Novità nella narrativa americana

Terminato il mese fantasy/romance io e La tana di Aloiz abbiamo deciso di continuare la nostra collaborazione presentandovi, con lo stesso format, qualche titolo scelto da noi tra gli autori di narrativa americana (io) e europea (Aloiz).

Questa settimana dunque, ho selezionato per voi tre libri tra le novità del momento del panorama USA.

Partiamo con il primo titolo:

  • Gli ultimi giorni della notte, di Graham Moore
  • Editore : Neri Pozza
  • Uscita: 8 aprile 2021
  • pag. 432
  • € 18,05 Brossura ; € 9,99 EBook

Gli ultimi giorni della notte è la storia della feroce competizione esistente tra Thomas Edison e George Westinghouse, due dei più grandi inventori dell’era industriale.

Siamo a New York, nel 1888, e l’elettricità sta per accendere il mondo. Un giovane avvocato viene ingaggiato da Westinghouse per difendersi dalle accuse di Edison, che l’ha citato in giudizio per l’invenzione della lampadina elettrica. Edison accusa Westinghouse di aver violato un suo brevetto depositato nel 1880. Il lavoro del giovane avvocato non sarà affatto facile, essendo le due parti entrambe scaltre e sprezzanti nei reciproci riguardi.

Il romanzo in questione può essere visto in parte come un legal thriller ma è anche un’avventura dal fascino retrò e, in fondo, la storia di due geni che hanno lasciato la loro impronta nel mondo.

  • A casa prima di sera, di Riley Sager
  • Editore: Time Crime
  • Uscita 8 aprile 2021
  • pag. 360
  • € 16,06 Brossura; € 9,99 EBook

A casa prima di sera è un thriller che ha per protagonisti una famiglia e una casa, Baneberry Hall, in un’enorme tenuta vittoriana nei boschi del Vermont.

Su questa dimora scrissero pure un libro, paragonandola alla casa degli orrori di Amityville (ve lo ricordate il film? Io si!! Era tremendo!!!) ma Maggie Holt era soltanto una bambina all’epoca e non ricorda il calvario e la fuga con suo padre nella notte in cui riuscì a fuggire. Quando eredita la tenuta, Maggie, ormai adulta, di professione restauratrice, decide di risistemarla per poi venderla.

Il ritorno a Baneberry Hill si dimostra tutt’altro che caloroso, la gente non ha apprezzato la notorietà che il libro ha rovesciato addosso al luogo e la casa stessa sprigiona un’ aura decisamente nefasta.

Col passare dei giorni, fatti inquietanti e strani accadimenti iniziano a far temere Maggie che il padre, nel suo libro, in fondo avesse ragione…

Questo libro ha tutti gli ingredienti per garantire una lettura adrenalinica. Dalle case che nascondono segreti nascono sempre le migliori storie dell’orrore, in effetti.

  • Chi è il ragazzo nella foto? di Nicole Trope
  • Editore: Newton Compton
  • Uscita: 8 aprile 2021
  • pag.288
  • € 11,40 Brossura; € 4,49 EBook

Chi è il ragazzo nella foto? è un altro thriller che vi terrà incollati alla pagina.

Il figlio di Megan è stato rapito, sei anni fa. Ora è tornato, ma non è più lui.

Dopo sei anni di indicibile dolore e disperazione, una madre riceve una telefonata: dalla stazione di polizia la informano che hanno ritrovato suo figlio Daniel, di cui si erano perse le tracce da ben sei anni.

La polizia sospetta del padre. Megan, d’altro canto, si ritrova un ragazzo chiuso in se stesso, che risponde a monosillabi ed è distante. Iniziano i sospetti sui segreti che Daniel mantiene…

Anche questo romanzo promette decisamente bene, magari sarà una lettura con la quale rinfrescarsi la prossima estate!

La metà di niente

  • La metà di niente, di Catherine Dunne
  • Ed. Guanda
  • Pag. 304

Questa è la storia di una donna, di una moglie, di una madre, che ristagna nel quotidiano vivere dimenticando sempre di più se stessa. Fino al giorno in cui, di punto in bianco, suo marito fa le valigie e se ne va. La lascia lì, in cucina, mentre prepara le uova per l’ennesima colazione.

Dopo lo shock iniziale Rose è costretta a fare i conti con la realtà, una realtà che non permette che lei se ne resti inerme a piangere: tre figli a cui pensare è un motivo più che valido per rimboccarsi le maniche fin da subito e scoprire di avere quella forza immane che tutte le donne hanno, soprattutto le madri.

C’è poco tempo per Rose per commiserare il suo matrimonio finito, il bello è che scoprirà di aver vissuto addormentata per lungo, lungo tempo, fingendo di avere una vita che tanto perfetta invece non era. Attraverso l’abbandono del marito, in piena crisi di mezza età, lei riscopre se stessa, ricorda com’era e quello a cui ha rinunciato per un uomo che si è rivelato mediocre e meschino.

La forza di Rose è travolgente, è impossibile non fare il tifo per lei. Quando si rende conto di non essere altro che “la metà di niente” in un rapporto che non è stato mai alla pari, è come se l’armatura in cui fosse costretta si rompesse, lasciandola finalmente libera di respirare e tornare ad essere lei, Rose, madre di tre meravigliosi figli e donna in grado di gridare al mondo: questa sono io e ce la farò.

La metà di niente è il romanzo d’esordio di questa straordinaria scrittrice che è Catherine Dunne, un esordio veramente strepitoso.

Una lettura che consiglio assolutamente, soprattutto alle donne un po’ stanche e scoraggiate, per ricordare loro quanta forza abbiamo dentro, pronta a uscire se solo glielo permettiamo.

Enrico Tassetti

E’ con immenso piacere che ospito e vi presento il mio autore del cuore, colui che con i suoi libri è riuscito a donarmi ciò che nessun altro mi ha mai dato, in tantissimi anni di studio e letture: Enrico Tassetti, di cui ho l’onore di essere concittadina e amica.

Enrico Tassetti è raccoglitore e studioso di quel particolare aspetto del folklore relativo alle leggende e alle storie di paura, è autore dello studio Storie, superstizioni, leggende della campagna civitanovese, pubblicato nel 2004 nel numero 11 della miscellanea Civitanova. Immagini e storie, e del libro Dei fantasmi ed altri strani incontri (storie e leggende della campagna civitanovese), pubblicato nel 2010 e di cui nel 2018 viene pubblicata la seconda edizione, ampliata, dal nuovo titolo Leggende e misteri di Civitanova. È inoltre autore dei romanzi Il segreto della Sibilla pastora (terza edizione, Ventura edizioni, 2018), La porta dell’angelo – la storia segreta di Civitanova (Giaconi Editore, 2015) e Arathia (Giaconi Editore 2018).

Nel 2020 vince il Premio Adriatico, sezione Narrativa.

L’ultimo canto è il suo ultimo romanzo (Edizioni Nisroch, 2020)

(Link biografia http://www.scriptorama.it/i-nostri-autori/enrico-tassetti/)

Enrico non è soltanto un autore di straordinario talento, ma anche un accurato storico, un appassionato ricercatore e soprattutto un’ anima in grado di cogliere la Verità oltre il velo dell’apparenza. La sua scrittura è appassionante e coinvolgente, in grado di emozionare profondamente chi vi si accosta. Ciò che riesce a trasmettere con le sue parole è qualcosa che si può intuire dentro e difficilmente si potrà spiegare; ogni suo libro parla ai cuori, li risveglia e li lascia colmi di amore e speranza. Tutto questo è assai raro e prezioso e spero che in tanti, tantissimi, possiate lasciarvi conquistare dalla sua magia.

E ora, conosciamolo meglio:

Com’è nato il tuo interesse per l’esoterismo?

Esso nasce dalla contemplazione della natura, dal cercare e vedere nelle piccole cose la magia della creazione. Esoterismo nel significato di ciò che è non è palese, che va esplorato per capire la profondità di ogni azione, di ogni istante non fine a se stesso ma partecipe di quella sottile esperienza che travalica il tempo e ogni suo protagonista. Le mie passioni sono le tradizioni popolari e la storia, con tutte le varianti possibili, e credo che esse non possano, nella loro integralità, essere analizzate senza tenere conto del loro lato nascosto: esoterico appunto!

Siamo abituati a considerare la tradizione ermetica come caratterizzata da molteplici vie: secondo te conducono tutte a una sola meta oppure molte sono fuorvianti?

La tradizione ermetica si sviluppa con questo motto: come in alto così in basso. La meta, l’arrivo finale, è, appunto, la conoscenza completa di noi stessi in comunione col mondo che ci circonda, in cui siamo immersi. Non è il principio o la via applicata al principio a essere fuorviante, ma chi, agendo solo in maniera egoica, lo traduce, lo applica erroneamente, separando senza poi unire. Ogni via, dunque, se correttamente intrapresa, con lo spirito giusto, conduce al contrario di Roma che è Amor.

Nei tuoi libri fai riferimento alla Dea come principio Divino assoluto: quando hai sentito di essere chiamato a percorrere questa strada, ad entrare nel suo mistero?

Esalto la Dea, il divino femminile, perché mi sento profondamente legato alla natura, ovviamente nei limiti del nostro tempo. La mia sensibilità da sempre mi ha fatto apprezzare e valorizzare tutto ciò che porta alla vita, che si erge a difesa dei più deboli, che non si piega alla prepotenza del pensiero unico; e il femminile, declinato in ogni sua forma e presente in ogni vivente, rappresenta tutto ciò. Più che essere chiamato ho lasciato che esso si esteriorizzasse, fluisse come ponte di collegamento (Arco-Baleno) tra il Me e il Se. Posso dire che la consapevolezza è affiorata quando ho incominciato a guardare verso la Sibilla, a ricercare il suo mistero.

Il filo conduttore che lega i tuoi romanzi è la Verità, nei secoli celata e mistificata. E’ giusto che venga data in pasto al mondo oppure è meglio disseminare indizi che sappiano “parlare” a chi è pronto a riconoscerla?

Credo sia giusto, soprattutto nel tempo che viviamo, che si abbandoni ogni oscurantismo, qualsiasi forma di verità individuale fatta passare quasi come un dogma. Certo, bisogna saper comunicare con sincera appartenenza, evitando di enfatizzare, di soggettivare, ma anche, in alcuni casi, quando l’argomento è particolarmente sentito, sapersi schermare o magari utilizzare un linguaggio che sappia parlare alla coscienza, all’anima, anche per non rischiare di essere frainteso o “aspramente attaccato”, infatti, a causa di tutto ciò, la forma del romanzo risulta assai utile… Questa mia risposta si sposa benissimo con l’adagio sapienziale della scolastica medioevale: In medio stat virtus, la verità sta sempre nel mezzo, come darle torto…

Credo che quella che stiamo vivendo sia un’epoca estremamente buia. La nuova Oscurità è mascherata da “progresso” e si mostra, piena di sé, ostentando la bandiera della scienza: come non abbandonarsi allo sconforto e mantenere viva la speranza nel domani?

Stiamo vivendo un’epoca in cui il materialismo, nella sua forma più speculativa, risulta sempre più imperante. Un’epoca in cui le limitazioni alla libertà sono preponderanti e l’essenzialità vissuta quasi come un fastidio. Tempo fa, in uno dei miei molti incontri con i saggi custodi delle tradizioni, la mia amica, Sibilla delle Erbe, Sonia Baldoni, mi disse una cosa che mi ha molto colpito: “ là dove l’oscurità è forte, la luce è più luminosa”.

Ecco, la speranza è questa: poter vedere, essere certi che dove si annida il male c’è sempre un bene, una forza pronta a respingerlo, a contrastarlo. Una forza che, soprattutto, agisce dentro di noi, anche nei momenti più bui, donandoci la possibilità di riscattarci, di illuminare la nostra vita nella quotidianità di ogni giorno, tendendo la mano a chi chiede aiuto.

Il legame con la tua terra è molto forte, è stato questo il moto propulsore per indagarne i miti, le leggende e i misteri?

Certamente sì. La mia terra, le Marche, lascia il segno. In essa vive la consapevolezza che i miti e le leggende che la rappresentano conservano uno scrigno di tesori sapienziali e misteri veramente unici; volutamente tenuti nascosti, ma proprio per questo così accattivanti da spingere a ricercarli.

A quale dei tuoi libri sei più legato e perché?

Al nuovo romanzo, uscito a ridosso dello scorso Natale, V L’ULTIMO CANTO, la mia opera migliore e più complessa. Una ricerca che mi ha messo di fronte alla responsabilità di svelare un’importantissima verità nascosta. Una verità che in un certo senso chiude il cerchio sullo studio del femminino sacro nelle Marche, documentando quei luoghi, quei misteri che mostrano punti di contatto con enigmi internazionali quali Rennes le Château e Avalon, passando per il Graal.

Un romanzo che non ho timore a definire canalizzato, supportato però da un’approfondita ricerca storica che fornisce le prove, gli indizi, a ogni messaggio segreto…scritto.

Puoi parlarci del tuo nuovo lavoro?

Certamente. Ho finito di scrivere un libro sulle leggende marchigiane, quelle che ho raccolto e studiato in questi anni di ricerca. Un libro che cerca di rendere vive le storie della tradizione popolare indagando gli aspetti storici e antropologici che sono alla base della loro memoria.

Hai altri progetti all’orizzonte?

Due in particolare: il primo lo sto finendo in questi giorni, ed è una storia epistolare che tratta di un mistero legato a figure importanti come Annibal Caro, Michelangelo e San Francesco; il secondo di portare a termine la prima bozza di un romanzo sulla tradizione del Libro del Comando, una sorta di libro maledetto perché utilizzato dai negromanti per asservire i demoni al loro volere.

Vi invito a seguire Enrico sulla sua pagina facebook dove troverete interessantissimi articoli e approfondimenti; e a leggere i suoi libri, tre dei quali vi ho presentato nelle Letture della Tana:

V L’ultimo canto

Arathia

Il segreto della Sibilla pastora

Fantasy – Film

Siamo giunti al quarto appuntamento de Il salotto delle tane, l’ultimo dedicato ai libri fantasy.

Questa settimana ho scelto per voi tre grandi “classici”, magari un po’ oscurati dall’enorme successo dei “fratelli maggiori” come Il signore degli anelli, Harry Potter e Il trono di Spade.

Voglio parlarvi de La bussola d’oro, La storia fantastica e Le cronache di Narnia.

Premetto che non ho letto nessuno di questi libri ma ho scoperto che La bussola d’oro fa decisamente al caso mio, vista la familiarità che ho con la tematica del Daimon. Riguardo ai film, ho visto soltanto La storia fantastica e lo ricordo molto bene: una sorta di favola avventurosa e molto divertente!

Partiamo dunque con il primo titolo: La bussola d’oro

La bussola d’oro è stato scritto nel 1995 da Philip Pullman ed è una trilogia composta da: Queste oscure materie, La lama sottile e Il cannocchiale d’ambra.

Eccone una breve introduzione tratta da wikipedia

Il romanzo è ambientato in un mondo parallelo, in cui ogni persona è affiancata da un daimon, cioè l’anima della persona esternata sotto forma di animale, una sorta di compagno personale che accompagna ognuno ovunque vada, e che scompare alla morte della persona. Se d’altra parte, il daimon viene staccato dalla persona cui appartiene, questa nella maggior parte dei casi muore o resta psichicamente menomata, in quanto il daimon è il canale che la collega alla Polvere, misteriosa e pervasiva sostanza cosmica vagamente comparabile alla materia oscura della cosmologia contemporanea. Tale sostanza ha anche a che fare con la facoltà di concepire pensieri originali e sviluppare una personalità indipendente, facoltà che il Magisterium, chiesa vocata al dominio universale ed al culto di un essere supremo chiamato Autorità, per definizione avversa e combatte.

L’adattamento cinematografico fu fatto nel 2007 per il primo volume e riscosse un enorme successo. Ovviamente suscitò ampie critiche da parte degli ambienti cattolici che hanno visto nel Magisterium un chiaro riferimento alla loro Chiesa.

Secondo titolo scelto: La storia fantastica.

La storia fantastica o La principessa sposa, fu scritto da William Goldman e pubblicato nel 1973. Narra la storia d’amore tra la lattaia Buttercup, e Wesley, garzone che tra mille insidie si troverà a doverla liberare dalle grinfie del perfido Principe Humperdinck, che l’ha scelta come sua sposa per garantirsi un erede.

La trasposizione cinematografica risale al 1987. Il film, diretto da Rob Reiner, è strettamente fedele alla trama originale. Il ruolo di Buttercup (Bottondoro,nel film) fu affidato a Robin Wright e Wesley fu impersonato da un biondissimo, affascinante Cary Elwes.

Ultimo titolo: Le cronache di Narnia

Le cronache di Narnia è una serie di romanzi ideata tra il 1939 e il 1954 da C. S. Lewis, ambientati nella fantastica Terra di Narnia. Lo scrittore scelse il nome per la sua ambientazione magica guardando una vecchia cartina dell’Italia. Arrivato all’Umbria, lo colpì il nome di Narni e decise di usare il suo antico toponimo -appunto Narnia- per farne lo scenario della sua storia.

Le cronache sono composte da diversi volumi:

  • Il leone, la strega e l’armadio
  • Il principe Caspian
  • Il viaggio del veliero
  • La sedia d’argento
  • Il cavallo e il ragazzo
  • Il nipote del mago
  • L’ultima battaglia

Sul grande schermo arrivarono tre film: Il leone, la strega e l’armadio; Il principe Caspian; Il viaggio del veliero. Era in progetto anche la produzione de La sedia d’argento ma a quanto pare non se ne fece più nulla.

A quanto pare, questa saga ha chiari riferimenti cristiani e può essere letta come una storia del mondo, dalla sua creazione fino alla sua fine. C’è addirittura un “anticristo”, rappresentato da Aslan, e la strega malvagia che impersona il “serpente tentatore” di Eva.

Preferisco soprassedere in merito.

Sicuramente conoscevate già questi libri o questi film, personalmente ho scoperto qualcosa che non vorrò MAI leggere e qualcosa che invece mi piacerebbe approfondire, e ho ricordato un film che sarebbe bello rivedere.