Il punto di vista non è un piano bar

Nell’estate del 2020 l’Universo decretò che per me fosse giunto il momento di incontrare uno sciamano. Appassionata da sempre di queste ataviche pratiche spirituali, fu con enorme piacere che feci la conoscenza di Mauro Villone.

Anche se non si definisce né sciamano né maestro in nessuna disciplina, Mauro è una persona di grande cultura che ha provato quanto dice al mondo per primo sulla sua pelle. Quello che più amo di lui è il suo sincretismo, frutto di una ricerca interiore ed esteriore di oltre trent’anni. Per lui fin da subito ho sentito una profonda affinità, quella meravigliosa sensazione che si prova a cospetto di anime affini alla tua. Dalle sue parole, sia che parli o che scriva, si percepisce tutta la grandezza di uno spirito che ama profondamente la vita e che s’impegna ogni giorno affinché più gente possibile apra gli occhi e prenda coscienza della realtà in cui vive.

In questo libro, frutto di riflessioni di mesi condivise con quanti lo seguono abitualmente sui social, c’è tutto quello che serve per uscire dall’oblio e decidersi finalmente a vivere. Mauro non va per il sottile e dalle sue pagine lo sdegno per questa umanità schiava e lobotomizzata, che attende con ansia il ritorno ad una normalità che non esiste, si sente tutto. In un lungo monologo fa un’ analisi lucida e spietata dell’occidente e di come sia scivolato ogni giorno di più verso il baratro. L’obiettivo è far comprendere all’uomo che è a tutti gli effetti uno schiavo, caduto in una trappola mortale e senza senso alcuno.

La sua invettiva è la sveglia che mancava, è un grido di richiamo che riecheggia nella nebbia densa che ci avvolge. Oggi più che mai chiunque abbia il coraggio di andare contro corrente e di esprimere liberamente il suo pensiero, viene oltremodo osteggiato, denigrato, sminuito; ma chi è consapevole di se stesso, non può ignorare la deriva che sta prendendo il mondo, è anzi suo compito cercare di far riappropriare il più alto numero di persone del proprio potere personale: quel potere che abbiamo perso in millenni di repressione, di sradicamento, di capovolgimento di ogni valore.

Fortunatamente non c’è (ancora) il rogo dei libri scomodi, altrimenti quello di Mauro Villone sarebbe il primo a bruciare. Forse ci saranno altre forme di discredito ma ovviamente rimbalzeranno al mittente, perché chi è veramente libero niente lo può toccare.

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