In che Paese viviamo?

Ormai aprire un qualsiasi giornale è diventato un atto di coraggio, però a volte qualcuno ha ancora la forza di dar voce con parole sensate e ineccepibili all’enorme disagio che ci sta inghiottendo tutti. Chi mi conosce sa quanto io sia delusa dalla politica italiana, praticamente da sempre. Classe 1975, cresciuta con un padre sindacalista, operaio metalmeccanico, che scioperava per ottenere diritti che sono andati perduti, quasi interamente. Mio padre aveva le sue idee, il suo ideale, credeva nel partito con una fede quasi pari se non superiore a quanti si inginocchiano la domenica nelle chiese. Eppure è stato sempre aperto al confronto, al dialogo e, soprattutto, non ha mai imposto nulla ai suoi figli. Liberi di credere a chi o cosa volevamo. Per quanto mi riguarda, ho avuto ben poche infatuazioni politiche. La mia generazione, che si sta avvicinando alla mezza età anche se fa finta di essere ancora giovane, non si ritrova a essere rappresentata da un simbolo. Non è così facile. Anche se abbiamo sotto gli occhi da anni e anni tutto lo schifo di cui i nostri politici di ogni colore si sono macchiati, loro a tutt’oggi credono di riuscire a illuderci e si fanno forti di quei quattro gatti che ancora come si prendono il disturbo di andare a votare. Ma chi ha un briciolo di intelligenza e di memoria, vede benissimo l’ennesimo scandaloso teatrino che viene inscenato ad ogni nuova legislatura. L’Italia ha la memoria corta e il popolo italiano idem, ma le nuove generazioni, tutte quelle che hanno seguito la mia, sono e saranno i futuri non-elettori coi quali prima o poi si dovrà fare i conti.

Condivido questo articolo senza entrare in merito all’argomento che per essere trattato degnamente sarebbe da sviscerarlo in pagine e pagine. Condivido perché sono d’accordo quanto c’è scritto, in toto.

https://www.huffingtonpost.it/entry/dddl-zan-un-tifo-da-stadio-disgustoso_it_617a2798e4b065735744843c?utm_hp_ref=it-homepage

Chi ha esultato sul Ddl Zan s’è tagliato la testa da solo ( N.Vendola)
https://www.huffingtonpost.it/entry/chi-ha-esultato-sul-ddl-zan-se-tagliato-la-testa-da-solo_it_617a7cc5e4b093143214be4b

Informazione tossica, colonialismo digitale e profitti mostruosi

Condivido dall’ Internazionale :

 il sistema globale dell’informazione non è mai stato così turbolento, pervasivo e soverchiante, opaco e tossico. Mai così capace di influenzare in modo istantaneo gli orientamenti individuali e collettivi. 

https://www.internazionale.it/opinione/annamaria-testa/2021/10/19/informazione-notizie-false

Artur Debat, Getty Images

La saggezza di un albero

Condivido questo bellissimo articolo sulla saggezza di un albero, dal punto di vista buddhista.

L’albero è saggio perché indirizza le sue radici nel terreno e evitando ostacoli o zone di terreno che possono essere nocive alla sua salute, ad esempio rocce oppure agglomerati di funghi parassiti. Gli alberi sanno come riuscire a non compiere azioni dannose per se stessi. Questo è saggio discernimento.
L’albero è ospitale perché permette ai muschi e licheni di stabilirsi sul suo tronco. Essi hanno bisogno solo di aria e di un pò di umidità per sopravvivere e non sono nocivi per l’albero stesso. Questa è la virtù della generosità.
L’albero è caparbio perché anche se colpito da un fulmine rimane vivo e cerca in tutti i modi di produrre nuovi rami e fogliame per continuare a vivere. Non si lascia abbattere dalle difficoltà della vita. Questo è lo sforzo entusiastico.
Il ceppo di un albero tagliato ci mostra i suoi anelli che ci raccontano la storia del tempo atmosferico e il susseguirsi delle stagioni del posto in cui ha vissuto attraverso lo studio delle loro caratteristiche (larghezza, colore, numero). Gli alberi centenari ci insegnano tante cose… e questa è la virtù della saggezza
L’albero è utile perché la sua presenza e quella delle sue radici stabilizzano e rinsaldano il terreno assorbendone l’acqua e rinforzando strutturalmente la terra stessa. Questo è altruismo
I rami più bassi di un abete o un pino spesso sono secchi: queste piante sono caratterizzate dall’avere una folta chioma e un tronco lunghissimo. L’albero è in grado di capire che i rami più bassi e le loro foglie ad un certo punto non sono più utili perché ricevendo poca luce non riescono più a compiere la fotosintesi e cessano di dare il loro contributo energetico all’intera pianta, anzi la sottraggono inutilmente. Allora l’albero li fa seccare e poi cadere. Questa è la pratica del lasciare andare

Cancel colture? No. Disinformazione.

È disgustosa la superficialità con la quale la stampa diffonde notizie senza verificare fonti e spesso nemmeno la veridicità dei fatti, con enormi e gravi conseguenze. Questo è solo un piccolo esempio dell’ennesimo articolo gettato in pasto al pubblico, vittima di questi media che hanno perduto tutto il loro valore informativo.