticare per rimanere in un precario equilibrio. E questo è il caso “buono” di chi ancora ce l’ha,un equilibrio da conservare. Molti sono crollati e basta. Altri si sono rimboccati le maniche e hanno cercato di imparare a ricominciare a conoscersi, forse per la prima volta. Sarebbe da ringraziare, per questo. Perché è molto meglio vivere in una amara verità piuttosto che illudersi in una bolla che di vero non racchiude niente.

In questo anno di blog mi sento come un serpente che ha cambiato pelle. Stento a riconoscere quella che ero e sorrido perché ho finalmente compreso un concetto tanto caro ai buddhisti: il non-sé. Quando si arriva a capire che non esiste alcun che resta immutabile nel tempo ( figuriamoci in altre ipotetiche vite!) e si accetta la totale impermanenza di tutti i fenomeni, credo si sia veramente a una svolta nella propria esistenza.

La mente mi affascina sempre di più. La sua capacità di costruire mondi e realtà, l’ enorme fatica che si fa per imparare a disciplinarla, è semplicemente spettacolare. In questo 2022 ho in previsione diverse letture scientifiche che spero disperdano le rimanenti nubi sul mio cammino. Per il momento ho appena terminato,come primo libro dell’anno, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks, neurologo che ha descritto con umanità e delicatezza molti dei casi che si è trovato a dover fronteggiare. Come lettura in corso ho rispolverato un vecchio libro che fa parte della mia biblioteca da sempre: Il cervello emotivo, di Joseph Le Doux. Anche questo si lascia apprezzare per il linguaggio comprensibile e accattivante. Prossima lettura, invece, qualcosa di più specifico e che mi interessa personalmente: Guarire la frammentazione del sé, di Janina Fisher.

Che dire, di carne al fuoco ce n’è tanta. Speriamo di mantenere alta l’attenzione e la concentrazione, soprattutto. Al limite, quando i neuroni fumano, c’è sempre la Rechèrche per far sbollire il tutto!