Districarsi nella giungla delle news

Un sito d’informazione molto accurato fa un’analisi lucida del giornalismo attuale, con l’overdose quotidiana di “contenuti” da dare in pasto al popolo.

Sappiamo che sarebbe sempre più necessario un approccio che negli USA si chiama media literacy, e che noi possiamo tranquillamente tradurre con educazione ai media. Le persone dovrebbero conoscere il funzionamento di un algoritmo social, delle tecniche base di comunicazione; dovrebbero sapere cosa significa “linea editoriale”, come si costruisce un pezzo giornalistico.

Il giornalismo non può sostituirsi all’istruzione, in questo approccio. Ma potrebbe cambiare approccio, trasformandosi in un servizio che mette le persone al centro; che si offre con trasparenza in tutti i suoi meccanismi produttivi, ammettendo e correggendo gli errori; che vede come stakeholder primari le cittadine e i cittadini, che hanno bisogno di essere informati per prendere decisioni sempre più consapevoli.

https://www.blogo.it/post/aggiustare-le-news-e-unimpresa-radicale

L’acqua del lago non è mai dolce

Candidato al Premio Strega 2021, il libro di Giulia Camminiti ha tutte le carte in regola per aggiudicarselo.

Con una scrittura netta e incisiva, ci viene presentata Antonia, madre di quattro figli, un marito invalido, che lotta da tutta la vita con una perseveranza invidiabile seppure nata dalla sublimazione della rabbia o della poco rassegnata accettazione della realtà. Antonia col suo esempio sembra gridare al mondo: “Questa vita fa schifo ed è ingiusta ma io farò in modo di farla funzionare meglio che posso!”.

Diversi sono i suoi ragazzi. Il primo, nato da una precedente relazione, si dimostrerà essenzialmente a lei antagonista, salvo poi recuperare il rapporto inaspettatamente sul finale. Gli ultimi nati, gemelli, sembrano rinsaldare ogni giorno la loro vicinanza con la quale arginare il carattere travolgente di questa madre ingombrante, tassativa, che tira dritto per la sua strada e non ammette deviazioni altrui.

È la secondogenita la prima attrice di questa storia, che da un’infanzia di ristrettezze e limitazioni, costretta a misurarsi ogni giorno con la difficoltà e , di contro, con l’agiatezza di quanti la circondano, trova un modo suo di reagire all’ingiustizia e sviluppa un carattere pericoloso, tendente alla psicopatia. Non si riesce ad affezionarsi a questa ragazza, anche se si può ben comprendere la rabbia che la devasta.

È un libro difficile, questo. Scritto in maniera impeccabile ma duro da morire. Non affrontate una lettura così senza mettere in conto un bel po’ di fastidio e amarezza.

Quando i social limitano la creatività

Interessante articolo sull’obbligo di sintesi nel mondo dei social, dove l’importante non è farsi leggere ma farsi condividere. Si finisce per avere informazioni frammentarie, inesatte, in nome di una visibilità effimera che lascia il tempo che trova. https://metronews.it/blog/impronte-digitali/i-social-network-limitano-la-creativit%C3%A0-ecco-perch%C3%A8.html

Ghibli Park: inizia la costruzione dell’aria dedicata a Il mio vicino Totoro | Cultura Pop

Ho scoperto tardi il genio di Miyazaki ma mi ha conquistata completamente. I suoi film sono ciò di cui si ha bisogno per ritrovare speranza e sorriso. In questo articolo, la costruzione dell’area dedicata a Il mio vicino Totoro, all’interno del Ghibli Park.

https://www.tomshw.it/culturapop/ghibli-park-inizia-la-costruzione-dellaria-dedicata-a-il-mio-vicino-totoro/

La sacerdotessa del mare

Ci sono libri che raccontano storie e altri che, raccontando, insegnano. Non credo però che l’intento di Dione Fortune fosse educativo, quando scrisse questo romanzo.

La sacerdotessa del mare è una rievocazione del Mito primordiale, dove protagonista è la Grande Madre dalla quale tutto ha inizio.

La storia che fa da cornice al rivelarsi della Dea è il racconto di una vita apparentemente monotona al limite dell’insignificante. Eppure l’uomo che ne è protagonista rivela una capacità di relazionarsi alla realtà immaginifica assolutamente fuori dal comune. Sinceramente, quasi ci si stupisce, leggendo, della profonda dicotomia tra il Wilfred conosciuto al mondo e quello che apprende (o forse sarebbe meglio dire ricorda) essere davvero.

Personalmente mi ha stupito come egli abbia accolto l’immateriale integrandolo senza scossoni nella sua vita. Credo che quella della scrittrice non sia una deliberata omissione dei passaggi ma che abbia piuttosto voluto convogliare l’attenzione sull’abbandono alla fede, l’unica via.

E’ fondamentale, come pure ci ricorda lo sciamanismo in tutte le sue forme, accettare la morte e varcarne la soglia, sia pure soltanto metaforicamente in un rituale, affinché si possa “rinascere” e conoscere il Mistero che anche in noi è racchiuso.

Questo libro è capace di riaccendere nel lettore la scintilla della ricerca di sé e quindi della Dea e del Tutto. Forse lo scopo di Dione Fortune era proprio questo.

Fanculo namastè

Da leggere, stampare, avere davanti agli occhi ogni giorno!

“Essere felici, essere buoni, essere positivi, essere ottimisti, essere di successo, essere svegli, essere spiritualmente illuminato. Consumare la dieta perfetta. Attirare un milione di follower su Instagram. Vivere la tua vita migliore! Scalare la tua carriera professionale.

Devi essere in forma e in salute. Essere il tuo io più perfetto. Manifesta il tuo scopo di vita. Muoviti! Ottimizza le funzioni del tuo corpo. Libera il tuo dolore, la tua paura, la rabbia, e la tristezza. Liberati dal dubbio. Innamorati dell’uomo o della donna dei tuoi sogni e vivi felicemente per sempre, e non ti sentirai mai più solo/a di nuovo.

Questo sogno è bellissimo, ma ci sta letteralmente uccidendo.

L’anima eterna non ha interesse a vivere sotto nessun ideale di felicità, anche se è bellissimo. La tua rabbia, terribile e sacra, bolle al di sotto di tutto il progetto di auto aiuto. Grida per essere autentica, per la verità a qualsiasi costo.

Fanculo con la bugia della “vita perfetta”. Questo ci rende solo depressi, ansiosi, drogati, e in verità nutre la nostra colpa e sentimenti di auto disprezzo e di fallimento. La lotta costante alla fine ci esaurisce, ci fa cadere in ginocchio.

E’ troppo lavoro per il nostro povero organismo essere “positivi” per tutto il tempo. L’ inconscio è furioso per la bugia. E vuole il suo cazzo di riposo.

Ma nel nostro stato esausto, anche con paura di contattare il nostro esaurimento, ci cappottiamo con bevande energetiche, le droghe, i mantra, la palestra, e più positività. O semplicemente ci perdiamo nel pensiero. O creiamo una nuova identità: quella del “depresso” o “il fallito”. O semplicemente “andiamo oltre” l’esaurimento e ci teniamo occupati con inutilità.

Siamo ancora in movimento a qualsiasi costo. Senza sosta.

La felicità, letteralmente ci rende infelici. Fanculo con questa forma di falsa felicità.

E’ di vitale importanza fare spazio anche per l’oscurità. Creare spazio nella tua vita per la pena, la rabbia, la vergogna, la paura, e la solitudine. Tirar fuori queste povere e fraintese creature dai loro nascondigli e portarle verso la luce.

E se non lo fai, ti prosciugheranno la tua vita come vampiri, fino a che non le ascolti. Abbi la volontà di esporre anche la tua infelicità. Dai una voce alla pena, alla rabbia, alla paura, alla solitudine che c’è nel profondo. Rompi alcuni tabù.

Dì la parola “errata”. Distruggi la falsa immagine. Forse perderai i seguaci. Forse perdere gli amici. Forse perdi il tuo lavoro. Sicuramente perderai la tua maschera.

Il cambiamento deve farti tremare di paura. Bene! E’ cosi’ che dovrebbe essere.

Forse perdere tutto e devi iniziare una nuova vita. Ma l’anima esulterà. È già passata per una miriade di morti e rinascite. Non gli importerebbe un cazzo proteggere se stessa dal cambiamento. Invece trova il cambiamento come eccitante, ispiratore, anche erotico.

Esiste una felicità molto più grande, che veramente abbraccia anche la nostra profonda infelicità, senza metterla in imbarazzo. Questa è la felicità che hai sempre desiderato. La felicità che fa in frantumi la maschera, distrugge le nostre difese, vede le nostre debolezze, la nostra vulnerabilità, il nostro dolore più profondo.. e lo accetta e ci ama così come siamo.

Allora bene; ecco il tuo nuovo mantra spirituale..

Fanculo (il concetto mentale di) felicità.
Fanculo “Namasté”.
Fanculo a cercare di essere buono.
Fanculo con la spiritualità.
Fanculo con la perfezione.
Fanculo a cercare di inserirsi.

Fanculo tutti gli dei, guru e guide che alimentano la schifosa bugia della felicità come una destinazione e un obiettivo.

Fanculo con la cultura narcisista, e basata sulla colpa che sopprime la nostra donna interiore preziosa e vulnerabile.

Accetta tutto e manda a fanculo tutto.
Benedici tutto e manda a fanculo tutto e ama tutto.
Apri il cuore a tutto.

Benedici questa sciocca mente umana, con le sue idee condizionate e i suoi standard impossibili, e i suoi tentativi infiniti di dirci come “dobbiamo” essere, O quali sono i pensieri e i sentimenti “corretti”.

Fanculo la bugia della felicità che manda tutti a una tomba precoce.

Proteggi il bambino interno, a colui che a volte si sente infelice, solo, triste, disconnesso. Smettila di dirgli oggi che sia felice, che sia collegato, in pace, che sia spirituale e sia pieno di tutto. A questo bambino non importa un cazzo. Vuole solo il tuo amore.

Inonda quel triste e solitario essere interiore con curiosità, comprensione. Respira su di lui.

Fanculo con tutte le forze del mondo che cercano di danneggiarlo o zittirlo. E quando questo chiede: “Mamma, papà, devo essere felice ed essere perfetto per farmi amare?” Puoi rispondergli: “Certo che no!

Ti amo esattamente come sei. Amo le tue debolezze e le tue imperfezioni, e il tuo cuore vulnerabile. Loro sono così belli per me, e va bene non sentirsi in pace. Non devi essere felice in questo momento. Siamo infelici insieme”.

Ora si, questa è la fottuta felicità.

#jefffoster