Una ricerca che è un viaggio

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Alcuni nascono con sistemi immunitari spirituali.
Prima o poi si accorgono che la visione del mondo è illusoria ed è innestata su di loro dalla nascita attraverso il condizionamento sociale.
Cominciano a percepire che qualcosa non va e iniziano a cercare risposte.
Cercano, ricercano e scoprono che esistono lati della realtà di cui gli altri non sono del tutto consapevoli.
È così che inizia il loro viaggio di risveglio.
Ogni passo del viaggio, viene compiuto seguendo il cuore invece di seguire la folla e scegliendo la conoscenza al di sopra dei veli dell’ignoranza.

Henri Bergson

Le porte dell’inferno. Le porte del paradiso.

Un giorno un samurai andò dal maestro spirituale Hakuin e chiese:
“Esiste un inferno? Esiste un paradiso? Se esistono da dove si entra?”.
Era un semplice guerriero. I guerrieri sono privi di astuzia nelle mente.
I guerrieri conoscono solo due cose: la vita e la morte.
Il samurai non era venuto per imparare una dottrina, voleva sapere dov’erano le porte, per evitare l’inferno ed entrare in paradiso.
Hakuin chiese: “Chi sei tu?”. Il guerriero rispose: “Sono un samurai”.
In Giappone essere un samurai è motivo di grande orgoglio. Significa essere un guerriero perfetto. Uno che non esiterebbe un attimo a dare la vita.”
Sono un grande guerriero, anche l’imperatore mi rispetta”.
Hakuin rise e disse: “Tu, un samurai? Sembri un mendicante!”
L’uomo si sentì ferito nell’orgoglio. Sfoderò la spada, con l’intenzione di
uccidere Hakuin.
Il maestro rise: “Questa è la porta dell’inferno – disse – con questa spada, con questa collera, con questo ego, si apre quella porta”.
Questo un guerriero lo può comprendere, così il samurai rinfoderò la spada. Comprese che il maestro aveva appena rischiato la vita per insegnargli qualcosa. Allora gli occhi si riempirono di lacrime ed egli si inchinò scusandosi.
E Hakuin disse: “Qui si apre la porta del paradiso”.

L’inferno e il paradiso sono dentro di te. Entrambe le porte sono in te.
Quando ti comporti in modo inconsapevole, si apre la porta dell’inferno;
quando sei attento e consapevole, si apre la porta del paradiso.
La mente è sia paradiso che l’inferno, perché la mente ha la capacità di
diventare sia l’uno che l’altro. Ma la gente continua a pensare che tutto esista in un luogo imprecisato all’esterno.

L’affascinante mondo dell’astrologia cinese

Il Ba Zi è un sistema completo di astrologia, una delle cinque categorie di metafisica cinese:

La ricerca di armonia e di un giusto fluire del Qi dentro e fuori di sé era centrale e veniva effettuata in ogni aspetto della vita: a questo tendevano le 5 categorie metafisiche tradizionali cinesi, chiamate Wu Shu cioè 5 arti (Shan- Montagna, Yi- Medicina, Ming- Destino, Xiang- Forme, Bu- Divinazione) che, se interiorizzate e comprese, avrebbero portato alla realizzazione e al ricongiungimento nel Tao, all’Uno, origine di ogni cosa.

Per vincere lo Strega è meglio non avere social • Rivista Studio

Questo rumore di fondo – una sovraesposizione di autori non sempre all’altezza del reale talento letterario – è diventato forse troppo assordante e fastidioso agli stessi “addetti ai lavori”

https://www.rivistastudio.com/cinquina-strega-2021/

Vivere con il cobra. Un insegnamento buddhista.

Se vuoi seguire questa pratica, ricorda di trattare tutte le varie attività della mente, quelle che ti piacciono e quelle che non ti piacciono, come tratteresti un cobra. Il cobra è un serpente estremamente velenoso, tanto velenoso che il suo morso può essere letale. Lo stesso è per i nostri stati d’animo; gli stati d’animo che ci piacciono sono velenosi, quelli che non ci piacciono sono ugualmente velenosi. Essi impediscono alla nostra mente di essere libera e ostacolano la comprensione della Verità così come è stata insegnata dal Buddha.

https://santacittarama.org/2019/08/12/vivere-con-il-cobra/

Il riflesso di sé

Ti ho ripetuto migliaia di volte che essere troppo razionali è un handicap. Gli esseri umani hanno un senso della magia molto profondo. Noi facciamo parte del misterioso. La razionalità è una vernice superficiale. Se grattiamo quella superficie, sotto troviamo uno stregone. Tuttavia alcuni di noi hanno grande difficoltà ad arrivare sotto lo strato superficiale, mentre altri lo fanno con facilità estrema. Tu e io siamo molto simili a questo riguardo. Tutti e due dobbiamo sudar sangue prima di liberarci del riflesso di sè.

Carlos Castaneda – Il potere del silenzio

Marche stregate

Durante i terribili anni oscurantisti della caccia agli eretici e alle streghe, le Marche, regione pontificia per eccellenza, appiccarono meno roghi del resto d’Italia e d’Europa, potendo contare su una popolazione alquanto bigotta e morigerata.

Le streghe tanto odiate dalla Chiesa erano prevalentemente donne che si tramandavano le conoscenze delle erbe, con le quali rimediavano a molti disturbi e mali minori. Molte, però, erano anche in possesso di qualche particolare dote che le rendeva capaci di togliere malocchio e invidia. Alcuni si rivolgevano a loro, sapienti erboriste, addirittura per la preparazione di filtri, sovente d’amore, ma per lo più la loro opera era di cura.

Queste donne quasi sempre conducevano una vita solitaria e già solo per questo erano guardate con sospetto. L’ipocrisia del volgo ne faceva perfetti capri espiatori per tutto ciò che di male capitava al villaggio; infatti era praticamente consuetudine che proprio chi a loro si rivolgeva fosse il primo a denunciarle al Santo Uffizio.

Questo libro raccoglie la storia della stregoneria marchigiana impreziosita da diverse testimonianze di anziani che ne serbano tutt’oggi la memoria. D’altronde, anche se i roghi ecclesiastici si sono spenti da secoli, essi non sono riusciti a estirpare da queste terre come dal resto del mondo, le antiche conoscenze che ancora sopravvivono e vengono trasmesse o recuperate laddove un passaggio di testimone non sia possibile.

Orami le streghe non incutono più timore quasi a nessuno eppure persiste una superstizione figlia di tutto l’orrore che permea la coscienza collettiva di quel buio passato.

Le Marche stregate è un’opera preziosa per la conservazione delle tradizioni popolari e senza alcun dubbio una lettura illuminante che ci permette di comprendere come certi atteggiamenti e schemi di pensiero delle masse siano sostanzialmente identici oggi come un tempo.

In fondo l’umanità cerca sempre qualcuno di “diverso” sul quale far ricadere tutte le proprie colpe. Ieri è toccato alle streghe, oggi allo “straniero” o, più in generale, a chiunque emerga dal gregge per anticonvenzionalità e non allineamento al dogma di turno.

Anomalie del sistema

La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione. Gente inconsapevole, gestita completamente. Chi ha capito, ha capito, non ha bisogno di consigli. Chi non ha capito, non capirà mai. Io non biasimo queste persone perché loro sono strutturati per vivere e basta. Casa vuol dire vivere e basta? Mangiare, bere, respirare, partorire, lavorare, guardare la televisione, mangiare la pizza il sabato sera, andare a vedere la partita. Il loro mondo finisce lì. Non sono in grado di percepire altro.

C’è invece un piccolissimo gruppo di esseri umani che sono “difetti di fabbricazione”: sono sfuggiti al controllo qualità della linea di produzione. Sono pochi, sono eretici, sono guerrieri.

Carlos Castaneda