Si fa presto a dire “libro”

Ho scoperto di pensarla esattamente come Mughini e la cosa mi ha sconvolto un po’. Non bastano una copertina, un titolo e delle parole a definire “libro” qualsiasi cosa venga data alle stampe. Sfortunatamente, ormai da troppo tempo stiamo assistendo ad un’invasione sul mercato di qualcosa che non si può chiamare letteratura nemmeno nella fantascienza più hard. Roba da rimpiangere Moccia e Fabio Volo,ragazzi. Ricordo ancora il mio breve soggiorno nel bookstagram dove orde di ragazzine giocano a fare le influencer coltissime leggendo autopubblicazioni da far lacrimare gli occhi per anni. Io comunque lo dicevo da molto prima di Mughini che certa roba non è degna di essere chiamata libro, ma si sa, ormai esternare le proprie opinioni non necessariamente inclusive e tolleranti è un estremo atto di coraggio. In un Paese dove 7 su 10 sono incapaci di comprendere il senso di un editoriale, stampiamo 75000 “libri” per permettere all’ analfabeta funzionale di turno di dire :”Io leggo!”. Non ci siamo gente, non ci siamo.

https://www.huffingtonpost.it/entry/travolti-dai-libri-senza-rispetto-per-un-mestiere-difficilissimo_it_61a34cfde4b025be1aea811d

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