Nuovi valori contro il nichilismo

Friedrich Nietzsche aveva visto giusto. Il nichilismo è arrivato e si è elevato in picchi vertiginosi sugli orizzonti politici, sociali ed economici del mondo. Nessuno gli ha voluto o potuto credere. Due guerre mondiali, la guerra fredda, crisi economiche, nuovi focolai di guerra e follie, e dopo tutto questo rimane ancora il suo lapidario interrogativo parafrasabile con: cosa fare dopo che il nichilismo avrà permeato ogni realtà e coscienza? La risposta avendo letto Nietzsche la sappiamo: nuovi valori.

http://www.lachiavedisophia.com/blog/la-sfida-ancora-aperta-friedrich-nietzsche/?fbclid=IwAR0sOL3ZXHxPiq2m4NETF4Bn47aOG73YvYhuQcvSlPmvbos5ZiyuguebG1M

Complotti per tutti i gusti

Seguo un pagina su Facebook che solitamente pubblica contenuti interessanti. Qualche giorno fa, postano il link di un video e incuriosita inizio a guardare. Già dai primi minuti qualcosa non torna e così scopro l’esistenza di questa esilarante teoria che può benissimo competere con quella dei terrapiattisti! Sono sempre più certa che il web abbia dato possibilità di sfogo a mitomani di ogni genere e non solo!

Oscure madri splendenti

Questo libro di Luciana Percovich è di un valore inestimabile. È un viaggio indietro nel tempo, dalla Dea primeva, gravida e completa, al suo smembramento nelle innumerevoli divinità, riflesso di attributi che Lei racchiude in toto.


Attraverso queste pagine ripercorriamo gli eventi che hanno portato al rovesciamento dei simboli e alla nascita di una “civiltà” innaturale, perché contro natura.
Basti pensare al triangolo, ad esempio, raffigurato col vertice verso l’alto, che era in origine capovolto, a raffigurare il grembo; o alla trinità femminile, con il triplice aspetto della Dea vergine-madre-crona, mistificata in padre-figlio-spirito santo; oppure a come la Dea diventata “madre” si sia vista surclassare pian piano dal figlio.


L’opera di desacralizzazione e mascolinizzazione del divino è stata compiuta con stupri, violenze, inganni, vantandosi poi a gran voce del potere così conquistato, nelle opere di ogni mitologia.
Ora, chi si incensa dell’arroganza e del disprezzo usati per sconsacrare quanto più c’era di santo al mondo, testimonia soltanto la sua incapacità e la sua profonda invidia. La donna, in quanto parte del divino, non aveva bisogno di inventarsi un “dio”. Cosa che invece ha fatto l’uomo, non potendo comprendere la profonda unità femminile col principio creatore.


La società attuale è l’ennesima figlia di questa barbarie e tutti ne paghiamo le amare conseguenze. Ma ora che abbiamo visto e compreso tutta la sua distruttività, sarebbe ora di superare le paure reciproche e di riappropriarci delle nostre diversità, accogliendole e comprendendone l’intrinseco valore.
La cultura di oggi, che ci vorrebbe tutti uguali, addirittura asessuati, fluidi, è il colpo di coda di un modello di esistere che sta implodendo.
Il ritorno alla Vita e alla Natura non potrà essere procrastinato a lungo.

Forgiando l’armatura

Mi rifiuto di sottomettermi alla paura
che mi toglie la gioia della libertà,
che non mi lascia rischiare niente,
che mi fa diventare piccolo e meschino,
che mi afferra,
che non mi lascia essere diretto e franco,
che mi perseguita e occupa negativamente la mia immaginazione,
che sempre dipinge cupe visioni.
Non voglio alzare barriere per paura della paura.
Io voglio vivere e non voglio rinchiudermi.
Non voglio essere amichevole per paura di essere sincero.
Voglio che i miei passi siano fermi perché sono sicuro
e non per coprire la paura.
E quando sto zitto,
voglio farlo per amore
e non per timore
delle conseguenze delle mie parole.
Non voglio credere a qualcosa
solo per paura di non credere.
Non voglio filosofare per paura
che qualcosa possa colpirmi da vicino.
Non voglio piegarmi
solo per paura di non essere amabile,
non voglio imporre qualcosa agli altri
per paura che gli altri possano imporre qualcosa a me;
per paura di sbagliare non voglio diventare inattivo.
Non voglio fuggire indietro verso il “vecchio”
per paura di non sentirmi sicuro nel “nuovo”.
Non voglio farmi importante
perché ho paura di essere altrimenti ignorato.
Per convinzione e amore
voglio fare ciò che faccio
e smettere di fare ciò che smetto di fare.
Dalla paura voglio strappare
il dominio e darlo all’Amore.
E voglio credere nel Regno
che esiste in me.

Forgiando l’armatura, Rudolf Steiner
Photo by Thiago Schlemper on Pexels.com

La verità è silenziosa

La verità è silenziosa. È qualcosa che sapete semplicemente, qualcosa che sentite senza parole. Si chiama conoscenza silenziosa. Conoscenza silenziosa è ciò che sapete prima di investire la vostra fede nei simboli. Quando vi aprite alla verità e imparate ad ascoltare, tutti i simboli perdono il loro valore e l’ unica cosa che rimane è la verità. Non c’ è niente da conoscere, non c’ è niente da giustificare. Una volta compreso che create l’ intera simbologia per comunicare con i vostri simili, capirete anche che i simboli non sono buoni o cattivi, giusti o sbagliati. Siete voi a renderli giusti o sbagliati attraverso le vostre credenze. Questo è il potere delle vostre credenze, ma la verità è al di là delle credenze.
Mentre venite educati nel sogno del pianeta, non avete scelta: imparate tutte quelle bugie. Ma ora è il momento di disimparare e di re – IMPARARE, a seguire la verità seguendo il vostro CUORE…
Quando riprendete il potere che avete dato ai simboli, il “SOGNO” intero perde il suo potere. Quando vi riappropriate di tutto il vostro potere siete invincibili.
Niente può sconfiggervi.

“Il quinto accordo” – Don Miguel Ruiz, Don José Ruiz
Photo by Hernan Pauccara on Pexels.com

Gli allevamenti intensivi prima causa d’inquinamento

Condivido questo articolo del Dott. Franco Libero Manco su un problema di cui molti di noi sono già a conoscenza. Si parla molto di inquinamento ambientale, adducendo sempre la colpa alle industrie, laddove la prima causa risultano invece gli allevamenti intensivi. Un incentivo in più per ridurre o abbandonare il consumo di carne!

http://associazionevegananimalista.it/2021/06/17/alimentazione-carnea-e-inquinamento-2/?fbclid=IwAR1aoNnLiu3CXbfeqC05wNDHkMGh3Ri5gRkNyKH4asTzLmC66tCibXZQNlo

La fragilità del web

 la prima versione di internet avrebbe dovuto collegare persone che già nutrivano una certa fiducia reciproca, come i ricercatori universitari e i militari. La rete non ha mai avuto la solidità di cui oggi avrebbe bisogno. Mentre gli utenti di internet sono passati da poche migliaia a più di tre miliardi, i tentativi di migliorare la sicurezza sono stati ostacolati dai costi, dalla scarsa lungimiranza e dai diversi interessi in conflitto tra loro.

https://www.internazionale.it/opinione/zeynep-tufekci/2021/05/20/insicurezza-digitale

L’asino e la tigre. Una storia zen.

Photo by Alexas Fotos on Pexels.com

L’ asino disse alla tigre:
“L’ erba è blu”.
La tigre rispose:
“No, l’erba è verde”.
La discussione si è riscaldata e i due hanno deciso di sottoporla ad un arbitrato e per farlo sono andati davanti al leone, il Re della Selva.
Già prima di arrivare alla radura della foresta, dove il leone era seduto sul suo trono, l’asino cominciò a gridare:
“Vostra Altezza… Non è vero che l’erba è blu?”
Il leone rispose:
“Vero, l’erba è blu”.
L’ asino si è avvicinato e ha continuato:
“La tigre non è d’accordo con me e mi dà fastidio, per favore, puniscila”.
Il re allora dichiarò:
“La tigre sarà punita con 4 anni di silenzio”.
L’ asino saltò allegramente e proseguì il suo cammino, contento e ripetendo:
“L’ erba è blu”…
La tigre ha accettato la sua punizione per 4 anni, ma prima ha chiesto al leone:
“Sua Maestà… Perché mi ha punito?
Dopo tutto, l’erba è verde “.
Il leone rispose:
“In realtà, l’erba è verde”.
La tigre chiese:
“Allora… perché mi punisci?”
Il leone rispose:
“Questo non ha nulla a che vedere con la domanda se l’erba è blu o verde.
La punizione è dovuta al fatto che non è possibile che una creatura coraggiosa e intelligente come te perda tempo a litigare con un asino e venga a disturbare me con questa domanda”.

Il mare senza stelle

Romanzo particolare che garantisce un’esperienza di lettura inconsueta. Strutturato a matrioska, con una trama che racchiude le altre, tutte connesse tra loro, a formare un ordito vasto, che risulta difficile da ammirare nell’insieme.

Personalmente, fino a metà libro o anche poco più avanti, sono stata letteralmente catturata dalla storia e mi sono lasciata avviluppare dai suoi numerosi intrecci. Ad un certo punto, però, non ho più provato lo stesso entusiasmo: il ritmo è cambiato e con esso la comprensione del quadro complessivo della vicenda. Anche il finale mi ha lasciato con l’amaro in bocca e con l’impressione che tutta l’opera sia un tentativo con dell’ottimo potenziale che non si sia riuscito ad esprimere pienamente.

Se dovessi descriverlo con un aggettivo lo definirei caotico, perché alla fine in testa mi è rimasta soltanto una grande confusione. Dovendo raccontarlo, mi accorgerei all’improvviso di non essere in grado di continuare.

Sebbene il protagonista sia essenzialmente uno, la moltitudine di personaggi e sottotrame che li riguarda, rende difficoltoso seguire il filo conduttore della storia. È un vero peccato perché l’idea di base è veramente bella e interessante e in certi momenti tra le pagine si respira un’ atmosfera degna di Zafòn ne L’ombra del vento, ma in questo lavoro il mistero non è bastato a tenere in piedi il tutto, purtroppo.