Il sentiero della Dea

Ha senso nel 2021 leggere e parlare di Dea, di magia e di streghe? Assolutamente si, anzi, oggi più che mai.

Per uscire dall’oblio in cui sono state gettate le nostre radici e con loro tutta la nostra cultura, ben venga chi diffonde la storia e l’Antica religione, per aiutarci a ritrovare il significato di noi stessi.

Phillys Curott è una sacerdotessa wiccan e una scrittrice di indubbio talento. Ne Il sentiero della Dea ci racconta della sua rinascita spirituale, grazie all’ingresso in un cerchio di donne. In un percorso di incontri lungo un anno, reimpara a fidarsi di se stessa e della saggezza della Natura che, come presto si avvede, è anche la sua. Non esiste divisione e se torniamo ad armonizzarci con la Madre, ce ne potremo accorgere e averne prove tangibili.

Nei secoli di repressione, con l’avvento di religioni asfissianti ,repressive e liberticide come il cattolicesimo, abbiamo perso la bussola per navigare su questa meravigliosa terra. Ci hanno inculcato che il corpo è immondo, che provare pulsioni è male, che disobbedire ai precetti è inammissibile, che nasciamo addirittura nel peccato. Hanno soffocato ogni voce che non fosse la loro, hanno torturato e bruciato sul rogo chi non rinnegava ciò che era o anche soltanto chi era sospettato di diversità. Tutto questo in nome di un dio infimo e misero, che se esistesse sarebbe praticamente uguale al loro tanto temuto satana.

Nonostante tutto, la magia esiste e resiste, perché è nell’aria che respiriamo, nel verde che ci riempie gli occhi e il cuore di gioia, nel blu del cielo solcato dal bianco delle nuvole di fronte al quale rimaniamo stupiti. E’ nella forza della Natura, nella sua duplice forma di Madre e Distruttrice. E’ ovunque c’è vita che non abbia dimenticato se stessa.

Quindi si, ha senso parlare di tutto questo ancora oggi, perché soltanto il ritorno a ciò che siamo ci potrà salvare.

5 pensieri riguardo “Il sentiero della Dea”

  1. In questo momento non credo in nessuna Divinità intesa come essere sovrannaturale.
    Ovviamente non posso escluderlo.
    Penso che i libri “sacri” parlino in realtà tutti dell’Uomo, non potrebbe essere altrimenti.
    Proprio per questo quei libri “sacri” sono ricchissimi di materiale per conoscerci meglio e quindi vivere meglio.

    Credo che schiacciare ed eliminare antiche culture e mitologie sia stata una grande perdita.
    Perché è proprio dal confronto (pacifico) tra modi di vedere differenti che si possono trarre conclusioni interessanti.
    Purtroppo c’è sempre la tentazione di eliminare il dubbio, eliminare lo straniero, eliminare la minaccia: vogliamo certezze, qualcosa che plachi il senso di ansietà che si prova nello stare davanti all’Ignoto, il Mondo, l’Universo.

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    1. Credo che l’uomo, “evolvendo”(?) abbia perso completamente la semplicità. Tutte le religioni forse non sono altro che una risposta maldestra a ciò che primitivamente sapevamo, quando rispettavamo la Terra.

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      1. Io credo che in fondo nessuno abbia mai saputo, neanche i nostri avi.
        Le religioni sono un tentativo di capirci qualche cosa.

        Ebraismo, Cattolicesimo, Islamismo, Induismo lo hanno fatto raccontando storie (mitologiche).
        Il Buddismo e lo Zen – per quello che ci ho capito fin’ora – mi sembra invece quello che si è avvicinato di più alla “Verità” e quello che è più in linea con la semplicità di cui parli.
        “E’ tutto qui”

        "Mi piace"

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