Soluzioni per vestirsi senza inquinare (e non sfruttare ambiente e lavoratori)

E aggiungerei: vestirsi per necessità, non per moda!

https://www.huffingtonpost.it/entry/soluzioni-per-vestirsi-senza-inquinare-e-non-sfruttare-ambiente-e-lavoratori_it_6154457fe4b075408bd105e2

In tempo di crisi…

Quello che vedo ultimamente è un’ affannosa ricerca di presunti colpevoli a cui imputare le varie “sciagure” che ci affliggono.
Pochi quelli che invece si ingegnano e si sforzano di trovare una soluzione a loro consona, che gli permetta in primis di fare pace con se stessi e poi col resto del mondo.

Si è persa del tutto la capacità dialettica che permette di vagliare punti di vista diversi dal proprio. Ognuno ormai è irrimediabilmente succube di opinioni che difficilmente è disposto a cambiare e che non perde occasione per urlare in faccia all’ altro, di persona o virtualmente. Tutta questa arroganza è figlia di un’ ignoranza profonda, di un’ incapacità di mettersi in discussione e men che mai di scoprirsi diverso da ciò che si riteneva di essere!

Questa umanità siffatta, non andrà molto lontano. Ma nel frattempo temo che non smetterà di far danni, anzi, secondo me il peggio deve ancora venire. Si è messo in moto un meccanismo difficile da fermare. Non a caso un detto recita : non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Il diritto di deprimersi in un mondo insensato

La depressione diventa un diritto, quando uno si guarda attorno e non vede niente o nessuno che lo ispiri, quando il mondo sembra scivolare via in una gora di ottusità e di grettezza materialista. Non ci sono più ideali, non ci sono più fedi, non ci sono più sogni. Non c’è più niente in cui credere; non un maestro cui rifarsi.

Tiziano Terzani, Un indovino mi disse