Arathia

Arathia, di Enrico Tassetti. Giaconi editore. A breve in una nuova edizione.

Non vorrei sembrare di parte lodando Enrico Tassetti solo perché è mio concittadino, io ADORO veramente ciò che scrive e COME lo scrive. Quella di Tassetti potrebbe essere considerata un opera in quattro volumi, dato il filo conduttore che lega i romanzi “La porta dell’Angelo”, “Il segreto della Sibilla pastora”, “Arathia” e “L’ultimo canto”.

Io ho avuto il piacere di leggerne tre, e sono in trepida attesa di una ristampa del primo. Non importa in quale ordine ci si accosti a loro, il coinvolgimento e l’emozione è sempre tale da renderne ognuno un’avventura meravigliosa, di cui è semplice ricollegare i nessi.

Oggi vi parlo di Arathia, romanzo del 2018 edito da Giaconi editore di cui a breve uscirà una nuova versione.

Come in ogni storia narrata da Tassetti, tra le pagine si respira un’avvincente atmosfera alla Dan Brown, per intenderci. Siamo coinvolti fin da subito, quasi catapultati nella vicenda, a fianco dei protagonisti. Mentre avanziamo tra le pagine, la trama che pian piano si svela risveglia nel cuore antichi ricordi sopiti. Stiamo leggendo un libro e contemporaneamente stiamo riportando alla luce qualcosa che giace sotto la polvere di innumerevoli secoli, un segreto meraviglioso che troppo a lungo è stato celato al mondo.

Se ci si mette in ascolto e ci si lascia trasportare dal mistero che permea la storia, possiamo sentirne l’eco riverberare in noi e stupirci con il suo incanto.


Tra le pagine di Arathia si svolge una lotta la cui origine si perde nella notte dei tempi: quella tra le streghe bianche, sacerdotesse della Madre, e le streghe nere, votate al caos e alla distruzione . In un magico viaggio nelle Marche, terra magica dei monti Sibillini, veniamo a conoscenza di antichi rituali Etruschi, di mistificazioni e sortilegi, di vite immolate per proteggere qualcosa dall’inestimabile valore.

La prosa di Enrico è magnetica, una volta entrati nel mondo racchiuso dalle sue parole non si vorrebbe più uscirne nemmeno alla parola “Fine”. Ma il bello di Arathia, come degli altri suoi romanzi, è che giunti all’epilogo, si chiude il libro con un sorriso e il cuore caldo di speranza e gratitudine. Storie così belle sono doni preziosi da conservare tra i ricordi più cari.

1 commento su “Arathia”

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