Silvia di WhiskersofWildOak

Chi mi conosce sa che il mio più grande amore, senza nulla togliere alla lettura ovviamente, sono gli animali. Sin da piccola ho sempre provato una forte empatia nei loro confronti e non si contano i gatti e i volatili che negli anni ho cercato di salvare. Ho avuto molti animali “domestici” e ringrazio ognuno di loro per avermi insegnato tanto: soprattutto il rispetto e la fiducia. Ogni animale ti dà l’opportunità di conoscere e apprendere quanto ha da offrire. I miei furetti mi hanno donato talmente tanto che non potrei nemmeno raccontarlo, così come hanno fatto le mie caviette peruviane, i miei conigli, i tanti uccellini nel corso degli anni, i gatti coi quali sono cresciuta, e come fanno, ogni giorno, i miei amati cani. E’ per questo che adoro Silvia, questa meravigliosa ragazza in cui rivedo tanto di me stessa.

La seguo da tanto tempo, sinceramente non ricordo nemmeno più come e quando mi comparì il suo feed ma rimasi subito affascinata dalla bellezza di Salem, il suo meraviglioso visone. Avendo avuto la fortuna di condividere la mia vita con due meravigliosi furetti, incuriosita iniziai a seguire Silvia e così feci la conoscenza del suo mondo, fatto di animali speciali, tanta passione e tanto tanto amore.

Silvia ha 24 anni e un sogno: curare quanti più animali possibili, accogliendoli nel suo santuario dove donar loro una vita che sia felice e dignitosa il più possibile. Da Silvia troviamo di tutto, dai visoni, ai petauri, ai suricati, ma anche coniglietti, gatti, furetti, moffette, un’anatra e da poco anche una gallina, Alice, salvata da un allevamento intensivo.

Tra i mille quotidiani impegni che la tengono occupata per tutto il giorno, ha trovato un po’ di tempo per rispondere alle mie domande e la ringrazio infinitamente per questo.

Benvenuti nel mondo di WhiskersofWildOak!


Silvia, qual è stato il primo animale che hai accolto nella tua vita?

Sin da piccola sono sempre stata a contatto con gli animali, non ho un singolo ricordo di me senza un animale al mio fianco. In famiglia sono sempre stati un po’ tutti spaventati da questa mia passione, un po’ forse speravano passasse con gli anni, ma in realtà più tempo passa e più la passione diventa grande. Sono cresciuta con un cane meraviglioso al mio fianco che è stato il mio migliore amico per 12 anni, e ho iniziato con due pesci rossi, presi al mercato quando avevo solo 4 anni, ma il ricordo più bello che ho è verso mio Zio. Ha allevato canarini e qualche piccolo pappagallo per diversi anni, spesso accadeva che i piccoli venivano abbandonati dai genitori, lui non sapeva bene cosa farsene, e mi insegnava come prendermene cura. Spesso non avevano una vita lunga, ma il riuscire a dargli una vita felice, anche se per poco tempo, mi ha sempre riempito il cuore di gioia.

Il mio primo animale con una forte disabilità è stata Zoe, una pappagallina disabile. L’ho adottata tramite un negozio di animali non troppo distante da dove vivo, ed è stato amore a prima vista. A causa dell’accoppiamento tra consanguinei ha avuto un ictus, che purtroppo le ha riportato molti danni. Non riesce ad usare le zampe come un pappagallo sano, ma riesce a fare tutto ugualmente. Poche settimane dopo essere stata adottata ha fatto due uova e mi hanno spiegato che quando depongono è perché si sentono al sicuro, e Zoe era felice nella sua nuova casa. 

Quando hai capito di voler trasformare il tuo amore per gli animali in un progetto concreto per aiutarne il più possibile?

Ho sempre portato a casa moltissimi animali con delle difficoltà, delle disabilità, anziani, orfani e abbandonati, e aiutarli a ricominciare a vivere è sempre stato ciò che mi spingeva a fare tutto questo, il vederli felici per me non aveva prezzo. Tre anni fa ho avuto molte difficoltà con Saphira, il mio primo visone e purtroppo mi sono ritrovata da sola, un po’ contro tutti e senza riuscire a trovare dei consigli che potessero aiutarmi. Quasi nessuno parlava della propria esperienza, ma solo per sentito dire, e pur di aiutare cercava di fare del suo meglio per dare consigli su come gestire un visone. Ogni visone è diverso e il fatto è che mi sono ritrovata dopo 4 mesi con un animale ingestibile a causa dei miei errori, con un visone che non ho più potuto accarezzare per più di un anno. L’esperienza con Saphira mi ha fatta stare malissimo; ha vissuto una vita felice, però l’aver sbagliato ancora oggi mi porta tanti pensieri e sensi di colpa. Così ho pensato di condividere la mia esperienza per aiutare le persone, per aiutarle a non avere dei visoni ingestibili, per aiutarle a capire cosa aspettarsi, come comportarsi e cosa la mia esperienza mi ha insegnato, perché purtroppo alla fine di tutto sono i visoni a rimetterci sempre e le famiglie, e io non vorrei che questo accadesse. Non vorrei mai che qualcuno si trovasse nella situazione in cui mi sono trovata io.

Inizialmente doveva essere un progetto solo per i visoni e il nome era ‘The Minks of WildOak’: I visoni di WildOak. Solo che ho sempre aiutato gli animali in difficoltà e con delle disabilità, e provare a sensibilizzare le persone anche da questo lato è sempre stato molto importante per me, così ho pensato di aggiungere anche loro al progetto. Parlando con tantissime persone diverse mi è stato suggerito di iniziare ad aprire un santuario, così che chiunque potesse venire ad interagire e a conoscere gli animali e avrebbe potuto fare delle donazioni. E ho iniziato a sognare un santuario meraviglioso. Con l’aiuto di molti suggerimenti da parte di moltissima gente il nome da ‘The minks of WildOak’ è diventato ‘Whiskers of WildOak’ che tradotto sarebbe – I baffi di WildOak’.

Quanti animali hai al momento? Da dove arrivano?

Ho scelto di aiutare gli animali con disabilità, con poche possibilità di sopravvivere e qualsiasi animale che avesse bisogno di aiuto.

Nel mio piccolo angolo felice ci sono 23 animali.

I pappagalli Zoe, Hal, Joy e Haru sono con me da molti anni:

Zoe è un parrocchetto coda nera: ha avuto un ictus poco dopo la nascita. Dopo aver passato tanti anni in un negozio, i negozianti, vedendo quanto ci tenevo e quanto mi piacesse, me l’hanno fatta adottare.

Hal è un conuro del sole con difficoltà motorie e con le zampine leggermente storte, ho scelto di prenderlo con me perché diverso, volevo dargli una casa dove potesse sentirsi al sicuro.

Joy è un pappagallo del Senegal che è stato abbandonato a 2 anni e l’ho adottato poche settimane dopo il suo abbandono.

Haru è un inseparabile e l’ho adottato insieme a sua sorella Saki. Saki ha avuto una paralisi causata dai fumi delle pentole antiaderenti, che per i pappagalli sono tossici e questo le ha causato molti problemi di salute e la paralisi. Il proprietario precedente era riuscito a far si che si riprendesse, ma le erano rimaste le zampine chiuse a pugno.

Haru l’ha sempre aiutata a magiare, a pulirsi, e gli manca molto, manca a tutti, ma fortunatamente non è da solo e gli altri pappagalli gli tengono compagnia.

Tutti e 4 arrivano da un negozio di animali del Bassanese.

Amy e Amber

Amy e Amber sono due adorabili furette, Amy è arrivata a 40 giorni, è stata la mia prima furetta e l’ho comprata da un commerciante. Amy è meravigliosa, adora le coccole, è dolce con tutti.

Ha vissuto molto tempo con Saphira e quando ho cercato di adottare un furetto così che potesse vivere con lei, non mi è stato permesso adottarlo, perché le associazioni non erano a favore per il fatto che avessi i visoni.

Amy aveva bisogno di un accompagna e non potendo adottare, ho preso Amber da un allevamento di Torino.

I visoni Salem, Tamzin e Aikëll arrivano da situazioni molto diverse tra loro e sia Tamzin che Aikëll hanno molte difficoltà e problemi comportamentali.

Salem è stato venduto come animale domestico ad una fiera: era disidratato, non mangiava, ed era davvero minuscolo, aveva solo 20 giorni e gli occhi ancora chiusi. Non volevo più visoni, volevo smettere, dopo Saphira e Baloo ero tanto stanca, ma quando l’ho visto non sono riuscita a lascialo lì. Nessuno pensava che sarebbe riuscito a sopravvivere, lo davano tutti per morto. Dopo 11 giorni ha aperto gli occhi, mangiava ogni dure ore, veniva al lavoro con me e non stava mai solo per più di 30 minuti. È stato difficile, ma ce l’ha fatta e da 160g ora è un gigante di 4kg.

Tamzin è scappata da un allevamento di visoni da pelliccia, e due ragazze adorabili mi hanno chiesto se potevo ospitarla. Dentro l’allevamento le hanno tagliato i canini e ancora oggi, dopo 3 anni spesso entra ancora nel panico e fatica a fidarsi.

Aikëll l’ho recuperato da una famiglia, tramite un annuncio online. È stato salvato a 6 mesi da una bruttissima situazione ed è rimasto con loro per 1 anno. Da quasi 2 anni vive con me.

Koa, Faline, Charlie, Amelia e Laila

Koa e Faline dovevano essere i miei unici gatti: sì, dovevano, ma non è mai così… Li ho presi tramite un allevamento, loro infatti non fanno parte del santuario. Spesso ho avuto dei brevi momenti dove volevo smettere, dove volevo solo tenere quei pochi animali che mi erano rimasti, e in un momento molto brutto volevo un gatto con un carattere ben preciso: Koa era l’ultimo rimasto e l’ho portato a casa con me. A Maggio è nata sua sorella e nonostante sia stupenda è nata un po’ fuori dai canoni standard degli sphynx e siccome non avevo pretese, ma cercavo solo una compagna per Koa, ho scelto lei.

Una settimana dopo sono arrivati Charlie e Amelia, avevano solo 2 giorni, erano pieni di zecche, ne avranno avute 200 a gattino.

Volevo trovargli casa, ma dopo 3 mesi mi ci sono affezionata e sono rimasti.

A novembre 2020 sono stata contattata in Instagram e mi è stato chiesto se potevo prendere una gattina elf, perché stava male e non riuscivano a gestirla: quando ho visto le foto ho subito capito che doveva venire a casa con me, che anche se sarebbe stato difficile dovevo provarci. Laila ha molti problemi di salute, le manca un rene, ha problemi respiratori, problemi agli occhi, problemi di pelle e dissenteria cronica: pesava 1.5 kg quando è arrivata, dopo 4 mesi è 2.4 kg.

Aspen, Lily e Freya

Aspen è stata la mia prima moffetta, non conosco bene la sua storia, ma quando è arrivato a vivere con me, mi è stato detto che è stato slavato da un blocco di moffette destinate ad essere commerciate.

Era terrorizzato, in panico, non riusciva a fidarsi, si faceva pipì addosso e non lasciava che mi avvicinassi a lui. Ho passato tantissime ore seduta sul pavimento con tanti snack in mano, e ora, dopo 2 anni, si lascia prendere, accarezzare, coccolare e arriva quando lo chiamo. Due anni fa ha perso la sua compagna e oggi vive con Freya.

Freya è una moffettina molto dolce che è stata abbandonata dalla sua ex proprietaria. Freya è stata comprata come animale domestico e, dopo alcuni mesi, la sua famiglia ha cercato di venderla come fattrice. Così è tornata con l’allevatrice e l’ho adottata.

Lily è con me da quando ha 8 giorni, non è selvatica, è nata in cattività. Quando era molto piccola la sua mamma l’ha abbandonata insieme ai suoi fratelli. Avendo esperienza con i selvatici ho aiutato l’allevatrice a svezzare e crescere 2 moffette su 4, ma Sam, il fratellino di Lily, purtroppo non è riuscito a sopravvivere. Lily ha avuto molti problemi di salute da piccola, ma ora è in salute, è felice e tra due mesi farà 1 anno.

Aspen e Freya sono arrivate da me già deghiandolate: alla maggior parte delle moffette in cattività vengono rimosse le ghiandole. Lily le ha ancora. In natura servono come arma di difesa e in molti paesi, rimuoverle è considerata una pratica molto invasiva e maltrattamento, così ho preferito non rimuoverle.

Maggie e Wally

Maggie e Wally sono due suricati entrambi con delle disabilità. Wally ha delle difficoltà motorie, quando è arrivato camminava appena ed era molto spaventato. Dopo 11 giorni seduta immobile sul pavimento e con l’aiuto di Lily ha iniziato a fidarsi.

Wally è un suricato molto socievole ora, è dolce e adora andare in braccio con chiunque.

Maggie è nata con la mandibola inferiore molto corta, questo non le permette di mangiare normalmente come un suricato sano. Deve mangiare frullati, ogni tanto riesce a mangiare dei pezzettini, ma è molto rischioso, perché rischia di soffocare, questo anche quando beve. Ha bisogno di attenzioni costanti, di fare 3 pasti al giorno e di essere lavata dopo ogni pasto, perché si sporca molto e non riesce a pulirsi. Maggie ha un personalità fantastica, ama le coccole ed è super chiacchierona. 

Zuccherino,Alice, Hollie e Finley

Zuccherino è un petauro, l’ho adottato l’estate scorsa. Purtroppo un mese fa è rimasto solo dopo la morte del suo compagno, ma essendo animali gregari presto arriverà un compagno, anche lui verrà adottato.

Alice è stata salvata da un allevamento intensivo di polli e ha una personalità fantastica. È molto molesta, ma adora tutti. A volte è un po’ un bulla, ma solo in superficie, in fondo è buona.

Hollie è un’anatra muta, e ha l’opistotono.

È davvero dolce, ma è arrivata da poco e le ci vorrà del tempo per adattarsi, imparare a fidarsi e a vivere in una famiglia con molti animali diversi.

Finley è una coniglietta senza orecchie salvata da un allevamento intensivo di conigli da carne.

I conigli negli allevamenti intensivi sono tenuti in piccolissime gabbie e lo stress e a volte l’inesperienza fa si che le coniglie mutilano i loro cuccioli e purtroppo questo è successo a Finley.

Quando è arrivata aveva la micosi e dopo 3 mesi finalmente è guarita. Ha avuto molti problemi di salute, ora sta bene, sta crescendo ed è una divoratrice seriale di vegetali.

Il tuo lavoro di divulgazione per spiegare al mondo le tristi condizioni degli animali scampati a morte certa dagli allevamenti intensivi è encomiabile, ma a volte la superficialità della gente la spinge a chiederti dove procurarsene uno, per averlo come “pet”: quant’è difficile far comprendere questa realtà? Hai il sospetto che si preferisca ignorare quanto dolore si cela dietro lo sfruttamento e che si tenda ancora a considerare l’animale come “qualcosa” piuttosto che “qualcuno”?

Purtroppo è molto difficile soprattutto con Salem. Salem è un visone molto buono e calmo e spesso si pensa che tutti i visoni siano così. Si pensa che siano solo dei furetti più grandi, che si possano abbracciare, baciare, portare fuori con la pettorina e ogni volta che posto un video o una foto con Salem, se da una parte sensibilizzo, dall’altra molte persone fraintendono e vedono Salem come la rappresentazione del visone, che purtroppo non è così, perché il vero visone è più come Aikëll e Tamzin. E finiscono per chiedermi come averne uno, dove possono acquistarlo o se spedisco. Purtroppo quando li metto davanti alla realtà, dove spiego come sono realmente le cose, si offendono e pensano che non voglia che abbiano un visone o un qualsiasi altro animale, ma non è così. Sarebbe bellissimo se le persone aprissero il cuore a più animali in difficoltà o maltrattati, abbandonati, fragili e con disabilità, ma conoscendo la grande difficoltà che c’è dietro e sapendo quanto difficile e devastante possa essere, cerco sempre di spiegare come sono realmente le cose, che non è sempre e solo come in foto, che ci sono morsi, momenti di panico da parte dell’animale, momenti in cui non ti riconoscono, perché nonostante tutti, nonostante che vengano addomesticati, restano sempre e comunque animali. Cerco di spiegare quanto sia difficile lavorare con animali traumatizzati, senza autocontrollo, mentalmente distrutti, con disabilità e terrorizzati, perché penso sia giusto nei loro confronti e di chi desidera prendersene cura, perché ho visto troppi animali presi per capriccio e poi abbandonati, soprattutto visoni e non voglio succeda. Però si, dal mio punto di vista gli animali, in molti casi, sono ancora visti come un qualcosa da possedere.

Chi ti segue e condivide il tuo stesso amore per gli animali, sa l’impegno che metti nel far conoscere ogni aspetto della loro vita, dal cibo ai bisogni primari e soprattutto l’enorme differenza che c’è tra un animale selvatico e uno manipolato dall’uomo: come si costruisce un rapporto di fiducia con loro?

Per me è molto difficile spiegarlo, non forzo mai nessuno dei miei animali a socializzare, ognuno ha bisogno del suo tempo. Cerco di metterli sempre a loro agio, di non metterli in situazioni di forte stress, perché spesso se faccio così ottengo solo reazioni contrarie.

Questo a volte mi porta per giorni, settimane o mesi seduta immobile per terra a parlargli con voce calma. A volte vengo morsa o attaccata, ma cerco di non reagire, di non avere reazioni troppo forti, perché potrei rovinare il poco lavoro fatto e ogni pregresso, cerco di mantenere la calma, di ignorare l’animale.

Per la mia esperienza trovo sia sbagliato obbligare un animale a fare qualcosa che non vuole, perché si creano paure, traumi e adattamenti a situazioni che non gli fanno bene.

Cerco di costruire i rapporti di fiducia con i miei animali basti sul rispetto, perché non voglio che mi temano, voglio siano sereni anche se questo non porta a coccole e abbracci.

Con tutti gli animali che ho accolto, così facendo, non ho mai avuto grossi problemi e convivono tutti in armonia.

Com’è la convivenza tra le diverse specie che ospiti? Ci sono interazioni o in certi casi è necessario che alcuni restino separati?

La maggior parte dei miei animali interagisce tra loro e si instaurano convivenze bizzarre e tenere.

Gli unici che non hanno interazioni sono: Aikëll e Tamzin, i visoni che ho recuperato da adulti, perché hanno un istinto predatorio davvero molto alto e non tollerano nessun tipo di presenza, spesso nemmeno la mia; Aspen e Freya, le moffette che vivono fuori, non perché siano aggressive, anzi, ma si svegliano verso le 18.00/18.30 quando tutti vanno a dormire, però rispettano Alice, Wally e un po’ tutti quanti. E infine Salem, che non interagisce con nessuno, purtroppo per le sue dimensioni enormi e la sua forte emotività, perché quando è felice si emoziona così tanto da perdere leggermente il controllo, che purtroppo con animali molto piccoli può essere fatale. Però quando è in casa nel suo gabbione condivide la stanza ed è molto tollerante con tutti, soprattutto con Wally.

Amy e Amber ,le furette, non interagiscono con Finley la coniglietta e Alice, ma con gli altri vanno molto d’accordo.

Alice, Finley, Lily, Maggie, Wally, i 5 gatti convivino serenamente tra loro, ed è strano pensare che una gallina, un coniglio, una moffetta, due suricati con delle disabilità e 5 gatti possano essere amici, sembra uscito tutto da una favola.

Anche se la maggior parte convive in serenità cerco di tenere gli animali con disabilità molto forti sotto stretta sorveglianza o in alcuni casi separati, perché spesso non hanno le possibilità o le capacità di difendersi. Questo avviene anche con gli animali con forti traumi, spesso non riescono a tollerare la presenza di altri animali e provare farebbe solo peggio. 

Il tuo sogno è realizzare un santuario dove tutti gli animali che riesci a salvare possano vivere il tempo che rimane loro nel miglior modo possibile: hai avviato o hai intenzione di avviare delle collaborazioni con qualche rifugio? 

Ci penso spesso e credo sia molto importante avere qualche collaborazione, perché così molti più animali avranno la possibilità di essere salvati. Purtroppo una volta che il santuario sarà aperto, non mi sarà possibile fare tutto da sola, e avrò un limite di animali che potrò salvare, ma collaborando con rifugi, in questo modo moltissimi di loro avranno più possibilità di vivere una vita meravigliosa.

Vi invito a seguire Silvia sui suoi profili social e, volendo, a contribuire a realizzare il suo sogno, per aiutare sempre più animali! Bastano anche solo 2€ al mese, su Patreon!

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