Fiducia

Non so se vi è mai capitato di dover rimettere in discussione tutto ciò che pensavate di essere. È un processo che una volta avviato va avanti di moto proprio, inarrestabile. E tu puoi solo stare al passo o soccombere, impazzire. Vi assicuro che non è bello. Rendersi conto di essersi sempre basati su certezze in realtà effimere, anzi, aver compreso che non esiste alcuna certezza. La precarietà regna sovrana, in questa nostra esistenza terrena. Come si fa a sopravvivere una volta realizzato questo? Con quella fede che mi manca. Ecco ciò che serve. Per sopravvivere in questo mondo incerto bisogna affidarsi a qualcosa, al destino, ad esempio. Perché fidarsi è un’arma, uno scudo. Qualcosa che ti aiuta ad aggrapparti sull’orlo del precipizio. Oggi ho avuto un lampo di coscienza, così chiamo quegli attimi in cui ti giunge una risposta inaspettata che cercavi: non si può aver fiducia in qualcosa/qualcuno se si reputa se stessi indegni di fiducia. E la fiducia in sé non è gratis, chi non ce l’ha, per i motivi più svariati, deve sudare un bel po’ per conquistarsela. Speriamo di farcela.

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La gratitudine animale

Un pinguino ogni anno nuota 8000 km per raggiungere l’uomo che l’ha salvato. Come non condividere una notizia simile? Chi reputa gli animali esseri inferiori e per questo si sente in diritto di massacrarli, torturarli e non usar loro nessun rispetto, dovrebbe essere trattato alla stessa maniera.

Il peso dei segreti

Acquistato istintivamente, a conferma di come in verità siano i libri a scegliere noi e non viceversa.
Romanzo corale di un’autrice giapponese che ancora non conoscevo. In queste pagine si raccontano vite intrecciate tra loro, segreti inconfessati e inconfessabili.


La scrittura di Aki Shimazaki è paragonabile a pennellate lievi su tela dai colori tenui, accentuati all’occorrenza. Ho ammirato molto la capacità di narrare una storia così impattante con sobria e ineguagliabile eleganza.
Altri avrebbero usato toni più forti, drammatici, a sottolineare i passaggi più gravi, lei invece ha detto tutto il necessario senza addossare al lettore il dolore della narrazione, e per questo la ringrazio.


I segreti che custodiamo a volte riusciamo a portarli con noi fino alla morte, altre ce ne liberiamo prossimi alla fine, incuranti della bomba che sganciamo. Certo è che essi hanno un peso e che anche accantonati e pressoché dimenticati, dentro di noi continuano a vivere di vita propria. Possono avvelenarci lentamente, o corrodere lentamente la nostra fibra. L’ideale sarebbe non averne ma quando la vita stessa ne esige la custodia, possiamo solo attrezzarci al meglio e imparare a conviverci.

Il sentiero rosso.

Il lungo tortuoso Sentiero inizia nelle stelle, rovesciato sulle cime delle montagne, è trasportato nella neve, ai corsi d’acqua, ai fiumi, al mare.
Esso copre Canada, Alaska, America, Messico fino al Guatemala e si attorciglia intorno alle popolazioni indigene.
Il Sentiero Rosso è un cerchio di persone in piedi mano nella mano, le persone di questo mondo, le persone tra i popoli nel Mondo dello Spirito. Il popolo delle stelle, il popolo animale, il popolo delle pietre, il popolo dei fiumi, il popolo degli alberi. Il cerchio sacro.
Percorrere il Sentiero Rosso è conoscere il sacrificio, la sofferenza.
E’ comprendere con umiltà.
E’ la capacità di stare nudi davanti a Dio per tutto, anche per le vostre malefatte, per la vostra mancanza di forza, per i vostri modi privi di compassione, per la vostra arroganza; perché per percorrere il Sentiero Rosso, sai che si può fare sempre di meglio. E si sa, quando si fanno cose buone, è attraverso il Creatore e si è grati.
Percorrere il Sentiero Rosso è sapere che ti trovi su un terreno di parità con tutti gli esseri viventi.
E’ sapere che, il fatto che sei nato umano non ti dà superiorità su niente.
E’ sapere che ogni creatura ha uno Spirito e il fiume sa più di te, la montagna sa più di te, il popolo delle pietre sa più di te, gli alberi sanno più di te, il vento è più saggio di quanto sia tu e il popolo degli animali ha la saggezza.
Si può imparare da ognuno di loro, perché hanno qualcosa che tu non hai: essi sono privi di cattivi pensieri.
Non vogliono vendicasi di nessuno, loro cercano giustizia.
Per percorrere il Sentiero Rosso, si hanno a disposizione i diritti dati da Dio, si ha il diritto di pregare, si ha il diritto di ballare, si ha il diritto di pensare, si ha il diritto di proteggere, si ha il diritto di conoscere la Madre, si ha il diritto di sognare, si ha il diritto alla visione, si ha il diritto di insegnare, si ha il diritto di imparare, si ha il diritto di piangere, si ha il diritto alla felicità, si ha il diritto di guardare gli errori, si ha il diritto alla verità, si ha il diritto al Mondo dello Spirito.
Percorrere il Sentiero Rosso è conoscere i propri Antenati e chiamarli per chiedere assistenza.
E’ sapere che esiste una buona medicina e una cattiva medicina.
E’ sapere che il male esiste, ma è vile ed è spesso sotto mentite spoglie.
E’ sapere che ci sono spiriti maligni che sono alla costante ricerca di un modo per guadagnare forza per se stessi a spese vostre.
Percorrere il Sentiero Rosso, significa avere meno paura di sbagliare, perché sai che la vita è un viaggio, un cerchio continuo, un cerchio sacro.
Gli errori saranno fatti e gli errori possono essere corretti con l’umiltà, perché se non si riesce ad essere umili, non si saprà mai quando si sarà fatto un errore.
Se percorrerai il Sentiero Rosso, saprai che ogni dolore porta ad una migliore comprensione, ogni orrore non può essere spiegato, ma è in grado di offrire crescita.
Percorrere il Sentiero Rosso è cercare la bellezza in tutte le cose.
Percorrere il Sentiero Rosso è sapere che un giorno varcherai il Mondo degli Spiriti e non avrai paura.

Dalla pagina Facebook Onìya Wakȟáŋ (Respiro Sacro)

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Dovremmo studiare l’effetto dei social network sul comportamento collettivo

Da utente anomala dei vari social, dai quali puntualmente a un certo punto mi stacco, non posso che condividere questo interessante articolo. Un giorno magari vi racconterò la mia fuga da Instagram e il mio rapporto malsano con Facebook.

«Abbiamo costruito e adottato una tecnologia che altera il comportamento su scala globale senza avere una teoria di ciò che accadrà né una strategia coerente per limitare i danni»

https://www.ilpost.it/2021/07/11/effetti-social-network-sistemi-complessi/

Perdono

Il perdono interessante è quello antico, che richiede grande impegno, amore e concentrazione, e consiste nel separare l’azione da chi l’ha compiuta. E’ una atto da Re generoso. Tu guardi una persona che ha inciampato e non pensi ” Questo è uno che inciampa”, ma “è uno che è inciampato”. Vedi uno che ruba e non pensi “E’ un ladro”, ma è “è uno che ha rubato”. ha rubato, si, due settimane fa ti ha fregato il portafoglio, ma ti assumi la responsabilità di pensare che lui non è uno che ruba. Francesco d’Assisi aveva trovato una bellissima frase per esprimere questo tipo di perdono: parlando di un prete vizioso, disse ” Si, lo so che lui non va bene, di per sé; ma io decido che lui va bene di per me”. Ti alleni un pò con gli altri, perdonando qualcun altro in questo modo, e poi cominci con te stesso: perdonando anche te, dato che di cose da perdonarti ne hai sicuramente tante. E così ti liberi dal tuo passato.

Igor Sibaldi
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Continuerò…

Continuerò a credere,
anche se tutti perdono la speranza.
Continuerò ad amare,
anche se gli altri distillano odio.
Continuerò a costruire,
anche se gli altri distruggono.
Continuerò a parlare di pace,
anche in piena guerra.
Continuerò ad illuminare,
anche nell’oscurità.
Continuerò a seminare,
anche se altri calpestano il raccolto.
E continuerò a gridare,
anche se gli altri tacciono.
E disegnerò sorrisi sui volti in lacrime.
E apporterò sollievo, quando vedrò dolore.
E offrirò motivi di gioia laddove regna la
tristezza.
Inviterò a camminare chi ha deciso di
fermarsi,
e offrirò le mie braccia a chi si sente
sfinito.
Perché in mezzo alla desolazione,
ci sarà sempre un bambino che ci guarderà,
pieno di speranza, aspettando qualcosa da noi
e anche se siamo in mezzo ad un uragano,
il sole sorgerà sempre e in qualche luogo
e in mezzo al deserto spunterà una pianta.
Ci sarà sempre un uccello che canterà per noi,
un bambino che ci sorriderà e una farfalla
che farà dono della sua bellezza.

Pentola Nera, Capo Cheyenne