Vansky

Oggi ho il piacere di presentarvi un giovane autore dall’indiscusso talento: Vansky.

Il suo libro N.S.O.E. è un romanzo pieno d’avventura e di poesia, che ci parla del potere dei sogni, di rinascita e di speranza, tutto ciò di cui abbiamo estremamente bisogno, oggi più che mai.

Chi è Vansky? Quali sono i suoi sogni?

Vansky è un bambino cresciuto con un grande sogno, e con una vita avventurosa dedicata ai viaggi e alla conoscenza, coltivando per anni la passione per la scrittura, per quel desiderio innato di riuscire a comunicare racconti ed emozioni che aveva dentro e che non riusciva ad esprimere.

Attraverso il mio primo romanzo N.S.O.E. ho riportato l’attenzione su quelle voci che tutti abbiamo dentro e che ci parlano di emozioni sopite, di sogni accantonati, di desideri repressi, di gioie ed sorrisi dimenticati.

Il mio sogno;  vivere di scrittura e arrivare a più persone possibili.

Se dovessi descriverti con tre aggettivi, quali useresti?

Testardo, ambizioso, autoironico.

Com’è nata la tua passione per la scrittura? È un interesse spontaneo o è nato in seguito ad un avvenimento? 

Ho iniziato a scrivere come sfogo per delle situazioni difficili che ho affrontato e da quel momento non mi sono più fermato.

Dalle pagine del tuo libro si riesce a percepire con chiarezza una bellissima vena poetica: che ruolo ha la poesia nella tua vita?

Mi piacciono molto le poesie e gli aforismi. Credo contengano una magia nel descrivere certe emozioni o stati d’animo, e ne rimango sempre affascinato.

C’è sempre molto lavoro dietro la stesura di un libro: quanto ci si affida alla bravura e quanto allo studio e alla ricerca? 

Direi che sicuramente la storia nasce dalla fantasia di uno scrittore, da ciò che si ha dentro di sé. Lo studio dipende da cosa si scrive, nel mio caso c’è stata una buona parte di studio e documentazione approfondita per quanto riguarda tutti i luoghi descritti nel libro, tutti posti reali.

Stephen King una volta scrisse di essere un mero tramite e non poter far altro che assecondare i suoi personaggi e le loro esigenze ; tu che rapporto hai con i tuoi? Ti hanno chiesto di essere raccontati o li hai creati partendo da qualche spunto nel reale? 

Sicuramente i personaggi prendono spunto dalla realtà per alcune caratteristiche ma poi prendono forma bella mente e non si può fare altro che assecondarli, raccontandoli.

È indubbio l’importante ruolo svolto dai social nel far conoscere e promuovere gli autori emergenti; d’altra parte, il fenomeno del self publishing ha inondato il mercato di produzioni di ogni livello: come si resta a galla in questo mare di aspiranti scrittori? Io confido che la bravura e il vero talento spiccheranno sempre come un faro, qual è la tua opinione? 

Concordo sul fatto che siano molte possibilità di essere pubblicati o di autopubblicarsi, ma rischia di essere delle meteore. Perciò i social , internet, sono delle vetrine per farsi conoscere e per poter spiccare tra tutti se alla base c’è del talento, che non si impara, è qualcosa di innato nella persona.

So che stai lavorando a un nuovo libro, puoi dirci qualcosa per rendere ancora più stimolante l’attesa? 

Ho già iniziato la stesura del mio quarto libro, il secondo che verrà pubblicato. Parlerà della decadenza umana, di quanto un uomo per bene possa essere spinto al male in determinate situazioni. Sarà ambientato tra gli Stati Uniti e un’isola deserta.

Sarà un romanzo introspettivo dove non mancheranno emozioni e colpi di scena.

Entrare nel mondo di Vansky è un’esperienza fantastica, che consiglio a tutti i sognatori e anche a chi non se lo permette da tanto tempo. Vansky, con le sue parole, vi donerà nuove ali.

New releases nel mondo fantasy

Come annunciato, ecco il primo articolo per la rubrica Il salotto delle Tane con le quattro nuovissime uscite nel mondo fantasy scelte durante i sondaggi della settimana nelle stories di Instagram.


Partiamo con il primo libro: Apriti, mare! di Laura Pariani

Editore:La nave di Teseo

Collana:Oceani

Anno edizione: 2021

In commercio dal: 25 febbraio 2021

Pagine: 192 p., Brossura

Dopo una guerra chiamata “L’incidente” a cui sono sopravvissuti soltanto i minori di 15 anni, il mondo riparte senza tecnologia, né scienza, né cultura e col ricordo sempre più flebile di quella che un tempo era la vita. I giovani sopravvissuti crescono e diventano adulti, riunendosi in comunità. E’ proprio da una di queste che,40 anni dopo “L’incidente”, un gruppo di bambine decide di lasciare tutto per raggiungere “La-terra-senza-paura” che sta al di là del mare.

Che dire? A me sembra molto molto promettente e potrei farci un pensierino!

Il secondo titolo che avete scelto è: Il regno capovolto, di Marie Lu

  • Editore:Mondadori
  • Collana:Oscar fantastica
  • Anno edizione: 2021
  • Formato: Tascabile
  • In commercio dal: 2 febbraio 2021
  • Pagine: 348 p., Brossura

La piccola Nannerl Mozart è nata con un talento straordinario e il suo sogno è essere ricordata per sempre. Purtroppo, come donna, non ha speranze di diventare una compositrice e il suo futuro è già scritto, deciso da suo padre: potrà suonare fino a quando non sarà in “età da marito”. Nel frattempo, suo fratello Wolfang inizia a riscuotere i successo a lei ingiustamente negato…Ma un giorno, in città, arriva da una magica terra uno straniero, in grado di realizzare il suo sogno. Il prezzo da pagare, però, potrebbe essere altissimo…

Anche questo libro mi incuriosisce tanto! Ci sono ancora poche recensioni in merito ma di 4 stelle, quindi sarebbe da provare!

Terza storia scelta: IL BAMBINO DI POLVERE, di Patrick K. Dewdney

Editore:Mondadori

Collana:Oscar fantastica

Anno edizione: 2021

Formato: Tascabile

In commercio dal: 2 febbraio 2021

Pagine: 612 p., ill. , Brossura

Quattro piccoli orfani lottano ogni giorno anche solo per mangiare, ingegnandosi in mille stratagemmi che tuttavia rende la loro vita abbastanza felice. Quando il Re muore e a poco a poco il regno sprofonda sempre più nel caos. L’ atmosfera diventa sempre più cupa e violenta fino a quando uno di loro, Syffo, un giorno viene sorpreso a rubare una frittella; per salvarsi si metterà al servizio del primo spadaccino del Regno, il temuto Hesse. Hanno inizio così le vicissitudini di questo ragazzino che passerà da un mestiere all’altro, finendo anche in galera. Dopo un’ingiusta accusa di stregoneria e omicidio e ormai in fuga, capirà che la sua unica speranza è diventare un guerriero.

Non so voi, ma personalmente questo m’ispira un po’ meno. L’intreccio della trama non è tra i miei preferiti.

Ultima nuovissima uscita selezionata: DEDALUS, di Francesca Redolfi

Editore: Le Mezzelane Casa Editrice

Collana: Viaggi immaginari

Anno edizione: 2021

In commercio dal: 14 febbraio 2021

Pagine: 544 p., Rilegato

Questa è la storia di Clara, 16 anni, orfana di madre. Suo padre è gravemente ammalato e la ragazza è consapevole che alla sua morte dovrà andare a vivere con l’insopportabile zia. Una notte arriva in città DEDALUS, il luna park più grande del mondo. Clara viene a sapere di un guaritore dalle straordinarie capacità che viaggia con la carovana e pensa ci sia una speranza per salvare suo padre e se stessa. Aiutata da un giovane e misterioso giostraio, la ragazza accetta di partecipare a un torneo che la catapulterà in un mondo fantastico, creato ad arte dagli illusionisti. Sarà l’occasione per scoprire che a volte, il viaggio più fantastico, è quello dentro se stessi.

Su questa trama sono indecisa, potrebbe essere accattivante oppure rivelarsi una delusione. Questo è il classico titolo che non acquisterei a occhi chiusi soltanto perché a qualcuno è piaciuto, ma dovrei averne conferma dal mio intuito.

Sono molto felice di aver scovato quattro nuove interessanti releases del mondo fantasy, sicuramente qualcuna finirà tra le mie prossime letture e ne risentirete parlare.
Spero di avervi dato buoni spunti e se decidete di leggerne qualcuno, aspetto le vostre impressioni.

Il mondo deve sapere

Il primo libro di Michela Murgia è un resoconto schietto ed esilarante del precariato dei collaboratori a progetto.

Ho avuto l’onore diversi anni fa di assistere personalmente ad una dimostrazione kirbesca e ricordo solo che l’arazzo di mia suocera, sporco era e sporco rimase.
Ma non siamo qui per parlare dell’ennesimo elettrodomestico rifilato in modo fraudolento a sprovvedute massaie.

La Murgia alza il sipario sullo spietato mondo del network marketing, dove alzare i prezzi degli aggeggi venduti per alimentare i vertici della piramide, è la prassi. Ci illumina sulla psicologia perversa che scava nelle menti dei poveri schiavi nei cubicoli telefonici, in un sadico alternarsi di bastone e carota come incentivo alla produttività. Mostra spietatamente come in questi ambienti si voglia far credere un lavoro sottopagato un’ imperdibile occasione di “crescita personale” e come non raggiungere gli obiettivi fissati faccia di te un perdente, una nullità.


Purtroppo ho conosciuto anch’io diverse realtà di multilevel marketing e sono esattamente come Michela ce le descrive, solo che né io né altri avevamo pensato di raccontarlo al mondo.
Personalmente, non ho il minimo senso di colpa a sbattere il telefono in faccia a chiunque OSI disturbare in casa mia. Sto ancora cercando di insegnarlo alla suocera ma ci vorrà del tempo 😆

Se ancora non avete letto questo libro, non perdete altro tempo, perché sono pochi quelli che ridendo vi aprono gli occhi.
Le ingiustizie nel mondo del lavoro sono così tante che occorrerebbe un’enciclopedia, conoscerle è il primo passo per organizzarsi per combatterle.

  • Il mondo deve sapere, di Michela Murgia
  • Einaudi
  • Pag 161
  • Tascabile € 9,60

Le ricette della signora Tokue

Sembrava il classico libro carino, una lettura leggera per allietare qualche ora, invece questa storia mi ha addirittura commossa.


Un giorno, sotto l’albero di ciliegio davanti al piccolo negozio di dorayaki, dove al lavoro c’è un giovane triste e rassegnato che tira a campare, appare una vecchietta. Pian piano, entrando nella sua vita quasi in punta di piedi, riuscirà a conquistare l’amicizia del ragazzo e sarà l’occasione, per entrambi, di tornare a sorridere.

La signora Tokue è un personaggio nato per far breccia nel cuore del lettore, portando con sé il calore di un abbraccio. Nonostante la sua fragilità, sprigiona un’incredibile energia e un amore per l’esistenza in grado di illuminare il tempo trascorso a conoscere la sua storia. Anche voltata l’ultima pagina, questo libro mantiene intatta la sua tenera forza e non si farà dimenticare.

Ho apprezzato tanto la delicatezza usata nel raccontare una storia tanto commovente, credo che questa sia una lettura che resterà nell’anima di chi l’affronta.
È una gran bella lezione di amore e di gratitudine, di vigore e di speranza.


Nonostante le enormi prove a cui la vita sottopone alcuni, c’è chi riesce a trovare in sé il coraggio di alzarsi ogni giorno imparando a ringraziare anche solo per questo.
Diamo per scontato praticamente tutto mentre dovremmo costantemente essere grati proprio per il tutto che abbiamo.

Libri come questo ci ricordano di farlo.

  • Le ricette della signora Tokue, di Durian Sukegawa
  • Einaudi
  • Pag. 192
  • Tascabile € 9,60

Alberto Grandi

Alberto Grandi è un giovane autore che nel suo primo libro Cronache di un mesotes, è riuscito a coniugare perfettamente avventura, filosofia e grandi ideali. Oggi ho il piacere di presentarvelo attraverso la sua stessa voce:

Chi è Alberto Grandi e come si è scoperto scrittore?

Alberto Grandi è un semplice ragazzo milanese nato nel 1994. Ha coltivato fin da bambino una grande passione per le arti marziali che, crescendo, lo hanno spinto verso la filosofia, prima orientale poi occidentale. Oltre a queste due grandi passioni una terza è stata presente fin dall’infanzia, quella per la cultura nerd. Dopo il primo anno universitario e qualche saggio accademico, ha deciso di intraprendere la strada dello scrittore, provando a fondere assieme questi tre elementi con lo scopo di divulgare un antico messaggio greco: conosci te stesso!

Bene, abbiamo lo stesso motto! Ma dimmi, se dovessi fare una descrizione di te usando dei libri, che titoli sceglieresti?

So di risultare noioso ma:

“Simposio” e “Apologia di Socrate” di Platone

“Teosofia” di Steiner

“Il Tao del Dragone” di Lee

Assolutamente no, sono letture di un certo livello ma non si può di certo dire che siano noiose. Tra l’altro, a Il Tao del Dragone sono particolarmente legata anch’io 🙂 e conosco e ammiro Steiner e tutta la sua immensa opera.

Raccontaci: da cosa nasce la tua passione per la fantascienza?

Come già dicevo sono stato un grande nerd fin da bambino. Videogames e libri fantasy, in ogni loro sfumatura, mi hanno accompagnato durante la crescita. Per quanto riguarda la scrittura, ho scelto la fantascienza perché offre un grande spazio di movimento, pur mantenendo una base di legame con la realtà. Essendo lo scopo di “Cronache di un Mesotes” quello di presentare, seppur semplicemente, diverse tipologie di filosofie, questo genere l’ho trovato perfetto.

C’è un autore particolare che hai nel cuore o a cui ti ispiri?

Si, un grandissimo Filosofo, Platone. La scelta di orientare gran parte del romanzo sotto forma di dialoghi deriva sicuramente da lui.

Chi ha letto il tuo libro ha sicuramente apprezzato la filosofia di fondo che lo connota, quanto ha influito il tuo essere artista marziale nello sviluppo del tuo pensiero?

Enormemente! L’arte marziale che pratico ha radici taoiste, quindi il concetto di fluidità e divenire sono alla base dei principi. Sono insegnamenti che non riporti solo nella pratica del combattimento, ma che, praticandola con costanza e passione, si infiltrano nell’anima influenzando tutti gli aspetti della tua vita. Gran parte del pensiero delle Cheimatos, una delle specie all’interno dell’universo di Cronache, si fonda proprio su questa filosofia a partire dall’aspetto marziale.

Quanto è difficile rimanere originali dedicandosi a uno dei generi letterari più sovraffollati di titoli?

Ormai, se si pensa ad innovazione soltanto come a qualcosa che prima non c’era, potremmo individuarla solo nell’epopea di Gilgamesh. L’aspetto, a mio avviso, dell’originalità non è nella forma, quanto nella sostanza, nell’identità del romanzo. Tutti oggigiorno possono improvvisarsi scrittori, basta un computer o un foglio. Scrivere una storia di alieni in guerra contro un grande cattivone è alla portata di tutti, ma la sostanza, il messaggio, l’identità interna è unica e “originale”. Questo elemento secondo me caratterizza e “originalizza” (permettetemi l’utilizzo del termine) i vari romanzi, che siano fantasy, gialli e via dicendo e, per quanto la forma può essere simile ad altri, l’originalità resta oggettiva poiché sostanziale.

Mi trovi assolutamente concorde. Tra l’altro, se ci rifletti, anche Gilgamesh potrebbe essere letto in chiave fantascientifica! Non sarebbe male riportarlo in voga!

Come procede il crowdfunding per la pubblicazione del tuo secondo libro? Lo sai che lo attendiamo con ansia!

Per ora procede bene. Il crowdfunding in Italia è poco conosciuto e visto con diffidenza (seppur quasi tutti di noi preordinano articoli in tantissime occasioni) ma pian piano sta prendendo piede e sembra funzionare a dovere. L’elemento più appagante è che ogni vostro preordine è un passo verso la pubblicazione, rendendo quest’ultimo un successo non solo mio ma nostro… Per questo ringrazio infinitamente tutti quelli che stanno sostenendo il nostro progetto, rendendolo sempre più vicino al traguardo!

Siamo in tanti a fare il tifo per te, speriamo di leggerti presto!!

Intanto, se volete sostenere Alberto per la pubblicazione del suo nuovo libro, il link è questo https://bookabook.it/libri/cronache-un-mesotes-parte-seconda-la-furia-del-portatore/

Per seguirlo e magari di acquistare il suo libro cliccate qui sotto 😉

Barbara de Maestri

Ho avuto la fortuna di conoscere, seppur virtualmente, Barbara, avendo letto il suo libro Angeli e Alchimia. Essendo rimasta colpita dalla profondità del messaggio trasmesso, le ho posto qualche domanda a cui ha gentilmente risposto:

Barbara descriviti come se fossi un quadro: che tinte useresti, quale tecnica, qual è l’effetto che vorresti ricreare?

Che domanda originale! Tra l’altro io amo molto anche disegnare e dipingere: la ritengo la forma d’arte in cui ci si esprime con la massima trasparenza, in cui le emozioni viaggiano senza filtri dal cuore alla carta o alla tela. Se fossi un quadro la tecnica sarebbe l’acquerello, con pochi tratti ben definiti. I colori pastello.

Il tuo romanzo è molto bello e particolare, quanto c’è di te nelle sue pagine?

Ti ringrazio e ne sono onorata. Credo che la mia passione per la ricerca si senta un po’ in tutto il romanzo: evidente la mia presenza nell’esortazione del professor Hopp ai suoi studenti a porsi continuamente domande come anche la necessità di togliere veli alla realtà per comprenderne il significato e palesarne i misteri. Ma oltre a questo – che è il leitmotiv della storia – ho disseminato qua e là, aspetti del mio carattere ai vari personaggi in modo funzionale, come il comportamento solitario di Marcus, l’ironia di Steve, la follia di Temperance, la timidezza di Estelle, la sensibilità di Dylan, la voglia di ridere di Lucas e il mio amore per i gatti 🙂

Cosa ti ha spinto a trattare di un argomento come l’alchimia e cosa pensi della saturazione del mercato ad opera di tanti testi “new age” o che cavalcano l’onda spirituale del momento proponendo “soluzioni facili” che ovviamente lasciano il tempo che trovano? 

La prima parte della tua domanda è di fatto una risposta alla seconda. E mi spiego meglio: l’alchimia è l’esatto contrario di una soluzione facile, semmai l’emblema dello sforzo della ricerca di ciò che è stato accuratamente nascosto; strettamente connessa all’ermetismo, richiede molto impegno e studio per comprenderne i fondamenti. Questo di per sé è già un bel simbolismo della nostra natura spirituale … Le soluzioni facili (commerciali) sono sempre le prime a deludere; per questo tipo di lavoro non ci sono scorciatoie: no pain, no gain! Io qui ho solo voluto incuriosire il lettore, certamente il tema è stato funzionale alla creazione del mistero della trama, ma l’intenzione era di offrire un valido spunto di approfondimento.

L’esoterismo è veramente vasto:credi in molte strade che portano ad una sola meta o in un unica Via da percorrere? 

Sì, molto vasto e non del tutto privo di pericoli. Credo che ciascuno debba seguire la strada più affine alla sua indole, e non necessariamente una sola, anzi! Molte si somigliano e alcune si possono percorrere simultaneamente. L’importante è che si sia guidati dalla seria e onesta volontà di crescere spiritualmente.

Leggendo il tuo libro si possono facilmente intuire le correnti che lo percorrono:che valore ha per te il sincretismo? 

Il motivo per il quale ritengo che ognuno debba liberamente seguire la sua via è che la destinazione è la medesima. Sono convinta che tutte le religioni e le dottrine – spogliate di secondi fini – convergano alla stessa Verità.

Hai altri progetti nel cassetto? 

Sto scrivendo il secondo volume di Angeli e Alchimia, che ritroverà gli stessi protagonisti con una trama tutta nuova e nuovi scenari, perché le cose da dire sono ancora tante. Non ho purtroppo indicazioni sui tempi perché sono molto lenta a scrivere, a fare ricerche, a rileggere e a cambiare le cose … e poi a dirla tutta, amo così tanto scrivere e creare storie, che lascio andare il romanzo solo quando io e lui siamo pronti a farlo 😉

Barbara, ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato!

Grazie per l’ospitalità e le chiacchiere, la tana è un luogo che frequento con piacere.

Se anche voi siete rimasti affascinati da Barbara potete acquistare il suo libro e seguirla cliccando qui sotto 😉

Aua

“Ma in fondo per me era una tentazione sapere che non dovevo fare altro che chiedere e queste persone avrebbero aperto subito la profondità della loro anima e, grazie alla sincerità del loro spirito, con la loro primitiva saggezza avrebbero raccontato molte cose singolari che hanno origine nell’infanzia dell’umanità. Ed è una scoperta che non smette di sorprendere, il fatto che davvero, nella nostra rapidissima epoca, ci si può trovare di fronte a persone che sembrano appena uscite dalla mano della natura.”

Aua è uno sciamano Inuit e grazie ai racconti che ha condiviso con l’esploratore Rasmussen, guadagnatosi la sua amicizia e la sua fiducia, ha fatto in modo che si sia potuto aggiungere un altro tassello nel grande puzzle della spiritualità atavica. Sapendo che proprio delle sue storie si è servito Mircea Eliade, nella stesura del suo incomparabile saggio “Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi”, possiamo intuire l’importanza di queste pagine per la cultura dell’umanità.

Oltre ad aprirci un varco che ci permette di affacciarci sul mondo spirituale dei popoli del Nord, questi scritti sono preziosi per la conoscenza che danno di usi e costumi in uno dei luoghi più inospitali del globo.

Provate anche solo ad immaginare come può essere vivere ogni giorno in un ambiente ostile, freddo oltre l’umana sopportazione, e dover letteralmente lottare e faticare per procurarsi il cibo. Si fa fatica a credere che le tribù incontrate dall’autore durante le sue esplorazioni, fossero fatte di persone gioiose, capaci d’ intrattenersi con canti e giochi a -40 gradi.

Quello che più mi ha colpito, comunque, resta l’impressione di un animismo quasi infantile, se non fosse per l’enorme peso dei tabù che vincola ogni gesto della quotidianità.

I precetti a cui queste tribù sottostanno sono quasi aberranti. D’altro canto, si comprende perfettamente il bisogno istintivo di ingraziarsi una Natura crudele e impietosa. Dunque ecco che il rito acquista pieno potere, diventando molto più che scaramantico, quasi magico persino agli occhi di un “bianco” osservatore.


Questo piccolo libro ha un grande valore, quello della memoria, e un grande insegnamento: siamo ben piccola cosa di fronte alla maestosità della Terra eppure, insieme, possiamo sopravvivere anche nel più selvaggio dei luoghi.

Coraggio

Ennesimo lockdown, ennesimo coprifuoco. Animi allo stremo.

Non è un caso se facendo ordine tra le vecchie note ho ritrovato questo scritto di Clarissa Pinkola Estes. Voglio condividerlo qui, per chi passa e si sofferma un istante sul titolo e magari decide di leggere queste parole per ritrovare in sé la forza che sente di non avere.

CORAGGIO

di Clarissa Pinkola Estes

Amici miei, non smarrite il cuore. Noi siamo stati fatti per questi tempi. Ultimamente ho sentito che molti sono profondamente confusi, e con ragione. Sono preoccupati per le vicende del nostro mondo di oggi. Sono tempi, i nostri, di stupori quotidiani e di rabbia spesso giustificata per il degrado ultimo di ciò che maggiormente sta a cuore alle persone civili e idealiste.
Avete ragione nelle vostre valutazioni. Il prestigio e la presunzione alle quali alcuni si sono ispirati nell’approvare atti efferati contro bambini, vecchi, la gente semplice, i poveri, gli indifesi, i bisognosi, toglie il fiato. Nonostante ciò, vi sollecito, vi chiedo, vi domando per favore di non inaridire lo spirito piangendo questi tempi difficili. Soprattutto non perdete la speranza. Specialmente perché siamo stati fatti per questi tempi. Sì. Per anni abbiamo imparato, praticato, ci siamo allenati proprio in attesa d’incontrarci esattamente sul campo di questo impegno. […]
Sono cresciuta nella zona dei Grandi Laghi e so riconoscere una barca capace di tenere il mare quando ne vedo una. In quanto ad anime risvegliate, in acqua non ci sono mai state barche più capaci di quanto ce ne siano ora nel mondo. E sono tutte molto ben equipaggiate e capaci di inviarsi segnali l’un l’altra come mai nella storia dell’umanità […] Guardate oltre la paura, ci sono milioni di barche di anime virtuose con voi in acqua. Anche se la vostra superficie è sferzata da ogni onda in questa tempestosa agitazione, vi assicuro che le lunghe assi di legno che compongono il vostro scafo provengono da una foresta più grande. E’ risaputo che il legno ben venato tiene testa alle tempeste, resiste, regge e avanza nonostante tutto.
In ogni periodo buio c’è la tendenza a perdersi d’animo per quanto è sbagliato o non guarito nel mondo. Non focalizzatevi su questo. C’è anche la tendenza a indebolirsi indugiando su ciò che è fuori dalla propria portata, su ciò che non può ancora esserci. Non focalizzatevi lì. Questo è mancare il vento e non alzare le vele. Noi siamo necessari, ecco tutto quello che possiamo sapere ora. Ed anche se incontriamo resistenza, più sarà così più incontreremo grandi anime che ci saluteranno, ameranno e guideranno, e le riconosceremo quando compariranno. Non avevate detto di credere? Non avevate detto di ascoltare una voce più grande? Non avevate chiesto la grazia? Non vi ricordate che essere nella grazia significa sottomettersi a una voce più grande? …
Il nostro compito non è quello di fermare il mondo intero tutto in una volta, ma quello di prodigarsi per migliorare la parte del mondo nel nostro raggio d’azione. Ogni piccola e pacifica cosa che un’anima può fare per aiutare un’altra anima, per assistere una parte di questo povero mondo sofferente, sarà d’immenso aiuto. Non ci è dato sapere quale sarà l’azione o chi farà in modo che la massa critica penda verso il bene durevole. Ciò di cui c’è bisogno per un cambiamento sostanziale è una miriade di azioni, aggiungendo, aggiungendo ancora, aggiungendo di più, in continuazione. Sappiamo che non tocca a “tutti sulla Terra” portare giustizia e pace, ma solamente a un piccolo e determinato gruppo che non si arrenderà alla prima, alla seconda, o alla centesima raffica di vento.
Una delle azioni più rasserenanti e potenti che potete fare per intervenire in un mondo in tempesta è stare in piedi e mostrare la vostra anima.
Un’anima sul ponte nei momenti bui risplende come l’oro. La luce dell’anima lancia scintille, emette bagliori, fa segnali di fuoco, attizza ciò che è appropriato. Mostrare il faro dell’anima in tempi oscuri come questi – essere tenaci e mostrare compassione verso gli altri – sono entrambe azioni di immenso ardimento e grandissima necessità. Le anime angosciate prendono luce dalle altre anime che sono completamente accese e che la mostrano spontaneamente. Se volete calmare il tumulto, questa è una delle cose più potenti che potete fare.
Ci sarà sempre un momento in cui vi sentirete scoraggiati. Io stessa ho provato lo scoraggiamento molte volte nella vita, ma non gli tengo il posto, non lo prendo in considerazione. Non gli permetto di mangiare nel mio piatto. Il motivo è questo: fin nelle ossa so una cosa, come la sapete voi. Ed è che non ci può essere disperazione quando ricordate il perché siete venuti sulla Terra, di chi siete al servizio e chi vi ha mandato qui. Le buone parole che diciamo e le buone azioni che facciamo non sono nostre: sono parole e azioni dell’Uno che ci ha portati qui. Con questo spirito, spero che scriverete questo sulla vostra parete: “Una grande nave ormeggiata nel porto è indubbiamente al sicuro. Ma non è per questo che le grandi navi sono state costruite”.
Che questo vi giunga con molto amore e con la preghiera di ricordare da chi voi venite e perché siete venuti su questa bellissima e necessaria Terra.

Clarissa Pinkola Estes

Ivan Benedetti

Ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Ivan Benedetti, giovane autore con alle spalle già cinque pubblicazioni. Il romanzo storico d’avventura è sicuramente il genere che lo contraddistingue e si può apprezzare il suo talento nella saga de “L’aquila e lo scorpione” e in “Gambetto veneziano”, di cui ho apprezzato la lettura poco tempo fa.

Ringraziandolo per la disponibilità e la gentilezza, vi invito a seguirlo e a leggere i suoi libri,non ve ne pentirete!

Ivan Benedetti, l’uomo e lo scrittore,due persone diverse?

Indubbiamente no. Sono io che scrivo, e in ogni mio libro c’è una (buona) parte di me, anche se ce la metto tutta per evitare di essere autobiografico. A volte comunque qualcosa scappa, più o meno volontariamente.

Quando hai capito che scrivere era quello che volevi fare? Sei stato incoraggiato o hai seguito la tua ispirazione?

Circa 3/4 anni fa. Anche se in realtà è da tutta la vita che lo faccio, continuamente. Ho imparato a leggere e a scrivere prima che a parlare. Mia madre mi raccontava che a due anni d’età leggevo e scrivevo molto meglio di come parlassi. Inoltre, da che ho memoria, la mia mente non può proprio fare a meno d’inventare continuamente storie, scenette, dialoghi… i quali, devono sempre essere plausibili e realistici, altrimenti non mi soddisfano.

Come nasce il tuo amore per la Storia?

L’ho sempre amata, fin da bambino. Mentre gli altri bambini pensavano tutto il giorno al calcio, o ai giochi, io m’immaginavo di prendere parte alle battaglie di Napoleone, o di visitare un villaggio etrusco, o d’incontrare gli eroi dell’antica Grecia.

Hai l’abilità di rendere il romanzo storico appassionante come un’avventura, hai mai pensato di cambiare genere e scrivere magari un thriller?

Certamente, ho “in cantiere” un thriller ambientato nel XIX secolo.

Non è sicuramente facile dare “in pasto” al pubblico la propria opera, cosa provi nei confronti dei tuoi lettori? 

Provo un’enorme riconoscenza. Indubbiamente al giorno d’oggi è difficilissimo emergere, ma in tutta onestà non m’importa più di tanto. Non c’è niente che mi renda più felice di raccontare una storia e di sapere che è piaciuta, che ha tenuto i lettori incollati alle pagine. Ogni volta che mi viene detta una cosa del genere provo una soddisfazione immensa, che mi fa camminare ad un metro buono da terra.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro, a parte il seguito di Gambetto Veneziano che DEVI assolutamente donarci? 

Sicuramente scriverò il seguito di Gambetto veneziano. Mi piacerebbe anche scrivere il quarto volume della mia saga “L’aquila e lo scorpione”, ambientata nell’antica Roma, e cominciare il thriller di cui parlavo in precedenza.
Grazie per le domande 🙂

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Angeli e Alchimia

“Tutti, più o meno consapevolmente, desiderano entrare in contatto con il sovrannaturale, anche solo per un istante; per capire qualcosa della loro esistenza, del senso della vita e della morte. Lo sanno per istinto dove trovare le risposte, anche se poi, quando vi giungono, non sanno né vederle, né ascoltarle.”

Questo libro è molto più di un’avventura fantasy che ti regala qualche ora spensierata, e di sicuro non è un romanzo da destinare al solo pubblico adolescente.

In queste pagine sono racchiusi preziosi insegnamenti che l’autrice, con delicatezza e maestria, ha saputo consegnare al mondo affinché il messaggio in essi racchiuso giunga là dove deve essere accolto.

Sarò sincera e ammetto di aver pensato che la lettura di queste pagine potesse essere pienamente apprezzata solamente essendo in possesso di un background “esoterico” che rendesse il tutto più fruibile; poi però mi sono detta che il profondo significato di questo racconto sarà comunque in grado di farsi strada nei cuori e negli animi pronti a far riaffiorare il ricordo di quanto celiamo nel profondo.

Sono sempre più numerose le voci che stanno tornando a narrare gli antichi misteri, sepolti sotto la coltre dei secoli. E’ come se la Verità stessa chiedesse di essere finalmente svelata e si servisse degli autori per raggiungere il suo fine.

Barbara de Maestri, con il suo libro, ha donato in maniera impeccabile il suo contributo alla realizzazione di quest’Opera.