Aua

“Ma in fondo per me era una tentazione sapere che non dovevo fare altro che chiedere e queste persone avrebbero aperto subito la profondità della loro anima e, grazie alla sincerità del loro spirito, con la loro primitiva saggezza avrebbero raccontato molte cose singolari che hanno origine nell’infanzia dell’umanità. Ed è una scoperta che non smette di sorprendere, il fatto che davvero, nella nostra rapidissima epoca, ci si può trovare di fronte a persone che sembrano appena uscite dalla mano della natura.”

Aua è uno sciamano Inuit e grazie ai racconti che ha condiviso con l’esploratore Rasmussen, guadagnatosi la sua amicizia e la sua fiducia, ha fatto in modo che si sia potuto aggiungere un altro tassello nel grande puzzle della spiritualità atavica. Sapendo che proprio delle sue storie si è servito Mircea Eliade, nella stesura del suo incomparabile saggio “Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi”, possiamo intuire l’importanza di queste pagine per la cultura dell’umanità.

Oltre ad aprirci un varco che ci permette di affacciarci sul mondo spirituale dei popoli del Nord, questi scritti sono preziosi per la conoscenza che danno di usi e costumi in uno dei luoghi più inospitali del globo.

Provate anche solo ad immaginare come può essere vivere ogni giorno in un ambiente ostile, freddo oltre l’umana sopportazione, e dover letteralmente lottare e faticare per procurarsi il cibo. Si fa fatica a credere che le tribù incontrate dall’autore durante le sue esplorazioni, fossero fatte di persone gioiose, capaci d’ intrattenersi con canti e giochi a -40 gradi.

Quello che più mi ha colpito, comunque, resta l’impressione di un animismo quasi infantile, se non fosse per l’enorme peso dei tabù che vincola ogni gesto della quotidianità.

I precetti a cui queste tribù sottostanno sono quasi aberranti. D’altro canto, si comprende perfettamente il bisogno istintivo di ingraziarsi una Natura crudele e impietosa. Dunque ecco che il rito acquista pieno potere, diventando molto più che scaramantico, quasi magico persino agli occhi di un “bianco” osservatore.


Questo piccolo libro ha un grande valore, quello della memoria, e un grande insegnamento: siamo ben piccola cosa di fronte alla maestosità della Terra eppure, insieme, possiamo sopravvivere anche nel più selvaggio dei luoghi.

1 commento su “Aua”

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