Ivan Benedetti

Ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Ivan Benedetti, giovane autore con alle spalle già cinque pubblicazioni. Il romanzo storico d’avventura è sicuramente il genere che lo contraddistingue e si può apprezzare il suo talento nella saga de “L’aquila e lo scorpione” e in “Gambetto veneziano”, di cui ho apprezzato la lettura poco tempo fa.

Ringraziandolo per la disponibilità e la gentilezza, vi invito a seguirlo e a leggere i suoi libri,non ve ne pentirete!

Ivan Benedetti, l’uomo e lo scrittore,due persone diverse?

Indubbiamente no. Sono io che scrivo, e in ogni mio libro c’è una (buona) parte di me, anche se ce la metto tutta per evitare di essere autobiografico. A volte comunque qualcosa scappa, più o meno volontariamente.

Quando hai capito che scrivere era quello che volevi fare? Sei stato incoraggiato o hai seguito la tua ispirazione?

Circa 3/4 anni fa. Anche se in realtà è da tutta la vita che lo faccio, continuamente. Ho imparato a leggere e a scrivere prima che a parlare. Mia madre mi raccontava che a due anni d’età leggevo e scrivevo molto meglio di come parlassi. Inoltre, da che ho memoria, la mia mente non può proprio fare a meno d’inventare continuamente storie, scenette, dialoghi… i quali, devono sempre essere plausibili e realistici, altrimenti non mi soddisfano.

Come nasce il tuo amore per la Storia?

L’ho sempre amata, fin da bambino. Mentre gli altri bambini pensavano tutto il giorno al calcio, o ai giochi, io m’immaginavo di prendere parte alle battaglie di Napoleone, o di visitare un villaggio etrusco, o d’incontrare gli eroi dell’antica Grecia.

Hai l’abilità di rendere il romanzo storico appassionante come un’avventura, hai mai pensato di cambiare genere e scrivere magari un thriller?

Certamente, ho “in cantiere” un thriller ambientato nel XIX secolo.

Non è sicuramente facile dare “in pasto” al pubblico la propria opera, cosa provi nei confronti dei tuoi lettori? 

Provo un’enorme riconoscenza. Indubbiamente al giorno d’oggi è difficilissimo emergere, ma in tutta onestà non m’importa più di tanto. Non c’è niente che mi renda più felice di raccontare una storia e di sapere che è piaciuta, che ha tenuto i lettori incollati alle pagine. Ogni volta che mi viene detta una cosa del genere provo una soddisfazione immensa, che mi fa camminare ad un metro buono da terra.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro, a parte il seguito di Gambetto Veneziano che DEVI assolutamente donarci? 

Sicuramente scriverò il seguito di Gambetto veneziano. Mi piacerebbe anche scrivere il quarto volume della mia saga “L’aquila e lo scorpione”, ambientata nell’antica Roma, e cominciare il thriller di cui parlavo in precedenza.
Grazie per le domande 🙂

Se volete seguire Ivan o acquistare i suoi libri, cliccate qui sotto 🙂

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